sabato, Luglio 18, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Guerra e rivoluzione

Teresa Noce by Teresa Noce
Settembre 11, 2025
in Editoriali, Resistenza n. 9/2025
A A
0
0
SHARES
24
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Chi prende come riferimento gli analisti borghesi per capire dove sta andando il mondo è destinato a navigare a vista in balia di quello che succede, di quello che potrebbe succedere e di quello che vorrebbe succedesse, ma non succede.
Per capire dove sta andando il mondo serve analizzarlo alla luce della concezione comunista, il marxismo-leninismo-maoismo.
“Noi siamo risolutamente per la pace e contro la guerra. Ma se gli imperialisti insistono nel voler scatenare un’altra guerra, non dobbiamo averne paura. Il nostro atteggiamento di fronte a questo problema è lo stesso che abbiamo verso qualsiasi disordine: primo, siamo contro di esso; secondo, non ne abbiamo paura.
La Prima guerra mondiale fu seguita dalla nascita dell’Unione Sovietica con una popolazione di 200 milioni. La Seconda guerra mondiale è stata seguita dalla nascita del campo socialista con una popolazione complessiva di 900 milioni.
Se gli imperialisti si ostinano a scatenare una terza guerra mondiale, è certo che altre centinaia di milioni di uomini passeranno al socialismo e sulla terra non rimarrà più molto posto per gli imperialisti; è anche possibile che il sistema imperialista crolli completamente” – Mao Tse-tung, Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo, 27 febbraio 1957.

***

La Terza guerra mondiale non è un’eventualità o un pericolo che incombe, è già in corso e ne siamo tutti coinvolti, anche se qui in Italia non piovono bombe e i giovani non sono ancora obbligati a partire per il fronte. Non solo.
Nessuno degli esponenti, dei partiti e delle istituzioni della classe dominante – né italiana né internazionale – ha gli strumenti o la possibilità di fermarla, perché essa è un parto necessario e inevitabile della crisi generale del capitalismo.
Non ci sono terze vie, scappatoie o de-escalation che tengano. Non è possibile porre fine alla Terza guerra mondiale senza rovesciare il sistema capitalista che la genera, senza cioè il salto della rivoluzione socialista almeno in alcuni dei maggiori paesi imperialisti.

Iniziata a metà degli anni Settanta del secolo scorso, la crisi generale in corso nasce dall’economia, ma è diventata generale: investe e pervade ogni ambito della società, portandola al declino.
La sua causa risiede nel fatto che a livello mondiale – e considerando tutti i settori produttivi – il capitale accumulato è talmente grande che, se i capitalisti lo impiegassero tutto nelle loro aziende che producono merci (beni e servizi), estrarrebbero una massa di profitto inferiore a quella che estraggono impiegandone solo una parte.
Nei paesi imperialisti una minima parte del capitale esistente è impiegata ancora oggi nella produzione e circolazione di merci. Secondo le stime della Banca centrale europea, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, nel 2013 questa ammontava al 7% dell’intero capitale mondiale: 75.000 miliardi di dollari su 1.070.000 miliardi; il resto è impiegato nella forma di capitale finanziario o speculativo.
In questo contesto, ogni capitalista (e ogni gruppo di capitalisti) cerca di valorizzare a ogni costo il suo capitale, avvalendosi anche del concorso dello Stato.
Da qui la guerra esterna, la Terza guerra mondiale in corso, e la guerra interna, quella che miete ogni anno – anche nei paesi più ricchi – centinaia di migliaia di morti sul lavoro, per malasanità, per malattie curabili, vittime della crisi ambientale e dell’inquinamento, vittime degli abusi di droga e alcol, della povertà e del degrado materiale e morale che dilagano.

La rivoluzione socialista non è una bella speranza in cui avere fede mentre il mondo sprofonda, è l’azione necessaria e cosciente attraverso cui la classe operaia e il resto delle masse popolari rovesciano la classe dominante e pongono fine al modo di produzione capitalista, alla sua crisi e alle guerre che sono a essa indissolubilmente legate.
Azione necessaria perché il capitalismo non crollerà da solo, perché non si affermerà nessun “ordine multipolare” a sottrarre il mondo al marasma e alla barbarie e perché, infine, nessun ordine sociale cade senza che ve ne sia un altro che lo sostituisce.
Azione cosciente perché l’ordine sociale che sostituirà il capitalismo, il socialismo, deve essere un obiettivo e un’aspirazione coscientemente perseguita. E in particolare deve esserlo per la classe che lo dirigerà, che da classe oppressa diventerà classe dirigente: la classe operaia e il resto delle masse popolari, sotto la guida del movimento comunista.
Per fare la rivoluzione socialista e instaurare il socialismo si pone quindi una questione di volontà (volerlo fare), di capacità (saperlo fare) e di responsabilità (da assumere).

Le masse popolari del nostro paese sono contro la guerra e di questo ci sono continue dimostrazioni. Ma le masse popolari del nostro paese non sono ancora per il socialismo.
Neppure la parte più organizzata e avanzata delle masse popolari va oltre un’adesione ideale e sentimentale al socialismo (ha “la bandiera rossa e la falce e il martello nel cuore”). Si mobilita e chiama il resto delle masse popolari a mobilitarsi contro la guerra, contro il genocidio in Palestina e contro una o l’altra delle manifestazioni della guerra interna, ma la sua mobilitazione e la sua azione sono ancora ostacolate dal non avere fiducia nella possibilità di vincere, nella possibilità di rovesciare la borghesia imperialista e instaurare il socialismo.
Oltre ad analizzare il mondo correttamente, dobbiamo dunque chiederci cosa dobbiamo fare noi comunisti per mettere fine alla Terza guerra mondiale e al sistema imperialista che la genera.

Escludiamo che la risposta sia elaborare programmi più radicali e rivoluzionari. Se bastasse agitare parole d’ordine e programmi radicali e “rivoluzionari”, saremmo a posto. Di parole d’ordine, rivendicazioni e programmi radicali e “rivoluzionari” ce ne sono a iosa, ma non sono sufficienti, né adeguati ad assolvere le necessità della fase e a dare uno sbocco politico alla lotta di classe in corso.
Incaponirsi sulla necessità di elaborare programmi più radicali e rivoluzionari è un modo per distogliere l’attenzione – e gli sforzi – dalle esigenze della lotta di classe e della lotta politica rivoluzionaria.

Escludiamo anche che la risposta sia continuare a percorrere cocciutamente quelle strade che si sono già dimostrate inefficaci, prima fra tutte quella elettorale. Possiamo e dobbiamo usare anche le elezioni – al pari di ogni altro strumento – per sviluppare l’intervento fra le masse popolari, per elevare il loro livello di organizzazione e di mobilitazione, ma la litania che “per agire da comunisti, i comunisti devono essere tanti o raccogliere tanti voti” è solo un modo per giustificare la mancanza di una strategia, di una tattica e porsi, opportunisticamente, in attesa che la rivoluzione scoppi.

Per mettere fine alla Terza guerra mondiale e al sistema imperialista che la genera dobbiamo intervenire nelle mobilitazioni che le masse popolari oppongono spontaneamente agli effetti della crisi per far confluire ogni rivendicazione, ogni lotta, ogni parola d’ordine, ogni programma generale e particolare nell’obiettivo di imporre un governo di emergenza che abbia la volontà e la forza di realizzarli.
Ogni centimetro conquistato in questa direzione vale più di chilometri di programmi rivendicativi radicali o di una qualche percentuale elettorale.

Nel contesto internazionale e nazionale, alle condizioni date, la lotta per portare gli organismi operai e popolari a costituire un proprio governo di emergenza è la forma più avanzata di mobilitazione rivoluzionaria delle masse, poiché combina
– l’esigenza di fare fronte con misure di emergenza agli effetti più gravi della crisi generale, attraverso l’opera del Governo di Blocco Popolare con
– l’esigenza di elevare e sviluppare il loro ruolo di nuove autorità pubbliche, di classe dirigente della società.

I promotori delle “piattaforme più radicali e rivoluzionarie” e gli elettoralisti non capiscono (non vedono, non vogliono vedere) che in questa epoca, la fase imperialista del capitalismo, la lotta di classe non è principalmente finalizzata a ottenere qualcosa dalla borghesia, dalle sue istituzioni e dalle sue autorità: la classe dominante ha messo l’elmetto e non è disposta a scendere a patti con le masse popolari. La lotta di classe è soprattutto il terreno pratico in cui le masse popolari organizzate imparano a diventare classe dirigente: dirigendo se stesse, altri settori delle masse e ambiti di mobilitazione, imparando cioè a dirigere la società intera.

Quindi… Siamo risolutamente contro la Terza guerra mondiale, esattamente come lo è la maggioranza delle masse popolari. Ma non temiamo la Terza guerra mondiale perché è una manifestazione del travaglio che prelude la nascita di un mondo nuovo, è il contesto della rivoluzione socialista.
La costituzione di un governo di emergenza popolare è il massimo e miglior contributo che noi comunisti italiani possiamo dare alla rinascita del movimento comunista internazionale. Perché è un salto nella mobilitazione rivoluzionaria delle masse, la scintilla che darà il via all’incendio che porrà fine alla Terza guerra mondiale e libererà il mondo dal sistema imperialista.

***

Le caratteristiche della Terza guerra mondiale in corso

La Prima guerra mondiale è nata come scontro tra potenze imperialiste e la borghesia l’ha chiusa repentinamente dopo la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre (1917) per il rischio che il “sistema dei soviet” contagiasse anche il resto d’Europa. Ma non riuscì a impedire l’avvio della costruzione del socialismo in Unione Sovietica, né lo sconvolgimento del sistema coloniale.
La Seconda guerra mondiale è nata come guerra dei gruppi e Stati imperialisti contro l’Urss. Ma il movimento comunista la fece diventare prima guerra del Reich & C. contro Francia e Inghilterra e poi guerra di Inghilterra e Usa, alleati con l’Urss, contro il Reich & C. Alla fine della Seconda guerra mondiale il campo socialista comprendeva un terzo dell’umanità.
La Terza guerra mondiale si svolge in un contesto in cui, da più di cento anni, lo sviluppo della rivoluzione proletaria (socialista e di nuova democrazia) promosso dai gruppi, organismi ed esponenti del movimento comunista cosciente e organizzato lotta contro la decadenza della società borghese.
Come le altre due guerre mondiali che l’hanno preceduta, anche la Terza guerra mondiale è frutto della crisi generale del sistema capitalista, tuttavia si differenzia per cinque aspetti.
1. Attualmente nessun paese svolge nel mondo un ruolo di base rossa della rivoluzione proletaria mondiale analogo a quello che ebbe l’Urss prima e durante la Seconda guerra mondiale, ma la Repubblica Popolare Cinese svolge un importante ruolo progressista a livello internazionale;

2. la rinascita del movimento comunista è un compito che i comunisti dei paesi imperialisti devono ancora assolvere, ma in questi paesi le lotte delle masse popolari dilagano e creano un terreno favorevole;

3. i gruppi imperialisti Usa, sionisti ed europei non sono in grado di arrestare il declino dell’egemonia mondiale statunitense in campo politico, economico, commerciale, monetario e finanziario;

4. le operazioni del capitale finanziario e speculativo predominano di gran lunga sulla produzione di merci (beni e servizi);

5. il tipo di armi che i gruppi imperialisti impiegano (guerra ibrida): far collassare i governi, sovversione, intossicazione dei cuori e delle menti per mezzo dei media di regime e di altri strumenti digitali, sconvolgimento del sistema economico, paralisi del sistema finanziario, decine di guerre locali in cui le potenze imperialiste hanno un peso importante (guerre per interposta persona).

La guerra attuale rispecchia, anche nelle sue forme, il carattere sociale che grazie allo sviluppo del capitalismo l’attività economica ha oramai assunto in tutti i paesi.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: Politica
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Rottura politica. È possibile, oltre che necessaria

Next Post

Cronache della lotta di classe in USA nei mesi di luglio e agosto

Related Posts

Come si confeziona un’inchiesta per terrorismo…
Editoriali

Pensare positivo è rivoluzionario. Organizzarsi per il contrattacco

by Teresa Noce
Luglio 3, 2026
0

...

28 e 29 novembre: piazze iniziative e aspirazioni
Editoriali

Rivoluzionari, non apprendisti stregoni. Un bilancio delle mobilitazioni di maggio

by Teresa Noce
Giugno 11, 2026
0

...

Alimentare l’incendio. E voi che piani avete per la primavera?

Alimentare l’incendio. E voi che piani avete per la primavera?

Maggio 2, 2026
Radicale e di massa. Volantino per il corteo del 28 marzo a Roma

La tempesta perfetta sul governo Meloni e come approfittarne

Aprile 16, 2026
L’ora della riscossa popolare è ora. Un ciclo nazionale di iniziative

Unità nazionale e guerra civile. Nervi saldi e dispiegare il contrattacco

Marzo 1, 2026
[Firenze] 9 maggio 1945 – 9 maggio 2025 Le masse popolari possono liberare il paese!

Il socialismo trionferà. Non è una professione di fede, ma una dichiarazione di guerra

Febbraio 13, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d