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Cronache della lotta di classe in USA nei mesi di luglio e agosto

compagno PB by compagno PB
Settembre 8, 2025
in Internazionali, Internazionali
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Mobilitazioni di lavoratori, studenti e organizzazioni di massa contro le misure di Trump e a sostegno della lotta del popolo palestinese del mese di aprile 

Legenda

Nome ingleseNome italianoSiglaZona di interesse
5050150 stati, 50 proteste, 1 movimento Nazionale
About Face: Veterans Against the WarCambio di Rotta: Veterani Contro la GuerraAbout FaceNazionale
American Muslim for PalestineAmericani Musulmani per la PalestinaAMPMidwest, Sud-Est, California
Amigos de GuadalupeAmici di Guadalupe California
ANSWER (Act to Stop War and End Racism) CoalitionCoalizione Risposta (Agisci ora per fermare la guerra e porre fine al razzismo)ANSWERNazionale
Anti-War CoalitionCoalizione Contro la Guerra Presenti in diverse città (centralizzate a livello locale, ma non nazionale)
Anti-War Committee Comitato Contro la GuerraAWGPresenti in diverse città (centralizzati a livello locale, ma non nazionale)
Asamblea de Derechos CivilesAssemblea dei Diritti Civili Nazionale
BayanNuova Alleanza Patriottica Internazionale (Filippine, USA, Europa e Canada)
Black Lives MatterLe Vite dei Neri Contano BLMNazionale  (presente anche in Canada e Regno Unito)
Black Voters MattersI Voti dei Neri ContanoBVMAttiva in circa 14 stati
Boycott Divest SanctionsBoicottaggio Disinvestimento SanzioniBDSInternazionale
Coalition Against the Trump AgendaCoalizione Contro l’Agenda TrumpCATANazionale (presente in molte città. Non centralizzata)
Chicago Coalition for Justice in PalestineCoalizione di Chicago per la Giustizia in PalestinaCJPChicago
CODEPINKCodice Rosa Washington D.C., Los Angeles, San Francisco, New York
Committee to Stop FBI RepressionComitato per Fermare la Repressione del FBICSFRNazionale (presente in decine di città e affiliato a dozzine di comitati)
Community Action Committee (sezioni della rete nazionale Community Action Agencies)Comitato di Azione Comunitaria (rete nazionale: Agenzie per l’Azione Comunitaria)CACNazionale
Community Service OrganizationOrganizzazione per il Servizio ComunitarioCSONazionale
Council on American-Islamic RelationsConsiglio per le Relazioni Islamiche-AmericaneCAIRNazionale
Declaration for American DemocracyDichiarazione per la Democrazia AmericanaDADNazionale
Democratic Socialist of AmericaSocialisti Democratici d’AmericaDSANazionale 
Democrats AbroadDemocratici all’EsteroDAUfficio internazionale del Partito Democratico Presenza globale.
Dems Environmental Caucus of FloridaCaucus[1] Ambientale dei Democratici della FloridaDECFFlorida
Equality for FlatbushUguaglianza per Flatbush Flatbush, quartiere di Brooklyn, New York
Federation of Education Support ProfessionalsFederazione dei professionisti dell’assistenza educativaFESPNazionale
Freedom Road Socialist OrganizationOrganizzazione Socialista Strada per la LibertàFRSO Nazionale
Food Not BombsCibo Non BombeFNBInternazionale decentralizzato (oltre 60 paesi sui 5 continenti)
Human AgendaAgenda dei Diritti Umani Nazionale
IndivisibleIndivisibile Nazionale
Immigrant Right Alliance (Termine usato da diverse coalizioni di associazioni nei due paesi)Alleanza per i Diritti degli ImmigratiIRAUSA e Canada 
International Association of MachinistsAssociazione Internazionale dei MacchinistiIAMUSA e Canada
International Coalition for Human Rights in the PhilippinesCoalizione Internazionale per i Diritti Umani nelle FilippineICHRPInternazionale (presente in circa 15 paesi) 
International League of People’s StruggleLega Internazionale delle Lotte del PopoloILPSInternazionale (presente in oltre 40 paesi su 5 continenti)
International Union of Operating EngineersUnione Internazionale degli Ingegneri OperativiIUOEUSA e Canada
Jewish Voice for PeaceVoce Ebraica per la PaceJVPNazionale
Justice for Eudes PierreGiustizia per Eudes Pierre New York
Juventud Unida por la IndipendeciaGioventù Unita per l’IndipendenzaJUPINazionale (principalmente New York e Chicago)
Koreans for DecolonizationCoreani per la DecolonizzazioneK4DGruppo studentesco di Los Angeles
La ResistenciaLa Resistenza Nazionale (con radici in El Salvador)
Leadership Conference on Civil Human RightsConferenza della Direzione sui Diritti Umani e CiviliLCCUHRNazionale
Legalization for AllLegalizzazione per TuttiL4ANazionale decentralizzata
Minnesota Abortion Action CommitteeComitato d’Azione per l’Aborto del MinnesotaMAACMinnesota
Minnesota Immigrant MovementMovimento degli Immigrati del Minnesota Minnesota
Minnesota Immigrant Rights Action CommitteeComitato di Azione per i Diritti degli Immigrati del MinnesotaMIRACMinnesota
MoveOnAndare Avanti Nazionale
National Alliance Against Racist and Political RepressionAlleanza Nazionale Contro il Razzismo e la Repressione PoliticaNAARPRNazionale
National Association for the Advancement of Colored PeopleAssociazione Nazionale per l’Avanzamento delle Persone di ColoreNAACPNazionale
National Nurses Organizing CommitteeComitato Organizzativo Nazionale degli InfermieriNNOCNazionale
National Nurses UnitedInfermieri Nazionali UnitiNNUNazionale
Nodutdol Pietra di Passaggio Nazionale (principalmente New York con legami nelle due Coree)
Palestinian Community NetworkRete della Comunità PalestinesePCNNazionale 
Palestine Solidarity Grand RapidsSolidarietà alla Palestina di Grand RapidsPSGRGrand Rapids
Palestine Solidarity NetworkRete di Solidarietà alla PalestinaPSNNazionale
Palestinian Youth MovementMovimento Giovanile PalestinesePYMCosta Ovest, Midwest, Sud-Ovest
Party for Socialism and LiberationPartito per il Socialismo e la LiberazionePSLNazionale 
Portland Contra Las DeportacionesPortland Contro le Deportazioni Portland
Portland for PalestinePortland per la Palestina Portland
San Jose Against WarSan Jose Contro la Guerra San Jose
Seattle Against WarSeattle Contro la GuerraSAWSeattle
Service Employees International UnionUnione Internazionale dei Dipendenti dei ServiziSEIUUSA, Canada, Puerto Rico
Service, Immigrant Rights and Education NetworkServizio, Rete per i Diritti e l’Educazione degli ImmigratiSIRENSilicon Valley, Nord della California
Silicon Valley Immigration CommitteeComitato per l’Immigrazione della Silicon Valley Silicon Valley
Students For a Democratic SocietyStudenti per una Società DemocraticaSDSNazionale (presente in oltre 40 università)
Students for Justice in PalestineStudenti per la Giustizia in PalestinaSJPNazionale (attivi in oltre 200 campus universitari)
Take ‘Em DownAbbatteteliTEDNazionale non centralizzato (New Orleans, Jacksonville e altre città del sud e del centro degli USA)
Tanggol MigranteDifendere i Migranti Filippine (con legami in USA, Europa e Medio Oriente)
TeamsterUnità Operaia Internazionale dei Guidatori degli Autotrasporti USA e Canada
Tesla TakedownRitiro di Tesla Internazionale (USA, Canda, Europa e Oceania)
Third Act MovementMovimento del terzo atto Nazionale
Trasformative Justice CoalitionCoalizione per la Giustizia TrasformativaTJCNazionale
United Food and Commercial WorkersLavoratori Uniti dell’Alimentazione e del CommercioUFCWUSA e Canada
Veterans for PeaceVeterani per la Pace Nazionale
Voces Unidas de GadsdenVoci Unite di Gadsden  Gadsden (Florida)
Within Our LifetimeNella Nostra VitaWOLNew York, New Jersey, Boston
Working Families PartyPartito delle famiglie lavoratriciWFPPresente in diversi stati degli USA
Young Democratic Socialists of America.Giovani Socialisti Democratici d’AmericaYDSANazionale

22 giugno

Nazionale

A partire da questa data e per le due settimane successive si sono tenute decine di proteste in altrettante città, in risposta al coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra scatenata da Israele contro l’Iran, coinvolgimento che ha portato, il 22 giugno, all’attacco da parte degli USA dei 3 siti più importanti del programma nucleare iraniano. Tra le città coinvolte ci sono: New York, Chicago, Washington DC, San Francisco, Los Angeles, Milwaukee, Grand Rapids, Minneapolis e altre. La partecipazione è stata nell’ordine delle centinaia di persone nelle città più grandi, e delle decine di persone per i centri più piccoli, con una partecipazione complessiva di diverse migliaia di persone divise in circa 30-40 eventi diversi. Le proteste più partecipate sono state a Los Angeles (diverse centinaia), Chicago (500 persone), Minneapolis , Washington DC, New York e San Francisco (200 persone) e altre città intorno alle 100 persone. Tra i principali organizzatori degli eventi ci sono: diversi comitati e coalizioni locali contro la guerra, coalizioni e organizzazioni in solidarietà alla Palestina, FRSO, SDS, SJP, Veterans for Peace, PYM, CodePink, PSL, ANSWER Coalition e altre. In questo caso, a differenza di altre, le mobilitazioni sono rimaste localizzate, senza raggiungere un coordinamento nazionale.

24 giugno

Jacksonville, Florida

Il sindaco della città Donna Deegan, in seguito a una campagna di proteste durata mesi, ha posto il veto alla nuova ordinanza sull’immigrazione, che prevedeva di bloccare ogni servizio e finanziamento in sostegno agli immigrati clandestini, dall’accesso ai beni di prima necessità fino all’assistenza sanitaria. L’ordinanza era stata proposta a febbraio, per poi, a causa delle proteste, essere rimandata fino a giugno ed essere fatta passare frettolosamente. Ne sono seguite, oltre a una valanga di mail, una serie proteste e testimonianze di diverse ore durante i consigli comunali, che hanno spinto il sindaco a porre il veto e bloccare l’ordinanza.

26 giugno

Grand Rapids, Michigan

Un gruppo di circa 50 persone ha intrapreso una marcia in solidarietà alla Palestina con lo scopo di raccogliere  fondi. La marcia è durata 5 giorni, da Grand Rapids al Campidoglio dello stato del Michigan, a Lansing, ed è stata organizzata da Palestine Solidarity Grand Rapids. L’obiettivo era di raccogliere 5 mila dollari da devolvere a due organizzazioni no-profit,  ma durante la marcia gli attivisti sono riusciti a raccogliere 21 mila dollari di fondi per il sostegno alla causa palestinese.

27 giugno

Nazionale

Dopo l’arresto di Alejandro Orellana da parte dell’FBI e della Guardia Nazionale, il 12 giugno all’apice delle proteste di Los Angeles, si sono svolte un gran numero di proteste per chiedere la caduta delle accuse nei suoi confronti. Orellana è un attivista per i diritti degli immigrati, veterano dei marines USA, che ad oggi, come lavoratore di UPS, è delegato sindacale di Teamster e membro del Centro CSO della zona est di Los Angeles. Il picco delle mobilitazioni di solidarietà è stato il 27 giugno, durante la Giornata Nazionale d’Azione indetta da Legalization 4 All e dal Committee to Stop FBI Repression. In questa data si sono svolte proteste coordinate in almeno 16 città tra le quali Los Angeles, Chicago, Santa Ana, Minneapolis, Denver e altre. In ogni città hanno partecipato alle mobilitazioni diverse decine di persone, in alcune si è raggiunto il centinaio. Oltre alla mobilitazione coordinata del 27 giugno si sono svolte diverse proteste localizzate già dal giorno dell’arresto ed è stata chiamata un’altra Giornata Nazionale di mobilitazione per il 26 agosto, primo giorno del processo. Le proteste in sostegno a Orellana si sono legate a quelle in solidarietà ad altri attivisti presi di mira dall’FBI, come Verita Topete e Isavela Lopez. Le principali organizzazioni ad aver partecipato sono state: FRSO, NAARPR, Centro CSO, SDS, Teamster e diverse altre organizzazioni, in particolare quelle legate al tema della repressione.

Nazionale

Contro una sentenza della Corte Suprema seguente a un ordine esecutivo di Trump teso a limitare la cittadinanza per diritto di nascita, garantita dalla Costituzione, si sono svolte una serie di proteste in tutto il paese. La sentenza limita il potere dei tribunali federali sull’emettere ordini che blocchino l’applicazione di leggi ed ordini esecutivi su scala nazionale. Indebolisce enormemente la capacità di questi tribunali di ostacolare le politiche di Trump a livello nazionale. Le proteste si sono svolte in una decina di città, raccogliendo qualche migliaio di partecipanti. Le manifestazioni più rilevanti si sono tenute a: Washington DC (300 persone circa), New York (200 circa), San Francisco (circa 100), Minneapolis e altre. Le proteste non sono state organizzate in maniera coordinata, ma promosse principalmente da sezioni e organizzazioni locali, tra i quali spiccano: Rise and Resist, MoveOn, Indivisible e altre.

28 giugno

Chicago, Illinois

Diverse centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per chiedere la fine degli aiuti statunitensi a Israele e il disinvestimento delle obbligazioni dell’Illinois dalle aziende complici dell’occupazione della Palestina. Questa mobilitazione è stata indetta dalla Chicago Coalition for Justice in Palestine e rientra in una serie di mobilitazioni, a cadenza quasi settimanale, che questa organizzazione sta portando avanti da quasi due anni. Hanno partecipato diverse organizzazioni tra le quali: FRSO, PCN, AMP, l’Anti War Committee di Chicago, BDS e altre.

2 luglio

Chicago, Illinois

Circa 100 lavoratori, sindacalizzati in Teamster, dell’azienda di imballaggi Mauser Packaging Solutions, sono entrati nella quarta settimana di sciopero. Lo stabilimento è rimasto chiuso, con le attività sospese per tutto l’ultimo mese a causa della mobilitazione dei lavoratori. Lo sciopero è stato indetto a causa delle pratiche antisindacali usate durante le trattative del nuovo contratto, cioè modifiche unilaterali del contratto e rifiuto di fornire la documentazione richiesta dal sindacato. I lavoratori si sono impegnati a portare avanti lo sciopero fino a che non gli saranno concessi salari dignitosi, clausole sulla stabilità del posto di lavoro e protezione dei dipendenti immigrati.

4 luglio

Chicago, Illinois

Oltre mille cittadini hanno preso parte alla manifestazione per opporsi al programma reazionario dell’agenda Trump. La mobilitazione è avvenuta in seguito all’approvazione della nuova legge di bilancio, la “big beautiful bill”[2]. Al centro della protesta c’è stata anche la solidarietà alla causa palestinese. La manifestazione è stata organizzata da CJP e dalla Coalition Against the Trump Agenda. 

7 luglio

Washington, District of Columbia

Circa 200 manifestanti si sono riuniti per protestare contro la visita di Netanyahu alla Casa Bianca. La manifestazione è stata indetta da PYM e ha raccolto l’adesione di oltre 20 organizzazioni. Tra le rivendicazioni dei manifestanti ci sono state: l’embargo alla vendita di armi in Israele, la richiesta di un cessate il fuoco permanente e l’abbandono della striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano.

Aurora, Colorado

Oltre 500 persone hanno protestato fuori dal centro di detenzione dove è trattenuta Jeanette Vizguerra[3] per chiedere il rilascio suo e di tutti i prigionieri politici. Questa manifestazione rientra nella serie di veglie, svolte a cadenza settimanale da tre mesi, in solidarietà alla sua causa. Oltre 20 organizzazioni le hanno espresso sostegno. I manifestanti hanno anche picchettato i cancelli della struttura e bloccato il traffico in entrata e in uscita.

8 luglio

Stillwater, Minnesota

Più di 80 sanitari delle cliniche della HealthPartners hanno dato inizio a uno sciopero di 4 giorni. Lo sciopero è stato indetto dopo che, a seguito di una serie di trattative, il datore di lavoro non ha voluto garantire nessun aumento salariale. Questo evento rientra in una serie di scioperi nell’ambito sanitario che hanno interessato diversi stati degli USA.

9 luglio

Philadelphia, Pennsylvania

Dopo 8 giorni si è concluso lo sciopero indetto dal sindacato AFSCME DC 33, il principale sindacato dei lavoratori comunali di Philadelphia. In questi giorni la maggior parte delle oltre 9 mila persone aderenti al sindacato ha preso parte allo sciopero, obbligando l’amministrazione del sindaco di Philadelphia a scendere a patti. Lo sciopero ha coinvolto netturbini, bibliotecari, sanitari, manutentori e tutta un’altra serie di lavoratori pubblici e ha costretto il sindaco ad accettare parte delle richieste dei lavoratori.

12 luglio

Tampa, Florida

Oltre 200 persone hanno preso parte alla protesta, tenutasi davanti al municipio, contro l’evento organizzato da Turning Point USA. organizzazione che promuove valori in linea con l’agenda Trump nelle scuole. Alla protesta, organizzata da SDS, hanno aderito diverse organizzazioni, tra le quali: NAARPR, Immigrants Rights Committee, FRSO e altre.

13 luglio

Minneapolis, Minnesota

Oltre 100 membri della comunità si sono radunati per protestare contro la legge di bilancio dell’agenda Trump: il “Big Beautiful Bill”. La protesta è stata organizzata dal Minnesota Workers United e sostenuta da altre 5 organizzazioni di attivisti.

14 luglio

Nazionale

Il primo del mese, in seguito a una controversia contrattuale tra Republic Services, una delle più grandi aziende di raccolta dei rifiuti degli USA, e il sindacato Teamster, circa 450 lavoratori sono entrati in sciopero nella città di Boston, Massachussetts. Le controversie vertevano sull’aumento del salario, delle condizioni di sicurezza e della copertura medica. La solidarietà allo sciopero si è estesa ben oltre lo stato del Massachussetts, arrivando a coinvolgere, con interruzioni, scioperi e picchetti, oltre 2 mila lavoratori in altri 5 stati: California, Washington, Ohio, Illinois e Georgia.

16 luglio

Chicago, Illinois

Centinaia di persone hanno invaso l’atrio del municipio prima della riunione del consiglio comunale. Durante la riunione si è tenuta la seconda votazione per la nuova ordinanza sul coprifuoco. La nuova ordinanza avrebbe dato la possibilità agli agenti di bypassare il municipio e dichiarare arbitrariamente il coprifuoco con un preavviso di 30 minuti. Questo avrebbe dato alle forze dell’ordine il potere di ordinare lo scioglimento di ogni raduno o mobilitazione e di procedere all’arresto di chiunque non avesse abbandonato il luogo nei 30 minuti successivi. L’ordinanza era passata alla prima votazione, poi è stata bloccata dal veto del sindaco Johnson, il quale ha portato all’aumento del numero necessario di voti per entrare in vigore, numero che nella seconda votazione non è stato raggiunto.

17 luglio

Nazionale

In questa data si è tenuta la Giornata Nazionale d’azione “Good Trouble” in coincidenza con il quinto anniversario della morte di John Lewis[4]. In questa giornata si sono svolti circa 1500 eventi sparsi per tutti e 50 gli stati degli USA. Gli eventi principali hanno visto la partecipazione di diverse centinaia di persone, che sommate agli eventi minori (dalla decina al centinaio di persone) hanno portato in strada decine di migliaia di manifestanti. Le città principali in cui si sono svolti gli eventi sono state Chicago (iniziativa principale della giornata), Atlanta, Washington DC, New York, Los Angeles e altre. Tra i principali organizzatori ci sono stati tra gli altri: Trasformative Justice Coalition, Black Voters Matters, Indivisible, Declaration for American Democracy, Leadership Conference on Civil Human Rights, Third Act e altre.

19 luglio

Chicago, Illinois

Circa 100 cittadini sono scesi in piazza per protestare contro il genocidio in corso a Gaza e per schierarsi a fianco del popolo siriano, in seguito all’attacco israeliano a Damasco. La manifestazione rientra nella serie di mobilitazioni a cadenza settimanale, organizzate da CJP.

22 luglio

Duluth, Minnesota

Circa 700 lavoratori, tra infermieri e operatori sanitari specializzati, di diverse cliniche del sistema sanitario della Essentia Health, hanno concluso uno sciopero durato 13 giorni. Lo sciopero era stato indetto a causa del fatto che, in seguito alla fondazione del sindacato nel 2024, il centro sanitario si era rifiutato di stipulare il primo contratto sindacale. Dopo le pressioni degli scioperanti, nonostante non sia stato raggiunto un accordo finale, sono state riaperte le trattative. Questo evento si inserisce in un’ampia serie di scioperi degli infermieri che si sono svolti in diverse città degli USA.

 26 luglio

Nazionale

In questa giornata si è tenuta, per la Giornata d’Azione Nazionale, la protesta “Families First[5]”. La protesta è sulla scia di mobilitazioni nazionali contro l’agenda Trump che hanno caratterizzato gli ultimi mesi in seguito all’approvazione del “Big Beautiful Bill”. Le proteste si sono concentrate contro i tagli drastici ai sostegni sanitari, alimentari ed educativi verso le fasce più basse della popolazione e contro le aggressive politiche di immigrazione dell’amministrazione Trump. La giornata di mobilitazione è stata indetta da una coalizione di 50 tra sindacati, organizzazioni per i diritti civili e organizzazioni comunitarie, coordinate con altre organizzazioni locali. Le manifestazioni hanno coinvolto circa 200 località , con centinaia di partecipanti nelle città più massicce, arrivando a portare per le strade decine di migliaia di persone in tutto il paese.

Agosto

Nazionale

Mobilitazioni in solidarietà alla causa palestinese

Durante tutto il mese di agosto sono proseguite le proteste in sostegno alla causa palestinese e contro il genocidio portato avanti da Israele e supportato sul piano politico, militare ed economico dagli USA. Tra la fine di luglio e la metà di agosto le proteste si sono concentrate sulla carestia in corso a Gaza e sul ruolo della Gaza Humanitarian Foundation[6] nel genocidio portato avanti dallo stato sionista. Le proteste si sono tenute in diverse città e si sono svolte nei modi più svariati, da manifestazioni per le strade, coinvolgendo centinaia di attivisti e residenti delle varie località, a manifestazioni rumorose di decine di attivisti di fronte a edifici di aziende che sostengono Israele, a edifici istituzionali e perfino davanti alle abitazioni e agli uffici di alcuni deputati, fino ad arrivare a interruzioni di assemblee pubbliche e consigli comunali. 

Tra le città in cui si sono svolte le proteste spicca Chicago, Illinois, città nella quale sta proseguendo la campagna di proteste settimanali in solidarietà al popolo palestinese, portata avanti dalla CJP; campagna che anche più volte a settimana sta riuscendo a portare in strada dalle decine alle centinaia di cittadini ed attivisti. Nel contesto della zona metropolitana di Chicago, in particolare nel comune di Downers Grove e di La Grange, alcune delle proteste sono state svolte con lo scopo di mettere pressione a due deputati affinché firmassero la proposta di legge “Block the Bombs”, presentata alla camera dei rappresentanti degli USA dalla rappresentante dell’Illinois Delia Ramirez, con lo scopo di limitare il sostegno militare statunitense allo stato di Israele.

Proseguendo nel mese di agosto molte delle proteste, portate avanti in diverse città degli Stati Uniti,  hanno portato tra i temi centrali, oltre al nuovo piano di Netanyahu per l’invasione di Gaza City, gli attacchi israeliani di metà mese nei quali hanno perso la vita un gruppo di giornalisti, i quali vanno ad aggiungersi ai quasi 200 che l’esercito israeliano ha ucciso dall’inizio della guerra. 

Agosto

Nazionale

Mobilitazioni per la causa coreana

Intorno alle giornate in cui si sarebbero svolte delle esercitazioni congiunte tra le milizie sud coreane e statunitensi, e al giorno del vertice alla casa bianca (25 agosto 2025) tra Trump e il neo eletto presidente sud coreano Lee Jae Myung, si sono svolte alcune mobilitazioni in diverse località. A Philadelphia un gruppo di attivisti si sono schierati di fronte all’ingresso del cantiere navale di Philadelphia, dopo aver saputo che il presidente della Corea del Sud vi avrebbe tenuto un discorso. Al momento il cantiere navale è di proprietà di un’azienda sud coreana, che secondo gli accordi con gli USA, lo sta riconvertendo in un cantiere per navi militari. Il gruppo di attivisti era composto da rappresentanti di un’alleanza di organizzazioni che comprendono: FRSO, Anakbayan, Koreans for Decolonization e altre. A New York oltre 100 manifestanti hanno marciato da un lato per celebrare l’ottantesimo anniversario della liberazione coreana dal Giappone e dall’altro per protestare contro le imminenti esercitazioni congiunte. La manifestazione è stata organizzata da Nodutdol, dopo aver tenuto a fine luglio una conferenza di due giorni, per analizzare la situazione attuale e passata della Corea e il ruolo che gli imperialisti statunitensi hanno ricoperto e ricoprono tutt’oggi in questa; anche questa conferenza si è conclusa con una protesta a Times Square. 

Agosto

Nazionale

Mobilitazione contro le politiche anti immigrazione dell’agenda Trump

Le proteste contro le politiche anti immigrazione dell’agenda Trump sono proseguite per tutto il mese in molte città degli USA. Le proteste si sono concentrate in particolare in Florida dove di recente è stato aperto il nuovo campo detentivo per gli immigrati “Alligator Alcatraz” e dove il governatore Ron De Santis ha dato il via al progetto per la costruzione di un secondo nuovo campo detentivo. Le proteste hanno  mobilitato centinaia di persone in diverse città, non solo all’interno della Florida, tra queste ci sono state: Jacksonville (700 persone), Starke (700 persone), Minneapolis e altre. Le proteste hanno portato a una causa in tribunale che ha spinto un giudice distrettuale a chiedere la chiusura di “Alligator Alcatraz”[7]. Si sono tenute manifestazioni in solidarietà agli immigrati e contro le aggressioni del governo e dell’ICE a Tacoma (850 persone), Chicago (200 persone), Orlando (200 persone) ed altre. La maggior parte di queste hanno avuto al centro la spinta delle varie comunità per chiedere la chiusura di campi detentivi o di centri dell’ICE.

2 agosto

Nazionale

Protesta “Rage Against the Regime[8]”

In questa data è stata indetta una mobilitazione su scala nazionale da parte del movimento 50501. Questa rientra all’interno di una serie di mobilitazioni, indette dallo stesso movimento, con lo scopo di protestare contro l’amministrazione Trump, mettendo al centro tutti quelli che sono i temi caldi degli ultimi mesi negli USA: dalla difesa della democrazia alle proteste contro le politiche immigratorie, dai diritti delle donne alla crisi climatica, fino alla libertà di espressione e di resistenza non violenta. La mobilitazione ha coinvolto tra le 300 e le 350 località in tutto il paese, portando dalle decine alle centinaia di persone a manifestare nelle varie città, anche se non si hanno dei numeri complessivi chiari a livello nazionale. Tra le città con più alta partecipazione figurano: Los Angeles, Denver, Saint Paul  e altre. 

11 agosto

Washington DC, Distretto della Columbia

Proteste contro la federalizzazione della polizia e lo schieramento della guardia nazionale a Washington DC

In seguito all’ordine da parte del presidente Trump di porre la polizia di Washington DC sotto il controllo del governo federale e di schierare 800 riservisti della guardia nazionale nella città, è iniziata una serie di proteste che proseguono fino ad oggi, molte delle quali spinte dalla DC Alliance Against Trump Coalition. Le mobilitazioni sono iniziate già il giorno stesso, portando per le strade centinaia di persone e decine tra organizzazioni e sindacati, scatenando la reazione del governo, che ha portato agli arresti di alcune centinaia di manifestanti nei giorni subito seguenti. Il picco delle proteste su questo tema è arrivato il 6 settembre con la protesta “We Are All DC[9]” che ha mobilitato migliaia di persone ad opporsi contro la militarizzazione della città. Questo tema ha portato molte altre città degli USA a mobilitarsi in solidarietà agli attivisti e ai cittadini di Washington DC, tra queste: New York, San Francisco, Miami, Austin e altre. Le altre due altre città in cui si sono tenute le più ampie mobilitazioni su questo tema sono state: Los Angeles e Chicago. La prima era stata coinvolta a giugno nel primo “test” di schieramento della guardia nazionale da parte di Trump, mentre Chicago è stata e continua a essere oggetto di minacce continue da parte dell’amministrazione, che insiste sulla necessità di attuare lo schieramento anche in questo territorio. Riguardo a ciò si sono espressi fortemente contrari sia il governatore dell’Illinois Pritzker, sia il sindaco di Chicago Johnson, i quali hanno attaccato le politiche di Trump e si sono mobilitati per limitare la sua azione nel loro territorio.

16 agosto

Nazionale

Proteste contro il tentativo di gerrymandering[10] da parte dell’amministrazione Trump

In questa data si è tenuta una mobilitazione a livello nazionale sotto lo slogan “Fight the Trump Takeove[11]r”. Le manifestazioni avevano lo scopo di protestare contro il piano di ridisegno dei collegi elettorali, promosso dal presidente Trump dopo l’importante calo di consensi nei primi mesi di presidenza, con lo scopo di ottenere la maggioranza alle elezioni di metà mandato. La mobilitazione ha coinvolto decine di migliaia di cittadini e decine di organizzazioni in oltre 200 città sparse in 34 stati degli USA. L’evento principale e più partecipato è stato ad Austin in Texas, dove hanno manifestato oltre 5 mila cittadini. Non è una coincidenza che l’evento principale si sia tenuto in Texas, poiché è proprio qui che è stato messo in atto il primo tentativo di questa pratica. Già il 3 agosto il partito repubblicano in Texas aveva proposto una nuova mappa elettorale dello stato per guadagnare 5 nuovi seggi. Questa manovra aveva spinto un gran numero di rappresentanti democratici ad abbandonare lo stato, per rifugiarsi in degli stati santuario[12], con lo scopo di non far raggiungere il Quorum alla proposta dei repubblicani. Il 18 agosto, tuttavia, i rappresentanti sono dovuti rientrare e il 20 agosto la nuova mappa elettorale è stata approvata. Lo stesso giorno ad Austin si è tenuta una nuova mobilitazione che ha coinvolto migliaia di manifestanti. Nei giorni seguenti, in risposta all’approvazione della nuova mappa elettorale texana, i rappresentanti della California, stato storicamente democratico, hanno proposto una nuova mappa elettorale che gli permetterebbe di recuperare i 5 seggi persi nel Texas nel loro stato.

21 agosto

Washington Dc, Distretto della Columbia

Proteste dei dipendenti Microsoft

18 dipendenti di Microsoft sono stati arrestati in seguito a una protesta di due giorni, nella quale hanno occupato uno slargo tra i palazzi che ospitano gli uffici di Microsoft, luogo dove in seguito hanno spruzzato vernice rossa sul logo dell’azienda. Le persone arrestate fanno parte di un gruppo più ampio di dipendenti che si è organizzato sotto il nome di “No Azure for Apartheid[13]”. Il nome nasce dal software Azure di Microsoft che sembrerebbe essere usato dal governo israeliano per le operazioni di sorveglianza dei palestinesi a Gaza. Questa non è la prima azione del gruppo che nei mesi precedenti ha licenziato 3 dipendenti, più precisamente due ad aprile e uno a maggio, per aver interrotto i festeggiamenti dell’anniversario dell’azienda nel primo caso, e un discorso del CEO nel secondo, con lo scopo di porre l’attenzione sulla questione palestinese e di denunciare la collaborazione della big tech[14] con il governo di Israele.

30 agosto

Los Angeles, California

Commemorazione del Moratorium Chicano[15]

Centinaia di attivisti e membri della comunità chicana[16] di Los Angeles sono scesi in strada per celebrare il 55 anniversario della commemorazione della protesta del 1970 contro la guerra in Vietnam. La celebrazione è stata organizzata dal Centro CSO di Los Angeles e ha visto la partecipazione di diverse organizzazioni e sindacati. Al centro della manifestazione ci sono stati diversi temi, in linea con i valori della celebrazione, che mettono al centro il legame tra la guerra esterna e l’oppressione interna al paese; tra questi temi ci sono stati: la lotta per l’autodeterminazione dei chicanos, la fine degli attacchi dell’ICE contro gli immigrati e la solidarietà alla causa palestinese. La giornata, in forma di raduni commemorativi, feste comunitarie e via dicendo, è stata celebrata in diverse altre città, tra le quali Oakland, Denver, Tampa e altre.

1 settembre

Nazionale

Mobilitazioni per il Labor Day[17]

Durante la giornata del Labor day si sono svolti all’incirca mille eventi sparsi in tutte le città degli Stati Uniti, oltre ad alcuni festival musicali e del lavoro, la maggior parte di questi eventi sono stati uniti dalla partecipazione comune alla protesta intitolata “Lavoratori prima dei miliardari” indetta dalla coalizione May Day Strong che unisce un gran numero di sindacati e organizzazioni, nazionali e locali, tra i quali: Indivisible, SEIU, MoveOn, 50501, FRSO, NAARPR, AFL-CIO e decine e decine di altri gruppi. Le mobilitazioni hanno portato per le strade centinaia di migliaia di persone, con il picco di partecipanti nella città di Chicago, dove hanno superato i 10 mila e dove ha partecipato anche il sindaco Brandon Johnson, che ha tenuto un discorso contro i tentativi dell’amministrazione Trump di mobilitare la guardia nazionale nella città dell’Illinois e ha firmato un’ordinanza esecutiva per non collaborare con le forze federali. A Houston il Labor Day è andato a coincidere con il primo sciopero del Texas nel settore alberghiero, che ha coinvolto circa 400 lavoratori per nove giorni consecutivi. Al centro delle proteste ci sono stati gli attacchi al governo  Trump per le sue politiche contro i lavoratori e contro gli immigrati, per l’influenza dei miliardari sulla Casa Bianca e più in generale per l’operato del governo dall’insediamento del nuovo presidente.


[1] Un caucus può essere o un’assemblea politica locale in cui i membri di un partito si riuniscono per scegliere il candidato elettorale da sostenere, o, nel contesto del congresso, è un gruppo di parlamentari che condividono interessi, ideologie o obiettivi comuni.

[2] Questa legge di bilancio prevede da una parte tagli alle tasse, in particolare verso la fascia più ricca del paese, mentre dall’altra porta tagli al sistema sanitario e di approvvigionamento di cibo per le fasce più povere del paese e tagli sulla transizione energetica, oltre a portare un rilevante aumento del debito pubblico degli USA.

[3] Attivista per i diritti civili, la cui incarcerazione ha spinto molte proteste.

[4] John Lewis è stato uno dei più importanti attivisti per i diritti civili negli USA. È stato uno dei leader del movimento per i diritti civili degli anni ’60 ed è stato deputato al congresso per oltre tre decenni, diventando uno dei leader principali della storia della lotta per i diritti civili a livello nazionale. Il nome “Good Trouble” fa riferimento allo stile di lotta perseguito e proposto da John Lewis, caratterizzato dalla disobbedienza civile non violenta.

[5] Il nome della protesta ha lo scopo di trasmettere il concetto che il benessere delle famiglia viene prima dell’aumento dei profitti dei miliardari, ai quali Trump ha palesemente “dedicato” la nuova legge di bilancio.

[6] “Fondazione umanitaria” foraggiata dal governo USA e da quello Israeliano e usata per i fini militari e politici dello stato sionista. Al momento unica organizzazione, per ordine di Israele, con il permesso di distribuire aiuti umanitari a Gaza.

[7] Al momento il governo de Santis ha fatto appello e il centro detentivo è ancora attivo in attesa del processo.

[8] Rabbia contro il regime

[9] Siamo tutti Washington DC

[10] Il gerrymandering è la pratica politica di ridisegnare i confini dei distretti elettorali che compongono uno dei 50 stati con lo scopo di favorire un partito, in questo caso il partito repubblicano, andando ad aumentare i suoi rappresentanti per lo stato.

[11] Combattere il golpe di Trump.

[12] Sono definiti santuari quegli stati, o quelle località, che si oppongono al governo nazionale sulla questione dell’immigrazione.

[13] Niente Azure per l’apartheid.

[14] Nome dato alle principali aziende tecnologiche americane.

[15] Evento nel quale si ricorda la violenta repressione da parte della polizia durante una protesta, nel 1970, organizzata dalla comunità messicana contro la guerra in Vietnam. Nella protesta persero la vita 3 persone. Dal 1970 viene celebrata ogni anno la commemorazione dell’evento.

[16] Chicano è il termine usato dai messicani che abitano negli USA per definirsi.

[17] Il Labor Day è l’equivalente statunitense della Giornata Internazionale dei Lavoratori. Nonostante gli USA abbiano fondato questa giornata per distaccarsi dalla celebrazione internazionale e dai movimenti di sinistra, anche il primo maggio si sono tenute delle importanti mobilitazioni.

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