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Cronache della lotta di classe negli USA e in Canada

compagno PB by compagno PB
Giugno 17, 2025
in Internazionali, Internazionali, Relazioni Internazionali
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Mobilitazioni di lavoratori, studenti e organizzazioni di massa contro le misure di Trump e a sostegno della lotta del popolo palestinese del mese di aprile 

Legenda

Nome ingleseNome italianoSiglaZona di interesse
5050150 stati, 50 proteste, 1 movimento Nazionale
American Muslim for PalestineAmericani Musulmani per la PalestinaAMPMidwest, Sud-Est, California
Amigos de GuadalupeAmici di Guadalupe California
Asamblea de Derechos CivilesAssemblea dei Diritti Civili Nazionale
BayanNuova Alleanza Patriottica Internazionale (Filippine, USA, Europa e Canada)
Black Lives MatterLe Vite dei Neri Contano BLMNazionale  (presente anche in Canada e Regno Unito)
CODEPINKCodice Rosa Washington D.C., Los Angeles, San Francisco, New York
Community Action Committee (sezione della rete nazionale Community Action Agencies)Comitato di Azione Comunitaria (rete nazionale: Agenzie per l’Azione Comunitaria)CACNazionale
Community Service OrganizationOrganizzazione per il Servizio ComunitarioCSONazionale
Democratic Socialist of AmericaSocialisti Democratici d’AmericaDSANazionale 
Dems Environmental Caucus of FloridaCaucus[1] Ambientale dei Democratici della FloridaDECFFlorida
Equality for FlatbushUguaglianza per Flatbush Flatbush, quartiere di Brooklyn, New York
Federation of Education Support ProfessionalsFederazione dei professionisti dell’assistenza educativaFESPNazionale
Freedom Road Socialist OrganizationOrganizzazione Socialista Strada per la LibertàFRSO Nazionale
Food Not BombsCibo Non BombeFNBInternazionale decentralizzato (oltre 60 paesi sui 5 continenti)
Human AgendaAgenda dei Diritti Umani nazionale
Immigrant Right Alliance (Termine usato da diverse coalizioni di associazioni nei due paesi)Alleanza per i Diritti degli ImmigratiIRAUSA e Canada 
International Association of MachinistsAssociazione Internazionale dei MacchinistiIAMUSA e Canada
International League of People’s StruggleLega Internazionale delle Lotte dei PopoliILPSInternazionale (presente in oltre 40 paesi su 5 continenti)
International Union of Operating EngineersUnione Internazionale degli Ingegneri OperativiIUOEUSA e Canada
Jewish Voice for PeaceVoce Ebraica per la PaceJVPNazionale
Justice for Eudes PierreGiustizia per Eudes Pierre New York
Juventud Unida por la IndipendeciaGioventù Unita per l’IndipendenzaJUPINazionale (principalmente New York e Chicago)
La ResistenciaLa Resistenza Nazionale (con radici in El Salvador)
Legalization for AllLegalizzazione per TuttiL4ANazionale decentralizzata
Minnesota Abortion Action CommitteeComitato d’Azione per l’Aborto del MinnesotaMAACMinnesota
Minnesota Immigrant MovementMovimento degli immigrati del Minnesota Minnesota
Minnesota Immigrant Rights Action CommitteeComitato di Azione per i Diritti degli Immigrati del MinnesotaMIRACMinnesota
National Alliance Against Racist and Political RepressionAlleanza Nazionale Contro il Razzismo e la Repressione PoliticaNAARPRNazionale
National Association for the Advancement of Colored PeopleAssociazione nazionale per l’Avanzamento della Gente di ColoreNAACPNazionale
Nodutdol Pietra di Passaggio Nazionale (principalmente New York con legami nelle due Coree)
Palestine Solidarity NetworkRete di Solidarietà alla PalestinaPSNNazionale
Palestinian Youth MovementMovimento Giovanile PalestinesePYMCosta Ovest, Midwest, Sud-Ovest
Portland Contra Las DeportacionesPortland Contro le Deportazioni Portland
Portland for PalestinePortland per la Palestina Portland
Seattle Against WarSeattle Contro la GuerraSAWSeattle
Service Employees International UnionUnione Internazionale dei Dipendenti dei ServiziSEIUUSA, Canada, Puerto Rico
Service, Immigrant Rights and Education NetworkServizio, Rete per i Diritti e l’Educazione degli ImmigratiSIRENSilicon Valley, Nord della California
Silicon Valley Immigration CommitteeComitato per l’Immigrazione della Silicon Valley Silicon Valley
Students For a Democratic SocietyStudenti per una Società DemocraticaSDSNazionale (presente in oltre 40 università)
Students for Justice in PalestineStudenti per la Giustizia in PalestinaSJPNazionale (attivi in oltre 200 campus universitari)
Take ‘Em DownAbbatteteliTEDNazionale non centralizzato (New Orleans, Jacksonville e altre città del sud e del centro degli USA)
Tanggol MigranteDifendere i Migranti Filippine (con legami in USA, Europa e Medio Oriente)
TeamsterUnità Operaia internazionale dei Guidatori degli Autotrasporti USA e Canada
Tesla TakedownBoicotta Tesla Internazionale (USA, Canda, Europa e Oceania)
United Food and Commercial WorkersLavoratori Uniti dell’Alimentazione e del CommercioUFCWUSA e Canada
Veterans for PeaceVeterani per la Pace Nazionale
Voces Unidas de GadsdenVoci Unite di Gadsden  Gadsden (Florida)
Within Our LifetimeNella Nostra VitaWOLNew York, New Jersey, Boston
Young Democratic Socialists of America.Giovani Socialisti Democratici d’AmericaYDSANazionale

15 maggio

Nazionale

Per la giornata di commemorazione della Nakba[2], in tutti gli Stati Uniti, si sono svolte oltre 50 iniziative, tra marce, veglie, presidi, scioperi etc. Le mobilitazioni si sono svolte in più di 20 delle più importanti città del paese, oltre a diversi campus universitari, e hanno coinvolto tra le 10 e le 20 mila persone, con gli eventi più importanti in città come: New York, Los Angeles, Minneapolis e Washington D.C., dove hanno partecipato diverse centinaia di persone. Sia durante la marcia a New York, che durante il Presidio all’Università della California a Los Angeles, ci sono stati scontri e arresti, più precisamente 8 a New York e 3 a Los Angeles. In altre città ci sono state pressioni da parte della polizia e minacce di arresto. A San Francisco un centinaio di giovani hanno occupato una strada bloccando temporaneamente il traffico. Tra i principali organizzatori spiccano: Within Our Lifetime, Palestinian Youth Movement, Students for Justice in Palestine, Jewish Voice for Peace, CODEPINK, American Muslim for Palestine e Democratic Socialist of America.

San Jose, California

Circa 100 manifestanti sono andati davanti a una sede dell’ICE[3] per protestare contro gli attacchi agli immigrati e contro il tentativo di Trump di revocare la cittadinanza per diritto di nascita. Hanno partecipato, oltre a una consigliera comunale e a membri della comunità, diverse organizzazioni tra le quali: Silicon Valley Immigration Committee, Legalization for All, Amigos de Guadalupe, Service Immigrant Rights and Education Network e Human Agenda.

21 maggio

Tukwila, Washington

Un gruppo di manifestanti di Seattle Against War insieme a membri di Veterans for Peace si è infiltrato in una cerimonia dell’accademia militare dove consegnavano gli attestati ai nuovi cadetti. I manifestanti sono saliti sul palco per protestare contro il genocidio in Palestina. Il loro intervento è stato tale da obbligare i reclutatori, lo staff e i partecipanti a interrompere e concludere, dopo solo 20 minuti, l’evento che doveva durare due ore.

22 maggio

Jena, Louisiana

Centinaia di manifestanti provenienti da New Orleans, Austin, Dallas, Houston e altre città, si sono radunati fuori dal centro di detenzione dell’ICE, dove è imprigionato lo studente Mahmoud Khalil[4]. La manifestazione è durata cinque ore è si è concentrata, oltre che sulle politiche anti immigrazione dell’agenda Trump, sul sostegno alla causa palestinese. Ci sono stati diversi oratori, tra cui la moglie di Khalil e rappresentanti di PYM.

Tacoma, Washington

Diverse centinaia di membri della comunità si sono uniti ai lavoratori della scuola per protestare contro i recenti licenziamenti presso le scuole pubbliche di Tacoma. Alla protesta hanno partecipato, oltre a studenti, insegnati e membri della comunità, diversi sindacati e organizzazioni tra i quali: Federation of Education Support Professionals, International Union of Operating Engineers, United Food and Commercial Workers, Teamster, IAM e la National Association for the Advancement of Colored People.

23 maggio

Tacoma, Washington

Un gruppo di un centinaio di persone, composte da membri di sindacati e gruppi della comunità filippina, ha protestato davanti al centro di detenzione dell’ICE, per chiedere il rilascio di un sindacalista filippino detenuto nel centro.  Hanno partecipato diverse organizzazioni e sindacati tra i quali: l‘International Association of Machinists, Service Employees International Union, Teamster, Tanggol Migrante, Bayan e La Resistencia.

Cambridge, Massachussetts

Continua lo scontro tra l’Università di Harvard e l’amministrazione Trump. A fine aprile, l’amministrazione ha deciso di congelare 2,2 miliardi di dollari in fondi federali all’università, accusata di non avere affrontato adeguatamente il “problema dell’antisemitismo” e di avere rifiutato controlli governativi sui suoi programmi, sugli studenti e sulle politiche accademiche. In risposta all’attacco di Trump l’accademia ha intentato una causa legale contro il governo. In seguito, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha revocato all’università la certificazione per ammettere nuovi studenti internazionali e ha minacciato quelli che già studiano nell’ateneo, in particolare quelli di origine cinese. A questo secondo attacco è seguita una nuova causa legale da parte di Harvard, che ha portato al blocco temporaneo, da parte di un giudice federale, della risoluzione del governo. Trump ha tentato di riaffermare questo attacco con un proclama presidenziale con la scusa delle “preoccupazione per la sicurezza nazionale”, anche questo poi bloccato da un giudice fino al 23 giugno, giorno in cui dovrebbe essere presa una decisione definitiva.

24 maggio

Tallahassee, Florida

Un gruppo di studenti e membri della comunità si è radunato presso l’Università Agraria e Meccanica della Florida (FAMU), per protestare contro la nomina della nuova presidente Marva Johnson, per i legami della nuova presidente con l’amministrazione Trump e contro i potenziali tagli all’istruzione previsti dalla sua agenda. A spingere gli attivisti a protestare si aggiungevano la sospensione di uno studente, che aveva organizzato una protesta pacifica prima delle votazioni, e il completo disinteresse del consiglio riguardo una petizione, con oltre 17 mila firme, che chiedeva l’esclusione della nuova presidente dai candidati. Tra le organizzazioni presenti ci sono state SDS, Food Not Bombs e la Immigrant Rights Alliance.

25 maggio

Nazionale

Per il quinto anniversario dell’omicidio di George Floyd sono stati organizzati oltre 100 eventi in tutto il paese tra manifestazioni, presidi, eventi studenteschi, veglie etc. Le stime danno una partecipazione tra le 35 e le 50 mila persone in tutto il paese. Le mobilitazioni più importanti sono state a Minneapolis, con 2 mila partecipanti, e a Houston, con 5 mila partecipanti. Molti degli eventi hanno seguito l’appello nazionale della National Alliance Against Racist and Political Repression: “All Out for May 25[5]”. I temi centrali di molte proteste sono stati: la proposta di Trump di graziare Derek Chauvin[6], la firma dell’Ordine Esecutivo 14288[7] e la richiesta di un maggiore controllo delle comunità sull’operato delle forze dell’ordine. Hanno partecipato diverse organizzazioni, locali e non, tra le quali: Freedom Road Socialist Organization, Black Lives Matter, Students For a Democratic Society, i Community Action Committee, Palestine Solidarity Network e altre.

26 maggio

Portland, Oregon

Per il secondo anno consecutivo Portland for Palestine ha riunito un gruppo di attivisti, per protestare contro l’imperialismo USA, durante il Memorial Day. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Veterans for Peace, con lo scopo di trasformare il giorno dedicato alla memoria dei soldati USA caduti in battaglia, in un giorno per protestare contro le guerre imperialiste in cui questi soldati sono uccisi.

27 maggio

Saint Paul, Minnesota

Circa 50 persone hanno protestato presso l’ufficio del governatore Tim Waltz, durante una riunione a porte chiuse, contro il tentativo di approvare una legge di bilancio che priverebbe gli immigrati adulti dell’accesso all’assistenza sanitaria. Hanno partecipato diverse associazioni tra le quali: Minnesota Immigrant Rights Action Committee, Asamblea de Derechos Civiles, Minnesota Immigrant Movement, 50501 e Minnesota Abortion Action Committee. Una protesta analoga è stata riorganizzata dalle stesse organizzazioni durante un’altra riunione a porte chiuse il 2 giugno.

28 maggio

Jacksonville, Florida

Oltre 200 membri della comunità hanno manifestato davanti alla prigione della città per manifestare per chiedere il rilascio di tre attivisti arrestati il giorno precedente. I tre attivisti erano stati arrestati “per aver disturbato le procedure” durante una riunione del consiglio comunale, nel quale si stava discutendo l’adozione di una legge che inasprisse le pene per le proteste considerate “disturbanti” o che impedissero lo svolgimento delle attività istituzionali. In seguito alle proteste gli attivisti arrestati sono stati rilasciati. Hanno partecipato diverse organizzazioni tra le quali: FRSO, CAC, NAARPR, IRA, PSN e Take ‘Em Down.

30 maggio

Tallahassee, Florida

Oltre 400 persone hanno protestato in seguito a uno dei raid con più arresti svolti dall’ICE nello stato della Florida. Hanno partecipato diverse organizzazioni tra le quali: FRSO, IRA, SDS, Food not Bombs, Young Democratic Socialists of America, Voces Unidas de Gadsden e Dems Environmental Caucus of Florida. 

31 maggio

Costa Mesa, California

Circa 50 manifestanti si sono radunati, per protestare a sostegno della Palestina, di fronte a un centro commerciale di lusso di proprietà di una nota famiglia sionista del territorio. L’evento è stato organizzato da DSA con il supporto di altre organizzazioni tra le quali: FRSO, JVP, il Community Service Organization e International League of People’s Struggle.

3 giugno

Chicago, Illinois

Dopo aver constatato la presenza di agenti dell’ICE nel quartiere cittadino di Little Village, alcuni membri di NAARPR, sezione Chicago, sono andati a chiedere agli agenti di identificarsi, cosa che gli agenti hanno rifiutato di fare. Gli attivisti hanno quindi fatto un giro del quartiere, segnalando la presenza dell’ICE e distribuendo volantini. Membri della comunità si sono uniti a loro per fare pressione agli agenti fino a spingerli ad abbandonare il quartiere.

4 giungo

Portland, Oregon

Un gruppo di attivisti ha fatto un’azione di protesta davanti a una struttura dell’ICE. In reazione alla protesta gli agenti hanno arrestato 3 manifestanti e li hanno portati dentro la struttura. In seguito all’arresto è stato lanciato un appello che ha portato un altro gruppo di attivisti a unirsi alle proteste, continuate fino al rilascio dei tre arrestati. Hanno partecipato diverse associazioni tra le quali: Portland Contra Las Deportaciones, Portland for Palestine e Tesla Takedown.

6 giugno

Los Angeles, California

In questa giornata sono iniziate una serie di proteste nella città che proseguono ancora oggi. Le proteste sono nate in risposta a una serie di raid dell’ICE nella città, la quale è considerata una città rifugio[8]. In seguito alle proteste il governo federale, su ordine di Trump, ha inviato sul posto 700 marines e 4 mila soldati riservisti della guardia nazionale, il tutto senza l’approvazione del sindaco della città e del governatore dello stato, per reprimere con violenza le proteste, le quali non hanno fatto che intensificarsi. In conseguenza a queste azioni del governo federale il governatore della California ha deciso di intentare una causa contro il governo. Oltre a ciò, il sindaco di Los Angeles per contenere le proteste ha imposto un coprifuoco notturno dalle ore 20 alle ore 6 nella zona centrale della città. Tra il 6 e il 9 giugno sono state arrestate oltre 520 persone, tra cui il leader sindacale di SEIU, e durante le proteste sono stati riportare un gran numero di feriti. Alle proteste hanno preso parte un gran numero di organizzazioni. In risposta alla repressione attuata dal governo federale si sono svolte una serie di altre proteste di solidarietà in diverse città degli USA, dove si sono contati a loro volta molti arresti, tra le quali: San Francisco, New York, Austin, Dallas, Huston e molte altre.

8 giugno

New York, New York

Decine di persone si sono radunate per il secondo anno consecutivo, fuori dal gala di raccolta fondi del dipartimento di polizia di new York, per chiedere la fine della collaborazione con l’agenda Trump. L’appello è stato lanciato da NAARPR e hanno partecipato diverse organizzazioni: SDS, Equality for Flatbush, Justice for Eudes Pierre, Nodutdol, Juventud Unida Por la Indipendecia.


[1] Un caucus può essere o un’assemblea politica locale in cui i membri di un partito si riuniscono per scegliere il candidato elettorale da sostenere, o, nel contesto del congresso, è un gruppo di parlamentari che condividono interessi, ideologie o obiettivi comuni.

[2] Nakba è il termine usato dai palestinesi per descrivere l’espulsione e la dispersione forzata di oltre 700 mila palestinesi nel 1948, durante la guerra che portò alla creazione dello Stato di Israele.

[3] L’ICE è l’Agenzia Federale per l’Immigrazione e il Controllo delle Frontiere degli USA. Oggi sono al centro di forti proteste per il loro ruolo centrale che stanno avendo nel piano di repressione e deportazioni dell’agenda Trump.

[4] Mahmoud Khalil è uno studente detenuto da oltre 3 mesi per aver preso parte alle manifestazioni pro-Palestina della Columbia University, è diventato presto un caso nazionale, simbolo della repressione dell’amministrazione Trump.

[5] Tutti fuori per il 25 maggio

[6] Il poliziotto che ha ucciso George Floyd.

[7] L’Ordine Esecutivo in questione attacca in particolare i programmi di Diversità, Equità e Inclusione (DEI), cancellandoli a livello federale per quanto riguarda scuole, ambienti di lavoro, appalti etc. Oltretutto l’Ordine Esecutivo elimina ogni tipo di programma di formazione antirazzista.

[8] Per città, o stato rifugio si intendono delle giurisdizioni che limitano la cooperazione con le autorità federali per l’immigrazione. Per esempio queste non condividono in automatico dati con l’ICE, non permettono alla polizia locale di trattenere persone solo per motivi legati allo status migratorio e possono vietare l’accesso all’ICE a carceri o a database locali senza autorizzazione giudiziaria.

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