A inizio agosto si è conclusa la prima parte della Festa nazionale della Riscossa Popolare che abbiamo organizzato a Pisa. La seconda parte della Festa sarà a Roma a fine settembre.
Ci sarebbero vari spunti da cui iniziare per fare, pur brevemente, un bilancio politico della festa di Pisa: il fatto che sia stata l’occasione per conoscere e incontrare tanti compagni e tante compagne che “hanno la falce e il martello nel cuore”, ma non conoscevano il Partito dei Carc e la Carovana del (n)Pci, potrebbe essere uno.
Che la festa sia stata l’occasione per incontrare Giuseppe Maj, che è stato membro e dirigente del (nuovo)Partito comunista italiano fino al momento del suo rientro dalla clandestinità comunicato pubblicamente a giugno, potrebbe essere un altro.
Per motivi di spazio decidiamo, però, di trattare un unico argomento, che poi ha incarnato “il fulcro” della festa, l’aspetto prettamente politico. Ci riferiamo, in particolare, a un elemento emerso sia dai tavoli tematici del 31 luglio (tavolo di confronto fra organismi territoriali che promuovono la mobilitazione in solidarietà al popolo palestinese e tavolo di confronto fra comitati e organismi che in Toscana si mobilitano contro la devastazione ambientale) che del 2 agosto (tavolo degli organismi attivi contro la guerra e la Nato).
Oltre lo scambio di esperienze fra le decine di persone presenti a ogni tavolo, oltre le analisi e le valutazioni sulla situazione, oltre le aspirazioni a coordinarsi in modo più strutturato, il tratto comune è stato il seguente: sono emerse chiaramente la necessità e la disponibilità ad aprire un ragionamento sullo sbocco politico delle mobilitazioni popolari.
Si è iniziato ad affrontare il fatto che la mobilitazione di stampo rivendicativo non è sufficiente a dare gambe e prospettiva alle iniziative, alle attività e alle campagne già in corso.
Abbiamo riconosciuto in questo tipo di ragionamento una novità – fino a oggi il tema dello sbocco politico delle mobilitazioni era sempre stato un “convitato di pietra” nei confronti fra organismi operai e popolari – ma soprattutto una necessità dettata dall’esperienza pratica.
Gli ultimi due anni, in particolare, sono stati ricchi di mobilitazioni ed evidentemente si pone la questione di arrivare a un bilancio collettivo che fissi: le posizioni conquistate dal movimento popolare (anche in termini di scoperte, insegnamenti, ecc.), i limiti da superare, ma soprattutto gli obiettivi che ci si deve porre.
C’è un secondo aspetto che è emerso da tutti i tavoli tematici, benché in ognuno in forma diversa: la questione della responsabilità.
Tanti interventi hanno riportato esperienze concrete: è vero che a promuovere la mobilitazione delle masse popolari oggi sono ancora soprattutto organismi relativamente piccoli, ma è vero anche che la risposta delle ampie masse è in genere positiva. C’è interesse, c’è voglia di schierarsi contro la guerra e contro il genocidio in Palestina, ad esempio, e c’è disponibilità a mobilitarsi.
Alcuni interventi hanno giustamente sottolineato come, anziché “lamentarsi” che le masse non si mobilitano come la gravità della situazione richiederebbe, gli organismi operai e popolari hanno la responsabilità di farsi promotori della mobilitazione popolare e diventare un punto di riferimento credibile e autorevole.
“Ne abbiamo le competenze, le capacità e abbiamo la necessaria serietà. Quello che serve è la volontà di assumersene la responsabilità”, ha concluso una compagna al tavolo di confronto sulla mobilitazione per la Palestina.
Tre tavoli tematici nel mare magnum delle iniziative e delle mobilitazioni possono sembrare poca cosa, ma non è un discorso di quantità. Il discorso è riversare l’orientamento che è emerso nella miriade di iniziative e mobilitazioni già previste per le prossime settimane e per i prossimi mesi.
Dal canto nostro, la seconda parte della Festa nazionale della Riscossa Popolare sarà soprattutto uno strumento per rafforzare questo processo.
Vi aspettiamo a Roma, presso il Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino in via delle Ciliege, n. 42 il 26, 27 e 28 settembre. Il programma delle iniziative è pubblicato su www.carc.it






