sabato, Giugno 13, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Ribaltare il piano carceri del governo Meloni

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Agosto 1, 2025
in In breve
A A
0
0
SHARES
11
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Lo scorso 22 luglio Giorgia Meloni ha annunciato a mezzo stampa il “nuovo piano carceri” in base al quale, attraverso opere già in cantiere, dovrebbero essere liberati 10.000 posti e creati altri 5.000 che a detta sua, andrebbero a risolvere il problema del sovraffollamento entro il 2027.

Il piano del governo consiste nel costruire nuovi istituti penitenziari e nell’ampiamento di quelli esistenti. Si propone di snellire le procedure di scarcerazione anticipata, mentre per i detenuti con problemi di tossicodipendenza da alcol e stupefacenti, a cui rimane da scontare non più di 8 anni di pena o 4 in caso di reati con “pericolosità sociale”, il governo ha approvato un ddl che prevede la detenzione in strutture socio-sanitarie.

Le associazioni di tutela dei diritti dei detenuti sono immediatamente insorte perché a fronte di un tasso di sovraffollamento medio che supera il 130%, arrivando in alcuni istituti penitenziari fino al 200%, misure emergenziali come il “nuovo piano carceri” sperimentate in passato, che hanno messo al centro l’edilizia, sono finite nel nulla.

Inoltre l’esistenza di strutture socio-sanitarie, spesso già sature, destinate ad accogliere detenuti tossicodipendenti ha fatto scattare la paura che nei piani del governo ci sia quello di scaricare il problema su istituti privati, come avviene coi Centri di permanenza e rimpatrio. Oltre a questi timori c’è anche il fatto che il Ministro della giustizia Nordio sembra aver già appaltato ai magistrati la responsabilità di concedere la liberazione anticipata ordinaria, al commissario straordinario gli avveniristici progetti di nuove carceri senza personale e chissà a chi il trasferimento in comunità di tossicodipendenti che non riescono ad andarci.

Il 4 luglio 2024 il governo emanava il decreto Carceri (D.l. n.92, conv. l. n. 112 dell’8 agosto 2024), ribattezzato “Carcere sicuro” (per stare semanticamente a distanza da qualunque idea di “svuota carceri”).
Cosa prevedeva?
Riassumendo: l’assunzione di mille agenti di polizia penitenziaria; la nomina di un commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria (Marco Doglio) con il compito di recuperare spazi nelle caserme e nei cortili e installare container prefabbricati; una semplificazione delle norme sulla liberazione anticipata; l’idea di un Albo delle comunità per ospitare detenuti con dipendenze e per alcuni tipi di reati minori; l’aumento delle telefonate per i detenuti; l’indurimento del 41 bis.
Nordio allora diceva: “Il decreto Carcere sicuro è un intervento vasto e strutturale che – senza indulgenze gratuite e segnali di sciatteria – affronta in maniera organica il problema e avrà un impatto sul numero di reclusi che non sarà insignificante. Già a settembre vedremo dei risultati”.
Mai arrivati.

Attualmente in Italia sono 190 gli istituti penitenziari esistenti, per un totale di 51.300 posti disponibili. Tuttavia, i detenuti presenti, al 30 giugno 2025 sono a 62.728. Tra le emergenze del sistema carcerario del paese inoltre c’è anche quello dei suicidi in carcere. Nel 2024 ne sono stati registrati 91, il dato peggiore di sempre secondo i dati di Ristretti Orizzonti, mentre in questi mesi di 2025, se ne sarebbero già verificati 44.

Dall’insediamento del governo, i detenuti sono aumentati a un ritmo di 6,5 al giorno mentre i posti regolamentari solo di uno ogni otto giorni (solo 126 posti in più).

Ma anche se si realizzassero i 15.000 nuovi posti da qui al 2027, come promesso dal governo Meloni, quei posti non basterebbero, perché già oggi c’è un sovraffollamento di 16 mila detenuti e con la pletora di reati introdotti con Dl sicurezza, approvato lo scorso 4 giugno, nei prossimi tre anni la previsione è di circa 7000 detenuti da stoccare.

Il governo Meloni dunque da un lato inasprisce la repressione contro il movimento di resistenza del nostro paese, composto dagli organismi che si mobilitano contro la guerra e in solidarietà con la Resistenza del popolo palestinese, dai lavoratori che scioperano contro il traffico di armi e per il rinnovo del Ccnl e che comprende anche i detenuti nelle carceri che lottano per ottenere migliori condizioni detentive e di vita.

Dall’altro acclama misure straordinarie per fronteggiare un’emergenza che non ha la volontà politica di risolvere. Misure con cui il governo Meloni cerca solo di mostrare all’opinione pubblica che sta lavorando per mettere mano al problema delle carceri che invece fa solo finta di risolvere.

Leggi anche Rivolte nelle carceri e negli scioperi. Ribellarsi ovunque al DL Sicurezza

La lotta per porre fine al problema del sovraffollamento nelle carceri, delle condizioni inumane dei detenuti e dei suicidi in cella, è strettamente legata a quella contro il Dl sicurezza e la repressione del governo Meloni.

Mobilitarsi per risolvere i mille problemi del sistema carcerario del paese vuol dire quindi mettere in campo qualsiasi azione diretta a violare apertamente il Dl sicurezza dentro gli istituti penitenziari, come hanno fatto i detenuti delle carceri di Terni, Spoleto, Brissogne (AO), Arghillà (RC), Castrogno (TE), il 16 giugno i reclusi hanno dato il via a rivolte e proteste, prendendo di mira telecamere, porte, impianti elettrici e incendiando intere sezioni. Alcuni si sono rifiutati di rientrare nelle loro celle e hanno fatto esplodere bombolette di gas. Per sostenere queste rivolte e mobilitazioni è importante che il movimento di lotta contro le politiche securitarie del governo Meloni organizzi striscionate davanti alle carceri, invii cartoline e lettere di sostegno e di spinta alla disobbedienza e alla rivolta nelle strutture penitenziarie.

Ma vuol dire violarlo anche fuori come hanno fatto gli operai ex Whirlpool/Beko di Siena che il 5 giugno hanno bloccato il passaggio dei bilici alla fabbrica dopo un grave infortunio. I lavoratori del Si Cobas licenziati da Temi magazzini GLS di Napoli che, in occasione dello sciopero generale del 20 giugno, hanno organizzato un picchetto fuori dai cancelli dell’azienda ignorando l’inasprimento delle pene e il ricatto del permesso di soggiorno per i lavoratori stranieri. Lo stesso giorno a Bologna il corteo dei metalmeccanici della Fiom in sciopero per il CCNL ha deviato dal percorso autorizzato. In 10.000 sono entranti in tangenziale bloccando il traffico rispedendo al mittente l’aggravamento delle pene previsto dal DL Sicurezza per il blocco stradale. Lo ha fatto in grande stile il Movimento No Tav con la marcia del 26 luglio ha invaso i cantieri della Torino-Lione e lanciato forte e chiaro il segnale: “è legittimo tutto quello che è nell’interesse delle masse popolari, anche se è illegale”.

Tutte queste mobilitazioni dimostrano già come la repressione del governo Meloni possa diventare un problema di ordine pubblico nelle carceri, nelle aziende, nelle scuole. Ora si tratta di alimentarla, estenderla e sostenerla fino a rendere inapplicabile il Dl sicurezza e rendere ingestibile il paese al governo Meloni.

Leggi anche Violare sistematicamente il dl sicurezza fino a renderlo inapplicabile

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Conferenza di Bogotà: 12 stati approvano misure immediate contro Israele

Next Post

Saluto dei fratelli Kononovych alla Festa nazionale della Riscossa Popolare

Related Posts

Dal dibattito “I lavoratori possono fermare la guerra, per un governo che attua la Costituzione” del 7 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia- Partito dei CARC
Federazione Lombardia

Dal dibattito “I lavoratori possono fermare la guerra, per un governo che attua la Costituzione” del 7 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia- Partito dei CARC

by Federazione Lombardia - Piemonte
Giugno 11, 2026
0

...

Solidarietà a Leonardo, Giovanni e Mattia accusati di aver diffamato Marco Carrai
In breve

Solidarietà a Leonardo, Giovanni e Mattia accusati di aver diffamato Marco Carrai

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 12, 2026
1

...

Intervento all’assemblea nazionale No Autonomia Differenziata del 6 giugno a Napoli

Intervento all’assemblea nazionale No Autonomia Differenziata del 6 giugno a Napoli

Giugno 8, 2026
[Massa Carrara] Solidarietà alle compagne e ai compagni colpite/i dalla repressione! Rispondiamo in maniera unitaria con la solidarietà e con la lotta!

Per un bilancio degli scioperi di maggio e l’unità sindacale

Giugno 3, 2026
Dal dibattito “io parteggio” del 23 maggio nella Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

Dal dibattito “io parteggio” del 23 maggio nella Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

Giugno 4, 2026
Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo 

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo 

Giugno 1, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d