Pubblichiamo l’intervento di saluto dei fratelli Kononovych inviatoci dall’Ucraina in occasione della Festa nazionale della Riscossa Popolare in corso dal 31 luglio al 4 agosto a Pisa.
“Compagne e compagni comunisti e antifascisti, amici nella lotta,
vi salutiamo dall’Ucraina in fiamme a causa della guerra.
Siamo i fratelli Mykhailo e Oleksandr Kononovych, comunisti ucraini e prigionieri politici del regime di Zelensky. Siamo stati sequestrati dai servizi di sicurezza (SBU) nel marzo 2022: ci hanno torturati, picchiati e tenuti in isolamento in carcere. Oggi ci troviamo agli arresti domiciliari, obbligati a indossare un braccialetto GPS. Il regime continua a permettere aggressioni contro di noi da parte di miliziani fascisti.
Lo Stato ucraino ci ha messi nella lista dei ricercati, accusandoci di renitenza alla leva nell’esercito, nonostante siamo già sotto processo con l’accusa di “tentato rovesciamento dell’ordine costituzionale”.
Tutto questo ha un solo scopo: mandarci a morire in guerra, perché non sono riusciti a piegare la nostra volontà di resistere.
Compagni, nonostante tutto, vi giuriamo: non abbandoneremo mai la nostra bandiera rossa rivoluzionaria. Continueremo a lottare fino alla fine!
Siamo comunisti. Non possiamo perdere! E se perdiamo, allora non siamo veri comunisti.
L’Europa è malata di nazismo e militarismo. L’isteria anticomunista sta crescendo ovunque. L’Ucraina è diventata un laboratorio dell’Occidente, dove si sperimenta il modello della “nuova Europa”.
Prima hanno introdotto in Ucraina la legge sulla “decomunistizzazione” e vietato il Partito Comunista. Poi è arrivata la guerra. Oggi in Repubblica Ceca è reato usare simboli comunisti. Leggi simili esistono già in Ucraina, Polonia, Lettonia, Estonia, Lituania… E domani, non abbiate dubbi, toccherà all’Italia. In Italia vieteranno i partiti comunisti e le organizzazioni antifasciste. Lo permetteremo? NO! L’Ucraina gli basta! No pasarán!
Ai nostri amici e compagni italiani del Partito dei CARC, fieri eredi di Antonio Gramsci e dei partigiani antifascisti: tenete alta la testa, issate le nostre bandiere rosse, stringiamo le file.
Il tamburo della storia ci chiama alla battaglia contro l’imperialismo, una lotta dura e senza paura.
Non possiamo tradire gli ideali comunisti né la memoria di chi ha combattuto prima di noi, con l’onore che spetta a ogni comunista. Meglio morire che vivere nel disonore!
Il nemico sarà sconfitto, la vittoria sarà nostra!”
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Chi sono i fratelli Kononovych?
Il governo che ha preso il potere in Ucraina con il colpo di Stato di Euromaidan del 2014, promosso dagli Stati Uniti, ha messo fuori legge il Partito Comunista e la sua giovanile.
Con l’aggressione aperta della NATO nei confronti della Federazione Russa, la persecuzione dei comunisti si è fatta ancora più intensa.
A luglio del 2022 il governo di Zelensky ha imposto una legge di “de-comunistizzazione” che oltre a ribadire l’illegalità del Partito Comunista, ha anche vietato l’uso di nomi o simboli comunisti in pubblico, imposto la distruzione dei monumenti sovietici e proibito l’insegnamento della storia sovietica nelle scuole.
All’inizio di quest’anno Mikhail Kononovich, segretario del Komsomol (ala giovanile del Partito Comunista d’Ucraina, KPU), e suo fratello Aleksander, sono stati denunciati per aver promosso una mobilitazione davanti all’ambasciata USA a Kiev, per denunciare l’espansionismo della NATO verso Est e la piena responsabilità degli USA nella guerra contro la Russia.
A marzo sono poi stati arrestati dalle autorità ucraine a Kiev con l’accusa infondata di collaborazione con i servizi segreti della Federazione Russa e della Repubblica di Bielorussia. I due compagni sono tuttora in carcere in attesa di processo, sottoposti a torture psicologiche e fisiche.
Già da tempo i fratelli erano nel mirino delle autorità statali e delle milizie fasciste per la loro attività politica. Nel 2016, mentre lasciavano dei fiori davanti a un monumento ai soldati dell’Armata Rossa, Mikhail e altri membri del Komsomol sono stati vittime di un assalto fascista. Mikhail ha ricevuto gravi colpi alla testa e un altro membro ha quasi perso la vista. Le bande fasciste hanno anche esercitato pressioni sul personale ospedaliero affinché non curasse i compagni.
Ma la persecuzione dei comunisti non ha solo motivazioni ideologiche: esiste un’altra ragione per cui la borghesia cerca di eliminare i comunisti del KPU. Infatti, dopo la dissoluzione dell’URSS, il sistema delle fattorie collettive di proprietà statale è stato pian piano dismesso e le terre hanno cominciato ad essere vendute nuovamente ai grandi proprietari. Il KPU, che per tutti gli anni Novanta e gran parte del decennio successivo è stato uno dei più importanti partiti del parlamento ucraino, rappresentava un ostacolo non da poco alla svendita dei terreni statali, lascito dell’epoca socialista, e alla privatizzazione selvaggia. Mikhail Kononovich stesso, in un’intervista rilasciata al People’s World(giornale online della sinistra americana) nel novembre 2019, affermava che la messa al bando della KPU aveva lo scopo di “ripulire il campo politico dai partiti di sinistra in modo che non interferissero con l’abbassamento degli standard sociali e la vendita di terreni”.
A dimostrazione di ciò, il governo Zelensky ha approvato nel 2019 (dopo la messa al bando del KPU del 2015) una serie di riforme atte a dare mano libera ai giganti dell’industria agricola stranieri nell’acquisto dei terreni statali, svendendo così una superficie pari alle dimensioni di Francia e Germania messe insieme e, di fatto, spalancando la strada alla speculazione delle multinazionali.
Per tutti questi motivi parliamo di persecuzione dei comunisti, una persecuzione taciuta dai media di regime italiani e stranieri. È questa una dimostrazione lampante del fatto che i comunisti sono il solo antidoto alle catastrofi prodotte dal marcio sistema capitalista. Oltre a esprimere massima solidarietà ai comunisti e antifascisti ucraini che si battono per liberare il loro paese dai fascisti e dall’imperialismo americano, invitiamo tutte le forze politiche antifasciste a promuovere iniziative.






