Nella giornata di ieri una combattiva manifestazione guidata dal Movimento No Tav ha attraversato la Val Susa e raggiunto i cantieri della Tav. Un segnale chiaro e forte lanciato dal movimento che da anni dimostra come in ogni condizione o situazione la lotta non deve mai fermarsi e lasciarsi intimidire dalle manovre economiche, politiche e repressive del nemico. Una lotta per questo divenuta un simbolo nazionale di resistenza, di insubordinazione e di riscossa contro gli speculatori, affamapopoli e guerrafondai.
Determinazione espressa anche attraverso le diverse le azioni di lotta, sabotaggio e ribellione messe in campo durante tutto il percorso fino ai cantieri. Azioni e iniziative che rilanciano su grande scala un esempio di rottura con il legalitarismo e veicolano con forza il messaggio che “è legittimo tutto quello che è nell’interesse delle masse popolari, anche se è illegale”. Segnali di forza e di vitalità nel non lasciare nelle mani del nemico la decisione su quello che si può fare e quello che non si può fare. A non farsi legare le mani dal nemico che cerca di rendere completamente sterile ogni mobilitazione.
Azioni e iniziative che non rappresentano solo esempi di come portare avanti con combattività una vertenza e di come ribellarsi all’ordinamento borghese. Mostrano soprattutto una delle vie in cui violare sistematicamente e in forma organizzata l’infame Decreto sicurezza varato dal governo Meloni e alimentare l’organizzazione e la combattività di tutto il campo delle masse popolari.
Con la pratica che porta avanti da anni il Movimento No Tav ha sedimentato nella sua pratica e nella sua linea di lotta, rendendolo esempio nazionale, il principio secondo cui quello che il movimento di resistenza delle masse popolari fa o non fa deve deciderlo solo il movimento di resistenza delle masse popolari. Deve farlo nei suoi interessi, al di là se rispetti o meno i dettami e le leggi della società borghese. Anche perché quelle leggi e quei precetti li stabilisce il nemico stesso. Come si può agire rispettando leggi, prassi e norme di chi distrugge l’ambiente, il paesaggio, l’apparato produttivo del paese, il sistema sanitario, la scuola e tutto quanto occorre alle masse popolari per avere una vita dignitosa?

Le azioni di sabotaggio, rivolta e ribellione che applicano il principio “è legittimo tutto quello che è nell’interesse delle masse popolari, anche se è illegale” diventano espressione dell’azione autonoma delle masse popolari per rendere ingovernabile il paese alla borghesia. Creano un terreno fertile per passare dalla resistenza all’attacco, per contribuire alla costruzione di un nuovo ordinamento sociale. Obiettivo che via via il movimento di resistenza delle masse popolari deve porsi in maniera sempre più cosciente.
Un ordinamento sociale che per affermarsi deve combinare azioni legali e illegali, solidarietà di classe e lotta contro la repressione, rifiuto organizzato di pagare imposte, ticket e mutui e sviluppo di attività di produzione e distribuzione di beni e servizi, scioperi e scioperi al contrario, disobbedienza civile, occupazioni, blocchi stradali, obiezione di coscienza contro la guerra e spese proletarie, irruzioni nei consigli comunali, regionali e liturgie dello Stato borghese e altre se ne possono aggiungere.
Quanto più le iniziative e le mobilitazioni delle organizzazioni operaie e popolari risponderanno all’esigenza di affermare gli interessi di tutte le masse popolari a discapito degli interessi delle élites tanto più la lotta di classe sarà strumento di governo dei territori e del paese, oltre che essere – e prima di essere – strumento di rivendicazione o di protesta. Per spingere il paese su binari diversi da quelli che oggi sono imposti dalle élites, bisogna portare il paese a essere gestito dal movimento di resistenza delle masse popolari attraverso un loro governo di emergenza delle organizzazioni operaie e popolari.
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La marcia No Tav invade i cantieri (da notav.info)
Oltre 10.000 persone hanno preso parte alla marcia partita nel primo pomeriggio da Venaus, dirette ai cantieri della devastazione: simboli concreti dell’oltraggio al territorio e alla storia della Val di Susa.
Un lungo e colorato serpentone, composto da persone di tutte le età, si è diviso in tre spezzoni, raggiungendo i cantieri (attivi o futuri) del Tav a Giaglione, nella frazione Traduerivi di Susa e a San Didero. Luoghi cementificati, recintati e blindati come fortini militari. Non è un caso che da anni vengano protetti in questo modo: servono a difendere interessi estranei a chi quei territori li vive, li attraversa e li difende.
Le azioni messe in campo oggi dal Movimento No Tav in tutta la valle dimostrano, ancora una volta, che esiste un’opposizione irriducibile, determinata a non assistere in silenzio alla distruzione del proprio territorio. È una difesa generosa e collettiva della montagna, della sua natura e della salute di chi qui abita ogni giorno. Un atto d’amore verso la nostra terra, di chi non si arrende e continua a lottare per un futuro che non è in vendita, né al servizio dei potenti né di interessi speculativi.
L’azione si è fatta concreta: a Traduerivi si è riusciti a penetrare nell’area cantierizzata con tutto il corteo aprendo un varco tra filo spinato e barriere Jersey, colpendo e danneggiando in modo irreversibile strutture e mezzi di cantiere. Anche a San Didero non sono mancati i sabotaggi: sono stati resi inservibili alcuni mezzi da lavoro e delle forze dell’ordine, insieme alla struttura destinata a diventare i futuri uffici della Sitaf.
A San Didero la polizia non ha lesinato lacrimogeni lanciati ad altezza uomo, con l’obiettivo di ferire chi manifestava.
In Clarea, l’azione ha raggiunto il perimetro del sito di Chiomonte, percorrendo i sentieri. Anche qui è stato aperto un varco, consentendo ai No Tav di penetrare l’area e presidiarla per oltre un’ora, durante la quale alcune strutture sono state nuovamente sabotate.
Al ritorno, i diversi spezzoni si sono riuniti, festeggiando quella che è stata una viva e incisiva giornata di lotta No Tav. Lungi dall’essere pacificata, la Valsusa resta un territorio da difendere e liberare!
Avanti No Tav!






