mercoledì, Luglio 22, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Val di Susa] Intervista all’Assemblea Bassa Valle

Sezione di Torino by Sezione di Torino
Luglio 29, 2025
in Federazione Piemonte
A A
0
0
SHARES
26
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Durante il Festival Alta Felicità (Venaus, 25-27 luglio) abbiamo avuto modo di confrontarci con diverse realtà locali e nazionali, raccogliendo esperienze di organizzazione e di coordinamento che mostrano l’enorme capillarità della resistenza spontanea delle masse popolari al procedere della crisi e della guerra in tutto il paese. Tra queste, abbiamo intervistato le compagne e i compagni dell’Assemblea Bassa Valle della Val di Susa: un percorso “giovane” ma che ha le radici ben piantate nella lotta valsusina e nella sua storia. Pertanto, rappresenta nuova linfa per la riscossa popolare di questo resistente territorio. Infatti, dall’intervista, emerge bene il forte legame con la propria terra e i suoi bisogni e la necessità di organizzarsi e fare rete per non solo resistere alla devastazione e al saccheggio ma anche per imporre una nuova governabilità dal basso.

1. Potete presentarvi?

L’Assemblea Bassa Valle nasce all’inizio di maggio in preparazione di quella che è stata la marcia del 10 maggio organizzata dal Movimento No Tav contro il nuovo cantiere a Traduerivi di Susa. In quell’occasione ci siamo incontrati ed eravamo diverse persone provenienti da molteplici realtà che animano la bassa Val di Susa e abbiamo sentito l’esigenza di organizzarsi e coordinarsi in modo che potessimo fare qualcosa che fosse collettivo e che fosse in un’ottica di mutuo appoggio e di intersezionalità nei confronti della lotta. Da inizio maggio, ci stiamo muovendo facendo delle assemblee pubbliche aperte a tutti dove è possibile partecipare e organizzandoci su diverse tematiche. La prima per importanza è stata l’organizzazione della manifestazione del 5 luglio di Val di Susa per la Palestina “Mi Gaza es tu Gaza”, la nostra prima iniziativa. Ci rendiamo conto, infatti, che il TAV è una delle manifestazioni concrete di un sistema problematico e sempre più oppressivo delle persone e dei luoghi marginalizzati. Pertanto essendo il problema sistemico, la soluzione deve essere collettiva. Desideriamo quindi immaginare una capillarità di presidi di controcultura sul territorio della Bassa Valle, cercando una risposta che conosca e si prenda cura dei bisogni del territorio, dell’ecosistema di cui facciamo parte.

L’attenzione al locale è richiamata anche nel nome stesso (Assemblea Bassa Valle) che, senza voler mettere confini arbitrari che non ci piacciono, si riferisce al territorio che si estende da Avigliana a Condove, Vaie. Quindi, l’Assemblea Bassa Valle è innanzitutto un coordinamento di tantissime realtà eterogenee, associazioni, collettivi, persone, che esistono e che hanno una loro forza, che hanno una loro capacità e sensibilità nell’affrontare alcune tematiche sulle quali desideriamo sensibilizzare altre persone, in un’ottica di vicendevole appoggio.

2. Ecco, potete dirci com’è andata questa prima mobilitazione e che bilancio ne fate?

È stata una marcia non molta lunga ma ricca di interventi, testimonianze, in particolare c’è stato l’intervento da parte di BDS che ha illustrato cosa possiamo fare nel nostro piccolo per boicottare Israele. Tramite alcune persone dell’Assemblea siamo riusciti ad ottenere testimonianze da parte di persone palestinesi quindi durante il corteo sono state fatte sentire. Infine il corteo si è concluso al parco dell’Alveare (ad Avigliana) dove c’era un banchetto organizzato dai contadini e dalle contadine del movimento terra con dei prodotti a chilometro zero da loro preparati.

Il motivo del per cui abbiamo deciso di organizzare questa manifestazione è perché ci sembra insostenibile la situazione che il popolo palestinese ormai da troppo tempo sta subendo quindi volevamo esprimere la nostra solidarietà nei confronti del popolo palestinese e il nostro dissenso nei confronti di Israele e dello stesso governo Meloni che non si sta mobilitando per dissociarsi.

All’inizio del corteo abbiamo anche deciso di fare un intervento simbolico all’interno del McDonald’s di Avigliana ed è stato letto un comunicato (vedi sotto) in cui venivano spiegati i motivi per i quali bisogna boicottare il McDonald’s per via della sua complicità nel genocidio e del suo supporto nei confronti di Israele e per le sue responsabilità nello sfruttamento dei territori, dei lavoratori e degli animali. Per collegarci al punto che abbiamo citato inizialmente, quello dell’intersezionalità, all’interno del McDonald’s e nel comunicato che è stato letto, venivano toccati più punti dalla complicità di McDonald’s con l’esercito Israeliano alle logiche di sfruttamento di persone e territori, in modo che potessimo dare alle persone presenti un quadro più completo di quello che McDonald veramente è.

L’impegno in solidarietà alla Palestina continua, intanto, con una raccolta fondi che durerà fino al 3 agosto, e prossimamente con altre iniziative e incontri. I soldi donati per la raccolta fondi saranno inviati direttamente in Palestina, tramite l’associazione UAWC (Union of Agricultural Work Committees), una delle principali organizzazioni agricole di sviluppo in Palestina fondata nel 1986 da agronomi volontari. UAWC ha costituito una rete di oltre 50 comitati contadini locali sia a Gaza che in Cisgiordania, dando così un sostegno concreto nell’intervento immediato per la fornitura di cibo e acqua per le famiglie colpite e sfollate a Gaza e per la fornitura di tende e vestiti (è possibile donare tramite Satispay).  

3. Al termine della manifestazione del 5 luglio avete creato un momento con i contadini del territorio, quindi sussiste un diretto collante con la terra valsusina. Pertanto, che legame sussiste tra la lotta in Val di Susa con il movimento NO TAV e la solidarietà con il popolo palestinese contro il genocidio sionista e la sua lotta di liberazione nazionale?

Vorrei ringraziarti perché questa è una domanda fondamentale per capire effettivamente perché Assemblea Bassa Valle ha deciso di partire con un’iniziativa di solidarietà alla resistenza Palestinese. Infatti, la Val di Susa è 30 anni che lotta contro un sistema che vede nel capitalismo e nella colonizzazione delle terre e dello sfruttamento di esse il suo fondamento. Un sistema quindi da abbattere, contro il quale mobilitarsi. Non siamo soltanto noi a dirlo: abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone palestinesi che ci hanno proprio detto questa cosa. La solidarietà al popolo palestinese non deve essere meramente performativa, come limitarsi ad esporre bandiere o fare dei piccoli rituali. È fondamentale opporci al sistema colonialista e imperialista che è il sistema occidentale che è lo stesso sistema che vuole il TAV, che lo vuole perché consente la realizzazione del “Corridoio 5” (Lisbona-Kiev), diventato un’opera strategica anche per la guerra.

Ci sono tantissimi punti che riguardano tanto la resistenza Palestinese quanto il Movimento NO TAV, per esempio la narrazione che viene fatta della “resistenza”. Una delle cose importanti da capire è che la resistenza Palestinese viene raccontata come una resistenza terroristica, Hamas viene riconosciuto come un’organizzazione terroristica da molte potenze occidentali e al contempo la narrazione del movimento NO TAV è stata di associazione a delinquere, accusa poi caduta nel Processo Sovrano. Quindi, svelare questa narrazione e vederla da un’altra prospettiva è fondamentale, rendendosi conto che il modo in cui la resistenza viene raccontata non può venire dall’esterno. Non può essere l’Occidente a raccontare la resistenza Palestinese e non può essere qualcuno che abita al di fuori del territorio valsusino a raccontare la resistenza in Val di Susa. Ovviamente, c’è il fortissimo legame con la terra: la resistenza Palestinese resiste perché sono state portate vie le proprie terre; in Val di Susa si resiste perché si vuole difendere questa terra, anche per la tematica ambientalista. La lotta non può essere monotematica, deve essere sistemica e collettiva.

4. Durante il Festival Alta Felicità, il 26 luglio c’è stata un’importante marcia NO TAV che ha combattuto su tre fronti riconquistando, legittimamente, anche pezzi di territorio Nella notte invece è arrivata la ritorsione con l’incendio del presidio di San Didero. Volete commentare quanto accaduto?

Il Festival Alta Felicità non è solamente un festival musicale ma anzi, la musica fa da contorno a tutto il resto. È un mondo di persone diverse con sogni diversi che cercano di realizzarli in maniera collettiva cercando di non lasciare indietro nessuno. La manifestazione del 26 luglio si è mossa su più fronti (Susa, San Didero e Val Clarea) ed è stata una manifestazione di carattere e vigorosa. È importante raccontare quanto accaduto in relazione al contesto di militarizzazione e devastazione che caratterizza i cantieri della Valle. Estrapolare il racconto della manifestazione da quanto succede in valle da 30 anni è una narrazione estremamente parziale e fuorviante, figlia di una narrativa che apertamente osteggia ogni forma di dissenso ponendo al centro del discorso unicamente il profitto. L’indomani, ci siamo ritrovati a leggere quelli che sono gli interventi di ministri e simili che utilizzano una narrativa così lontana per chi è all’interno del Movimento. In un mondo così riduzionista sembra che l’attacco al cantiere risulti un atto di violenza. Cos’è effettivamente la violenza se non il cementificare queste aree, se privarle agli ecosistemi dei quali fanno parte, se privarle alla vita delle persone che li vivono tutti i giorni. Se mettere a repentaglio la salute delle persone che questi territori li vivono non è una prima forma violenza, allora c’è da interrogarsi su quale sia il concetto stesso di violenza e quale sia quello di resistenza, e il 26 luglio rientra in questa seconda.

L’incendio del presidio NO TAV a San Didero non è altro che la classica manifestazione muscolare che abbiamo visto tante volte: non sappiamo da chi sia arrivata “ufficialmente”, ma è una risposta di stampo filo-mafioso che non fa altro che alimentare le convinzioni che siamo dalla parte giusta.

Inoltre, la resistenza non si fa solamente occupando le piazze, ma si fa anche con l’arte, con la musica, coltivando la propria terra, mangiando insieme, organizzando momenti di socialità come questo Festival. È necessario che ci sia tutto questo, non bisogna liquidare il Festival come un festival qualunque. È un momento di socialità estremante rivoluzionario che sovverte le logiche di tutti gli altri festival: è gratuito, si campeggia gratuitamente, si vive il luogo che viene devastato dall’opera del TAV e lo si conosce, si conoscono le persone che lo abitano. Si vivono in qualche modo tre giorni di quotidianità della Valle attraverso la musica, l’arte, i libri, le magliette… tutto quello che viene proposto dal Festival è un momento in sé rivoluzionario. La marcia poi, è il momento più bello.

5. Prospettive e prossimi passi?

Il 18 luglio ci siamo trovate e ritrovati per discutere sulle nostre impressioni della manifestazione del 5 luglio ma anche per confrontarci sui prossimi obiettivi dell’Assemblea. Sicuramente uno dei prossimi obiettivi è quello di trovare una casa al progetto, in modo da non rimanere un progetto itinerante ma trovare un luogo che ci ospiti.

Per quanto riguarda i temi futuri che vogliamo trattare sicuramente ci sono la questione del riarmo, la questione dei servizi – quindi sanità, infrastrutture, l’istruzione – che in territori marginalizzati come le valli montane vengono continuamente tagliati e con i cantieri operativi la questione peggiora ulteriormente. Intendiamo affrontare il tema delle migrazioni, questo territorio di confine infatti è particolarmente interessato dalle rotte migratorie, vogliamo attivarci soprattutto per tutti coloro che per qualunque ragione rimangono per un certo periodo in Valle e che vengono tendenzialmente abbandonati a loro stessi. Pensiamo di parlarne più concretamente a settembre quando ci ritroveremo in assemblea ma sicuramente il 27 settembre saremo al laboratorio La Calcinera e dall’associazione Silvia di Zenzero per ritrovarci in un pomeriggio di collettività e socialità.

***

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

La marcia No Tav invade i cantieri. Un esempio di violazione del DL Sicurezza

Next Post

Conferenza di Bogotà: 12 stati approvano misure immediate contro Israele

Related Posts

[Piemonte] Questioni di classe
Federazione Piemonte

[Piemonte] Questioni di classe

by Sezione di Torino
Giugno 18, 2026
0

...

[Val di Susa] Alice libera subito!
Federazione Piemonte

[Val di Susa] Alice libera subito!

by Sezione di Torino
Marzo 28, 2026
0

...

[Torino] Aska, Comala, Neruda… Le mani del PD sulla città: tagliamole!

[Torino] Aska, Comala, Neruda… Le mani del PD sulla città: tagliamole!

Febbraio 24, 2026
[Torino] Agnelli-Elkann: la faccia come il culo!

[Torino] Agnelli-Elkann: la faccia come il culo!

Gennaio 29, 2026
Intervista ad Angela Lano di InfoPal.it

Intervista ad Angela Lano di InfoPal.it

Gennaio 27, 2026
[Torino] Siamo e saremo al fianco degli studenti, muratori del futuro!

[Torino] Siamo e saremo al fianco degli studenti, muratori del futuro!

Dicembre 31, 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d