Verso la Festa della Riscossa Popolare
Siamo in guerra. Che sia sul fronte esterno o su quello interno, ne siamo consapevoli. La vita concreta delle masse popolari ce lo dimostra quotidianamente tra devastazione del presente e divieto d’accesso a un degno futuro per opera del capitalismo in cancrena. Ma non è una condanna senza appello. La soluzione c’è e si chiama rivoluzione socialista. La questione del governo del paese, che attui le parti progressiste della Costituzione del 1948 nata dalla Resistenza antifascista, è la strada da imboccare e perseguire nell’immediato. Che sia necessario invertire la rotta lo conferma, drammaticamente, la scomparsa di due giovani compagni. Due giovani vite spezzate perché questa società capitalista è tossica ed esiziale. Sono caduti della guerra che subiamo, fatta di intossicazione dei cuori e delle menti, di precarietà, di assenza di spazi di aggregazione sani e di prospettive luminose. Invertire la rotta lo dobbiamo – anche – a loro. Con loro, sempre al nostro fianco. Sono questioni di classe. Sono questioni di lotta di classe.
Il bollettino di guerra è in costante aggiornamento e l’azione repressiva del governo Meloni ne è cartina al tornasole. Dalle operazioni politico-giudiziarie agitando i reati associativi e attraverso teoremi di “terrorismo”, non da ultime quelle ai danni del P.CARC e dell’area anarchica (che ha coinvolto anche la Valle di Susa), alla repressione aziendale fino alle sanzioni economiche contro chi non china la testa di fronte a guerra e genocidio. E a Torino lo sappiamo bene. Così come sappiamo bene che “si parte e si torna insieme”, senza mai lasciare indietro o solo nessuno. Mentre il Processo “Sovrano” contro il Movimento No Tav e Askatasuna, di cui la prossima udienza sarà il 6 luglio, procede, negli ultimi giorni il parterre dell’attacco nemico si è arricchito. Richieste di “sorveglianza speciale” a Stefano e Sara (misure “anti-mafia” che però hanno una natura anticomunista, come il 41 bis che è figlio delle leggi speciali contro le Organizzazioni comuniste combattenti negli anni Settanta e Ottanta); nuove sanzioni per il 25 aprile al comitato Vanchiglia insieme; denuncia di Leonardo ai danni di Extinction Rebellion per aver scritto sulla ciminiera di C.so Francia “Life Not War” (“Vita, non guerra”); multe prefettizie – figlie della depenalizzazione dell’art. 18 del Tulps, misura tesa a colpire i proletari dove fa più male e cioè nel portafoglio – che stanno piovendo sul movimento cittadino organizzato e non.
Tutto ciò non è però dimostrazione della forza del nemico, bensì di una sua crescente debolezza perché sente il terreno venirgli meno sotto i propri piedi. Pertanto,risponde con nevrosi politica e nervosismo repressivo nel, vano, tentativo di celare le proprie responsabilità di classe. D’altronde, terrorista è chi è complice del genocidio, garante degli omicidi sul lavoro e mandante del collasso di Sanità e Istruzione pubbliche. Facciamo di questi attacchi un’occasione per farla finita con questi aguzzini!
Infatti, come abbiamo già avuto modo di scrivere, “le accuse rivolte da chi quotidianamente opera per produrre e riprodurre l’oppressione delle masse popolari e lo sfruttamento dei lavoratori, il sistema della guerra, il genocidio in Palestina, la collaborazione con i sionisti d’Israele, con gli imperialisti Usa e con gli sciacalli della Ue sono SOLTANTO fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Sono intossicazione delle coscienze. Sono il tentativo di manipolare le masse popolari in modo che la frustrazione, il malessere, il senso di impotenza di fronte al marasma che dilaga e a cui la classe dominante le costringe sia incanalato non contro chi ne è responsabile, ma contro chi si solleva. […] Le roboanti e sensazionali accuse di terrorismo, di devastazione e saccheggio sono la copertura che i veri terroristi, i veri devastatori e i veri saccheggiatori usano per condurre processi politici contro chi non spaccia rassegnazione, contro chi non predica sottomissione alla classe dominante, contro chi si organizza per contrattaccare”.
Che la repressione sia quindi un volano per avanzare nell’organizzazione e nel coordinamento operaio e popolare ovunque, facendo valere sempre e comunque la solidarietà di classe ed elaborando le misure che servono alle masse popolari fino ad imporle e a farle ingoiare a chi ci governa!
Come passare dalla difesa e dalla resistenza al contrattacco ne parliamo, tutte e tutti insieme, alla Festa della Riscossa Popolare che si terrà a Bussoleno (TO) presso la sede dell’Ass. “La Credenza” sabato 20 giugno alle 17:00.
Vi aspettiamo!
Toccano uno, toccano tutti! La lotta alla repressione è lotta politica rivoluzionaria!
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Piccolo Manuale di Autodifesa Legale – Edizioni Rapporti Sociali
ll Piccolo Manuale di Autodifesa Legale, pubblicato nella sua prima versione nel 2011 dal Partito dei Carc, nasce con lo specifico intento di offrire uno strumento formativo alle compagne e ai compagni. L’obiettivo primario è quello di prepararli a gestire efficacemente le situazioni più ricorrenti legate alle azioni repressive condotte dagli apparati dello Stato contro i comunisti, le avanguardie di lotta e il movimento di resistenza popolare. Quella che presentiamo è una versione aggiornata, che approfondisce temi già trattati e ne introduce di nuovi.
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