Ventuno persone – tra cui giornalisti e parlamentari – sono state rapite e incarcerate dopo che le forze navali israeliane hanno assaltato e sequestrato illegalmente Handala, una imbarcazione della Freedom Flotilla Coalition.
Tutto questo è avvenuto in maniera totalmente illegale in acque internazionali, alle ore 23:43 (ora palestinese) del 26 luglio 2025. Da quel momento si sono persi i contatti con gli attivisti. Se non la diffusione di un messaggio registrato precedentemente in caso di blocchi o arresti.
La nave non è mai entrata nelle acque territoriali israeliane (e nemmeno aveva l’obiettivo di farlo) ma era diretta verso le acque territoriali dello Stato di Palestina, come riconosciuto dal diritto internazionale. L’assalto alla nave, il sequestro e l’arresto di chi era a bordo è l’ennesimo abuso e violazione di ogni forma di diritto internazionale da parte degli israeliani.
Del resto dai criminali di guerra che stanno portando avanti un genocidio in diretta mondiale ed estendendo la guerra a tutto il Medioriente non ci si può aspettare nulla di diverso. Ulteriore conferma che la Palestina potrà essere libera solo quando tutto il territorio sarà liberato dal fiume al mare e quando lo stato terrorista, confessionale, razzista e colonialista di Israele smetterà di esistere.
Attraverso un video messaggio di Antonio Mazzeo gli attivisti della Freedom Flotilla hanno espresso la loro completa sfiducia verso le autorità israeliane e di tutti i governi complici del genocidio in corso a Gaza, per questo hanno chiamato alla mobilitazione e alla solidarietà.
Il Partito dei Carc raccoglie l’appello lanciato ed esprime la sua massima solidarietà e complicità, chiamiamo tutti i comunisti, gli antimperialisti e tutti i solidali con la causa palestinese a fare lo stesso.
Chiamiamo a partecipare alle mobilitazioni inette in queste ore dalle reti di solidarietà come quelle che si sono tenute nella giornata di ieri a Napoli con una passeggiata rumorosa che ha attraversato la città e a Lecce con un presidio di Salento per la Palestina a piazza Sant’Oronzo e altre sono in programma in queste ore nelle principali città.
Mobilitazioni che oltre a esprimere solidarietà devono fare pressione sulle autorità italiane – dal governo fino alle amministrazioni comunali – perché condannino l’aggressione pirata dello stato terrorista e colonialista di Israele. L’esempio viene dal sindaco di Messina che ha indetto anche un consiglio comunale monotematico per la liberazione degli attivisti.
Chiamiamo, infine, tutte e tutti a partecipare alla “mail bombing” per inondare di messaggi gli organi pertinenti, per il rilascio dei volontari della Handala. Farlo è molto semplice, basta cliccare a questo link e inserire i propri dati: https://newscord.org/action.
La solidarietà è un’arma che dobbiamo usare per difenderci dagli attacchi del nemico per cui è importante la massima mobilitazione per il rilascio degli attivisti della nave Handala.
Ma la solidarietà è anche un’arma che dobbiamo utilizzare per passare all’attacco, per alimentare la lotta contro il governo Meloni complice del genocidio a Gaza e fare piazza pulita del resto dei guerrafondai e criminali che infestano il parlamento, le istituzioni e le amministrazioni locali del nostro paese.
Per dirlo con le parole di Yaya Sinwar partigiano palestinese e dirigente di Hamas: “non aspettate o chiedete giustizia, siate giustizia”.
Leggi anche Cacciare il governo della guerra, del riarmo e della repressione






