Apprendiamo dalla stampa la decisione del Prefetto di Pisa di ripristinare la zona rossa nelle aree circostanti la Stazione, un provvedimento fortemente caldeggiato dal Sindaco di Pisa Michele Conti (Lega) in nome della “tutela della legalità e del decoro urbano nel quartiere”, in particolare in seguito ad alcuni episodi di violenza occorsi la scorsa settimana. In questi giorni abbiamo assistito anche a tentativi di vario genere dei partiti del centrodestra di cavalcare contraddizioni reali delle masse popolari per seminare guerra fra poveri e mobilitazione reazionaria: dal banchetto in Piazza della Stazione di Fratelli d’Italia a quello della Lega al CEP, quartiere per il quale addirittura Fratelli d’Italia promette l’istituzione, entro fine anno, di un presidio fisso della Polizia Municipale.
Come Partito dei CARC nelle ultime due settimane in cui siamo stati impegnati nella costruzione e propaganda della Festa Nazionale della Riscossa Popolare abbiamo intensificato il lavoro nella città e in provincia di Pisa, siamo stati nei quartieri popolari, al CEP, a S. Ermete, siamo stati davanti ai cancelli della AllCo a sostenere i lavoratori in sciopero, alla Piaggio di Pontedera, ai mercati popolari, fuori dall’Ospedale di Cisanello. In ogni occasione abbiamo cercato di farci “occhi e orecchie” delle masse popolari e dalle numerose (e diverse fra loro) conversazioni che abbiamo avuto emerge un chiaro dato politico: l’Amministrazione Comunale di questa città non sta dando risposta a nessuna delle esigenze dei proletari e delle proletarie. Gli abitanti dei quartieri ci hanno parlato di emergenza abitativa – centinaia di immobili sfitti, migliaia di richieste per le case popolari ma assegnazioni mensili che si contano sulle dita di una mano: tanti, invece, gli sfratti -, di liste d’attesa infinite per le prestazioni sanitarie, di mancanza di spazi popolari per l’aggregazione, lo sport e la cultura. Nel quadro di un contesto di questo tipo, sì, ci hanno anche parlato di degrado, spaccio, abbrutimento, questioni con le quali oggettivamente si ritrovano a fare i conti tutti quelli che per vivere hanno bisogno di lavorare e non certo i ricchi.
Il punto è che tali questioni hanno radici ben profonde e sono da ricercare nella disoccupazione e precarietà, nella povertà e nell’emarginazione sociale che ne deriva: in sostanza, si tratta di contraddizioni generate dalle politiche criminali perpetrate nella città di Pisa prima dal Partito Democratico e poi – con una perfetta continuità – dall’attuale Giunta di centrodestra, le istituzioni sono le vere e principali responsabili della situazione in cui versano i quartieri popolari! La “riqualificazione dei quartieri” di cui si riempie la bocca Conti, atteggiandosi a paladino della sicurezza, non vuol dire nient’altro che telecamere, zone rosse, aumento della repressione, del controllo sociale e della militarizzazione del territorio… tutte misure di cui, fra l’altro, le masse popolari pisane hanno già sperimentato l’inefficacia (ricordiamo che la zona rossa alla Stazione era già stata istituita nei mesi precedenti e, ovviamente, non ha risolto il problema…)! Come mai il sindaco Conti, invece di fare propaganda sulla pelle delle masse popolari, non si mette seriamente a promuovere delle politiche di coesione sociale e di integrazione, come mai non organizza i tanti disoccupati per svolgere i tanti piccoli lavori utili che servirebbero per una vera riqualificazione dei quartieri?
Proprio il lavoro, utile e dignitoso, è infatti l’aspetto principale per ricostruire un tessuto sociale sano, per garantire condizioni di vita decenti e per rimuovere alla radice, in definitiva, il terreno sul quale proliferano degrado e abbrutimento: eppure, anche a Pisa e provincia, i posti di lavoro si perdono, aumentano i licenziamenti, pensiamo al caso della Saint Gobain, solo per citarne uno. La verità è che l’attuale Giunta, al pari – sia chiaro – della precedente, per la sua stessa natura, per gli interessi economici che difende e ai quali risponde, non può intraprendere neanche uno dei provvedimenti sopra elencati ed è per questo che la via su cui le masse popolari organizzate pisane devono immettersi è quella di cacciarla e sostituirla con un’Amministrazione locale d’emergenza.
Serve un’amministrazione che basi il proprio operato sui progetti alternativi di gestione della città presentati dai comitati e dagli abitanti dei quartieri, che garantisca ai propri cittadini le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione attiva alla gestione della società, un’amministrazione che prenda una posizione netta contro i crescenti progetti di militarizzazione che interessano la città di Pisa, un’amministrazione partigiana della Palestina libera e non rappresentata dal manipolo di omuncoli che qualche settimana fa scappavano rincorsi dai cittadini dopo aver bocciato la mozione popolare in solidarietà al popolo palestinese.
La Festa Nazionale della Riscossa Popolare che si terrà dal 31 luglio al 3 agosto al Circolo ARCI di Putignano vuole essere anche uno spazio di discussione e organizzazione rispetto a questi temi, in particolare segnaliamo gli appuntamenti della giornata del 31 (l’assemblea dei comitati territoriali “Come la terza guerra mondiale sta devastando la sanità e l’ambiente in Toscana”, nella quale si parlerà anche di come cacciare i partiti delle Larghe Intese dal governo della città e della regione), del 2 agosto (una giornata interamente dedicata allo sport popolare, per valorizzare le molte esperienze di organizzazione dal basso che esistono anche in questo ambito) e del 3 agosto, il dibattito “Organizzare la resistenza al Governo Meloni e al suo decreto sicurezza”.
Nei prossimi giorni continuerete a trovarci per le strade e nei quartieri di Pisa, questo pomeriggio alle 18:00 allestiremo un banchetto informativo nel quartiere di Sant’Ermete presso il quale sarà anche possibile firmare la raccolta firme che abbiamo organizzato in solidarietà al nostro compagno Gianluca Marinai della Sezione di Cecina, compagno che sta affrontando un processo per una scritta che chiamava alla solidarietà con la resistenza del popolo palestinese, apparsa su un muro pubblico a Cecina. La mattina di sabato 2 agosto ci diamo appuntamento alle ore 10:00 nella piazzetta di Via Giuseppe Sirtori, nel quartiere popolare di Sant’Ermete, per un presidio in solidarietà a Gianluca Marinai e a tutti i proletari e le proletarie che lottano in ogni parte del mondo per la vittoria del popolo palestinese e che la classe dominante tenta di reprimere.
Cacciamo il Sindaco Conti e la Giunta della repressione e della guerra! Che ogni zona rossa diventi zona di riscossa!


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