Dibattito congressuale, contributo della Sezione di Brescia

L’esempio della Gkn è uno spiraglio del nuovo che verrà o il lascito dei Consigli di Fabbrica degli anni Settanta?

La discussione della Dichiarazione Generale presentata al Congresso della Sezione di Brescia è stata ricca di domande, proposte di modifica e integrazione al documento, considerazioni, spunti di riflessione.

Fra le domande riportiamo quella di una giovane compagna: la lotta degli operai Gkn è davvero uno spiraglio del nuovo che verrà o è solo uno degli ultimi lasciti della prima ondata della rivoluzione proletaria e del movimento dei Consigli di Fabbrica (CdF) degli anni Settanta?

Per noi comunisti è estremamente importante dare risposta a un quesito di tale portata. L’esempio della Gkn lo riportiamo nella nostra Dichiarazione Generale proprio perché affermiamo che è un modello di ciò che occorre replicare nel paese per arrivare a renderlo ingovernabile e a imporre il Governo di Blocco Popolare (GBP).

Il dibattito sulla domanda ha fatto emergere una conclusione, che vogliamo condividere con i nostri lettori. La risposta è che l’esempio della Gkn può essere entrambe le cose.

Il Collettivo di Fabbrica della Gkn non viene dal nulla, è frutto anche dell’esperienza dei Consigli degli anni Settanta, in particolare del CdF presente in quella realtà produttiva quando era ancora la Fiat di Firenze. Dai racconti degli stessi lavoratori emerge quanto è stato importante il lascito di quell’esperienza.

Allo stesso tempo, la sua esistenza oggi è anche la prova che questa forma di organizzazione operaia ha una sua base oggettiva, essendosi ripresentata più volte nell’arco della nostra storia. Pensiamo al Biennio Rosso, alla Resistenza con i Cln di fabbrica, ai già citati anni Settanta.

La classe operaia è la classe rivoluzionaria proprio per il ruolo che svolge nella produzione di ciò che serve alla società moderna, per il suo essere portatrice di interessi direttamente antagonisti con quelli dei capitalisti e per la forma organizzativa della fabbrica, che è una forma organizzativa collettiva. Questi sono i dati oggettivi che ci rivelano perché la classe operaia è centrale nel nostro discorso, perché è la base portante della trasformazione socialista della società e, infine, perché assume propriamente quella forma di organizzazione. Chiaramente questi principi generali poi vanno a innestarsi in particolarità che non neghiamo, ma il succo del discorso non cambia, i tratti principali e decisivi sono quelli esposti.

Capire questo ci permette di portare il Collettivo di Fabbrica della Gkn come esempio fra i più avanzati e come modello, ma anche di essere consapevoli che non tutto dipende dai lavoratori Gkn.

Innanzitutto scopriamo che anche altre organizzazioni operaie e popolari hanno caratteristiche simili e svolgono un ruolo importante. Pensiamo in particolare al Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) di Genova, ma ci sono altri esempi di organizzazioni che assumono un ruolo rilevante, sia a livello locale che nazionale. Il Movimento No Tav in Val Susa, il Movimento Disoccupati 7 Novembre e il Cantiere 167 a Napoli, i Comitati per l’Acqua Pubblica, Ultima Generazione e Fridays For Future sono tutti esempi di questa tendenza.

In secondo luogo, se il collettivo Gkn cessasse di esistere e si disperdesse, se anche il Calp di Genova facesse la stessa fine, non per questo la strada verso il GBP e il socialismo sarebbe preclusa. Proprio per la struttura della nostra società, inevitabilmente si ripresenterà da qualche altra parte un embrione operaio che tenderà ad assumere, più o meno spontaneamente, una simile organizzazione, che in sostanza è proprio il corrispettivo italiano di quello che furono i soviet nel processo di sviluppo della Rivoluzione d’Ottobre del 1917.

Non è un caso che, venuta meno la forza e il traino del movimento comunista, i Consigli di Fabbrica degli anni Settanta siano stati smantellati dai sindacati di regime, via via sempre più collusi con i padroni e i governi.

Confortati da questi dati oggettivi, possiamo concludere la risposta ragionando su quello che è il nostro ruolo.

Se l’esempio della Gkn sarà un barlume di quello che verrà o meno dipende dall’opera dei comunisti, da quanto i comunisti saranno capaci di fare di quell’esperienza un modello che contrasti la rassegnazione che regna ancora nelle maggior parte delle fabbriche e nei pensieri della classe operaia. La realtà oggettiva dice che per sopravvivere la classe operaia ha la necessità di organizzarsi, quindi abbiamo terreno per seminare, arare e raccogliere frutti. Dobbiamo incanalare questa e altre esperienze nella lotta per imporre il GBP, che in questa fase è la via più breve per arrivare al socialismo.

Dobbiamo essere consapevoli che è un lavoro che non faranno altri al nostro posto. Dicendo questo parliamo della Carovana del (n)PCI di cui il P.CARC fa parte, ma anche degli altri partiti che compongono il movimento comunista cosciente e organizzato del nostro paese. È una faccenda che riguarda tutti i comunisti.

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