I lavoratori della ex-Embraco di Riva di Chieri (TO) sono in presidio permanente da metà maggio in Piazza Castello a Torino, davanti alla sede della Regione Piemonte per chiedere che venga trovata una soluzione alla loro situazione. I quasi 700 lavoratori dell’azienda del gruppo Whirlpool più l’indotto, dopo 4 anni dalla chiusura dello stabilimento, sono stati portati in giro da padroni e politici borghesi, con false promesse di nuovi piani industriali e utilizzo di ammortizzatori sociali.

Ad oggi, i lavoratori sono ancora in cassa integrazione, ma la CIG che dovrebbe essere rinnovata per altri 6 mesi, di certo non rappresenta una soluzione per gli operai e le loro famiglie. Per questo al presidio in piazza è stata montata anche una Tenda del Lavoro e in queste settimane gli operai stanno andando da tutti i candidati a sindaco di Torino per chiedere loro di occuparsi della loro situazione; erano presenti anche alla manifestazione dei sindacati confederali del 26 giugno in città. Bene fanno i lavoratori a recarsi dai candidati a sindaco: sono i politici che devono mettersi al servizio dei cittadini e non viceversa. Ora il passo in più che gli operai devono fare è quello di costringerli a passare dalle promesse ai fatti, incalzandoli già da ora perché si mettano concretamente al servizio della loro lotta.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di bloccare i licenziamenti, che avranno effetto dal 23 luglio 2021, e il tavolo regionale sarà riconvocato nei prossimi giorni.
Nel frattempo FIM, FIOM, UILM, UGLM Torino ribadiscono la richiesta di incontro al MiSE per capire se il progetto Italcomp (la creazione di un polo per la produzione di compressori che dovrebbe riassorbire i lavoratori in CIG) procede, oppure se il governo intende proporre una soluzione alternativa.

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