Stralcio di un articolo pubblicato dall’Agenzia Stampa Staffetta Rossa l’1 giugno 2026 su www.carc.it
“Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci” e “I leccaculo dei giudei”: sono questi i messaggi e le frasi antisemite espresse dal candidato alla presidenza provinciale di FdI Cristian Zanetti, dal consigliere comunale di Trento Daniele Demattè e dalla responsabile del dipartimento regionale tutela vittime di violenza Silvia Farci. Il tutto è stato pubblicato da Il Domani lo scorso 26 maggio.
Alla notizia è seguito il solito attacco di gommapiuma dagli esponenti del campo largo in parlamento e la solita sceneggiata.
Il fatto che ci siano degli antisemiti in FdI che ricoprono funzioni politiche e cariche pubbliche viene derubricato a bravata, a libera espressione personale. Insomma “una tempesta in un bicchiere d’acqua”, come la definisce Donzelli. E a tutti va bene così. Vicenda chiusa.
Due pesi e due misure…
A fine febbraio 2026, nove persone, di cui sette membri del P. Carc, sono state accusate del reato di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa (art. 604 del codice penale), istigazione a delinquere (art. 414) – per alcuni in concorso (art. 81) – con l’aggravante, fra le altre possibili, che il reato è avvenuto nel contesto di manifestazioni pubbliche (art. 339). Il pretesto dell’indagine – maturata nel contesto dell’approvazione del “decreto Romeo” che equipara antisionismo e antisemitismo – è l’aver esposto durante la manifestazione del 28 settembre 2024 a Milano, dei cartelli con i volti di alcuni agenti sionisti che operano nei gangli della società e delle istituzioni, accompagnati da citazioni pubbliche degli stessi per le quali, ognuno di loro, è definito agente sionista.
Indagini e procedimenti giudiziari con accuse di istigazione all’odio razziale per antisemitismo si estendono a organizzazioni come Antitesi, a esponenti pubblici e della società civile, a chi denuncia e contesta la presenza di sionisti nei propri territori, negli autogrill o sul posto di lavoro. Insomma, un’applicazione anzitempo del Decreto Romeo tutta riservata a chi oggi parla di genocidio in Palestina, a chi si organizza e si mobilita per fermarlo a partire dal nostro paese.
Due pesi e due misure? Le vicende effettivamente sono diverse. È giusto e sacrosanto distinguerle. Facciamolo.
Le posizioni antisemite degli esponenti di Fratelli d’Italia non hanno niente a che fare con un attacco alle politiche criminali di Israele e agli agenti sionisti radicati nelle istituzioni, nei partiti delle Larghe intese, tra i padroni, giornalisti, affaristi, militari del nostro paese, che al contrario essi sostengono vivamente. Hanno invece a che vedere solo con la nostalgia per il Ventennio, con la promozione di una guerra tra e alle masse popolari, di qualunque religione o nazionalità siano. Sono frasi che quegli esponenti non hanno il coraggio di pronunciare pubblicamente perché sono effettivamente razziste.
Le posizioni che, come Partito, portiamo nelle piazze e che esprimiamo in tutta la nostra pubblicistica, che esprime chi ogni giorno si mobilita in solidarietà al popolo palestinese – al contrario – non hanno niente a che vedere con i retaggi antisemiti. Hanno invece a che fare con la lotta per fermare la spirale della Terza guerra mondiale, con quella contro gli agenti sionisti che nel nostro paese finanziano e sostengono il genocidio del popolo palestinese e la guerra interna contro le masse popolari italiane. Sono posizioni che rivendichiamo, portiamo in piazza e ripeteremo sempre.
Se ce ne fosse ancora bisogno, insomma, la vicenda mostra per l’ennesima volta l’uso strumentale che dell’antisemitismo fa il governo per incriminare il vasto movimento in solidarietà alla Palestina che negli scorsi mesi lo ha fatto vacillare. Infatti, multe, denunce, perquisizioni e pesanti accuse sono arrivate e continuano ad arrivare senza soluzione di continuità a tutti i principali promotori e ai partecipanti di quel movimento. Un’ondata di repressione che sta colpendo da nord a sud un ampio spettro di realtà e singoli, esponenti politici, sindacali, lavoratori, studenti, intellettuali.
Per quanto ci riguarda, un attacco che si combina al “teorema terrorismo” orchestrato dalla Procura di Napoli, sotto pressione di esponenti di Fratelli d’Italia che da mesi incitavano il Ministro Piantedosi e la polizia a “smantellare il P.Carc” perché aveva osato scrivere sui volantini: “cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo che attua la Costituzione del 1948″. (…)




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