Non sono passate neppure due settimane da quando il governo italiano ha chiesto alla colonia di Israele le scuse formali per aver assaltato le navi della Global Sumud Flotilla, alcune battenti bandiera italiana, a colpi di armi da fuoco.
Non sono passate neppure due settimane dalle immagini delle torture e delle umiliazioni a cui l’equipaggio della GSF è stato sottoposto.
Non è passata nemmeno un’ora dalle notizie della strage continua in Palestina e in Libano per mano dei soldati israeliani hanno fatto il giro del mondo.
Il 28 maggio è stata aperta la tratta aerea Israele Cagliari-Elmas e Alghero attraverso cui i soldati israeliani e le loro famiglie lasciano le terre che hanno devastato per un periodo di riposo e relax.
Ospitati in strutture di lusso, “esclusive”, presidiate dalle forze dell’ordine italiane e dal Mossad.
No, Israele non ha porto nessuna scusa ai leccaculo del governo Meloni.
No, non risulta neppure che il governo italiano stia dando seguito alle indicazioni del Tribunale internazionale che dispone di arrestare i criminali di guerra.
Se c’è un levata di coscienza, quella viene dai movimenti popolari.
Che, sfidando la repressione e la criminalizzazione, denunciano questa ennesima manifestazione di complicità del governo e delle istituzioni italiane con il genocidio in Palestina.
Ancora una volta la questione è politica. Mille proteste giuste, sacrosante, coraggiose si scontrano con la complicità del governo e delle istituzioni.
Eccola ancora una volta la questione politica dirompente: dobbiamo imporre un governo che sospende il turismo dell’orrore. E che metta i ceppi ai criminali di guerra israeliani.




![[Roma] Per una rossa primavera, contro settarismo e guerra tra bande](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/03/1-25.jpeg?fit=1080%2C720&ssl=1)

