Il 15 aprile ha segnato il secondo anno dell’accordo siglato da Leonardo Spa e Rete Ferroviaria Italiana per garantire l’utilizzo prioritario delle infrastrutture ferroviarie per lo spostamento di materiale bellico.
In questa occasione il collettivo Ferroviere/i contro la guerra, sostenuto dal Coordinamento antimilitarista livornese, dal Movimento No base né a Coltano né altrove e dai sindacati di base Sgb, Cub, Si Cobas e da Diritti in Comune, ha organizzato volantinaggi a Livorno, Pisa, Firenze, Bologna, Pavia e Busto Arsizio.
Con questa operazione i lavoratori organizzati e le realtà solidali, che si sono coordinati in varie città, hanno informato i pendolari e gli stessi lavoratori delle ferrovie dell’esistenza dell’accordo e della necessità di interromperlo perché garantisce a Leonardo di spostare materiale bellico per il paese usufruendo delle infrastrutture pagate con i soldi pubblici a discapito della sicurezza di tutti. Di seguito il volantino che hanno distribuito.
Cosa avviene sui binari su cui viaggiamo e nelle stazioni che frequentiamo?
Oggi siamo qui per far conoscere a pendolari e viaggiatori che esattamente due anni fa, il 15 aprile del 2024, è stato firmato un “accordo di guerra” fra Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e Leonardo, la fabbrica di produzione di materiale bellico e sistemi militari avanzati. Un accordo che stabilisce il “dual use” dei binari del territorio italiano, cioè l’uso e il rafforzamento delle infrastrutture civili per il trasporto di armamenti verso i teatri di guerra.
Questo fa parte del piano di mobilità militare previsto dall’Unione Europea che stanzia miliardi di euro per spese militari – prossima tranche (2028-2034) fino a 17 miliardi di euro, con un fabbisogno complessivo stimato intorno ai 100 miliardi – di cui ben 42 milioni di euro spesi in Italia!
Miliardi per la guerra che vengono sottratti al trasporto pubblico!
Soppressioni, ritardi, sovraffollamento, bagni guasti, caro-biglietti. Disservizi continui che lasciano pendolari e studenti in balia degli eventi, con rimborsi ridicoli e con gravi ripercussioni per la collettività, utenti e lavoratori/trici.
Come collettivo Ferroviere/i contro la guerra e come personale ferroviario denunciamo da sempre le condizioni del trasporto ferroviario, con disastri e stragi (da Viareggio a Pioltello, da Andria e Corato a Livraga e Brandizzo), incidenti e incidenti mancati solo per caso, a causa dei mancati investimenti sulla sicurezza del trasporto, per la prevenzione e la manutenzione, per la messa in sicurezza dei passaggi a livello, per dispositivi anti svio dei vagoni, per efficienti sistemi frenanti.
Le stazioni di Tombolo, Pontedera, La Spezia Marittima, Genova Sampierdarena e Palmanova sono già quasi completamente attrezzate per ricevere treni militari lunghi fino a 750 metri (!!) e consentire gli spostamenti di mezzi, truppe e munizioni. Da due anni siamo mobilitati con presidi e volantinaggi, insieme a realtà antimilitariste, per informare e denunciare quanto sta avvenendo.
Come ferroviere/i continuiamo a lottare per condizioni di lavoro migliori e per la sicurezza di tutti. E con il trasporto militare abbiamo una ragione in più: crescono i rischi per chi lavora, per chi viaggia, per chi abita lungo la ferrovia. Non vogliamo che la vita dei popoli contro cui sono dirette le armi sia sacrificata in nome di questo sistema barbaro!
Sosteniamo una circolazione ferroviaria civile e sicura
Contrastiamo l’uso della rete ferroviaria a scopo bellico
Per contatti con il collettivo: [email protected]






