sabato, Luglio 18, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

25 Aprile. Una disfatta per i sionisti e per i loro servi nelle Larghe Intese

Teresa Noce by Teresa Noce
Maggio 2, 2026
in Resistenza n. 5/2026
A A
0
0
SHARES
36
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Una visione d’insieme della giornata del 25 Aprile restituisce l’immagine di una mobilitazione diffusa e capillare. Questa non è una novità, è una conferma. C’è una consistente parte delle masse popolari che mantiene un legame vivo con la Resistenza, con la Liberazione, con la memoria dei partigiani e delle partigiane e i loro valori.

Non è una cosa scontata. Decenni di propaganda martellante per trasformare il 25 Aprile in una ricorrenza di unità nazionale e conciliazione, per trasformarla da Festa della Liberazione a “festa della libertà” (sic!), decenni di governi revisionisti che si sono alternati con governi nostalgici del Ventennio non hanno soffocato il valore e il senso del 25 Aprile. Questo è un primo dato di fatto.

Nelle grandi città come nei paesi di provincia ci hanno pensato le masse popolari a riaffermare il valore della Liberazione, contestando, e in alcuni casi cacciando, gli usurpatori del 25 Aprile, gli sciacalli guerrafondai, i sionisti, i sostenitori della Nato e degli Usa.

A una visione d’insieme la giornata del 25 Aprile ha dimostrato che le grandi mobilitazioni dei mesi passati hanno “rotto un argine” e che quelle di questa primavera possono romperne un altro. La marea della mobilitazione popolare sta crescendo. In maniera impetuosa.

Una visione più particolareggiata della giornata del 25 Aprile consente di individuare alcuni dei nodi politici che sono venuti al pettine.

A Roma è emerso chiaramente che fra le varie fazioni della classe dominante ve ne sono alcune ben disposte a ricorrere al terrorismo per fare fronte alla marea montante della mobilitazione popolare.

La comunità sionista aveva rinunciato alla tradizionale provocazione a Porta San Paolo. Ufficialmente il motivo è che il 25 Aprile cadeva di sabato, giorno di Shabbat. Più concretamente il motivo è che ha voluto evitare un confronto diretto con il movimento dell’antifascismo popolare e dell’antisionismo.

Sullo sfondo di questa resa, un estremista nazi-sionista e membro della Brigata ebraica ha aperto il fuoco contro due antifascisti che indossavano i vessilli dell’Anpi nei pressi di una manifestazione. Le conseguenze pratiche sono state limitate perché l’arma era ad aria compressa e le munizioni di plastica, ma il messaggio politico è stato chiaro: un attentato armato, perché di questo si tratta, contro il movimento antifascista.

In varie città le manifestazioni sono state bersagliate dalle provocazioni, il grosso delle quali incentrate sulla pretesa di sfilare in corteo con le bandiere ucraine, della Ue e in alcuni casi degli Usa.

A pensar male si fa peccato, ma l’impressione è che dietro questi goffi tentativi di irruzione – spesso condotti da singoli individui o piccoli gruppi – ci fosse una tattica per amplificare la propaganda del vittimismo per la “profanazione della festa della libertà”. Che infatti tutti i media mainstream hanno ripreso e sparso a piene mani.

Tattica sciocca, come le menti che l’hanno partorita: chi ha cacciato i provocatori dai cortei del 25 Aprile è, giustamente, ben orgoglioso di averlo fatto. E si fa un baffo del coro di condanna e dei piagnistei sulla libertà violata.

Evidentemente le menti raffinate che hanno ideato questa tattica non hanno il polso dei sentimenti che ribollono fra le masse popolari. I provocatori con le bandiere ucraine, israeliane, della Ue e degli Usa sono stati cacciati a furor di popolo e non da “piccoli gruppi di facinorosi”.

A Milano, la “capitale del 25 Aprile”, la città dove si svolge il corteo nazionale, il furore di popolo lo si è visto in modo letterale.

La presenza della Brigata genocidio, accompagnata dai “dissidenti iraniani” che inneggiavano alle bombe della coalizione Epstein su scuole e ospedali, dai cartelli con la faccia di Trump e Netanyahu, e capeggiata da Eyal Mizrahi che in tv ebbe a chiedere “definisci bambino”, è stata accolta da un moto di repulsione e ribellione che ha coinvolto decine di migliaia di persone di tutte le età, unite nel bloccare la strada fino alla sua cacciata dalla manifestazione.

Un risultato storico! Dopo che per ventidue anni la presenza delle bandiere della colonia d’Israele è stata imposta con la forza poliziesca, la forza dell’antifascismo popolare e dell’antisionismo ha spazzato via gli usurpatori del 25 Aprile.

Furiose polemiche e strumentalizzazioni hanno incendiato le ore e i giorni successivi.

Le strumentalizzazioni sono state innescate e alimentate dai sionisti che, immancabilmente, hanno gridato di essere stati vittime di antisemitismo e di una “caccia all’ebreo”.

La balla di Emanuele Fiano (“ci hanno dato delle saponette mancate”) è stata usata per nascondere il fatto che nel corteo erano presenti almeno due spezzoni composti da ebrei ed ebree contro la guerra e nessuno li ha contestati, ma sono stati anzi accolti da applausi e incoraggiamenti. Altro che antisemitismo…

Ma più delle strumentalizzazioni, e al pari del risultato storico della cacciata dei sionisti, il 25 Aprile 2026 a Milano sarà ricordato anche per il colpo assestato al sistema di potere che governa la città. Quel grumo di schifezze che accomuna la destra e la sinistra, il governo, la Regione, il Comune, fino ai vertici nazionali e provinciali dell’Anpi. Il grumo delle Larghe Intese.

Dallo scambio di invettive fra comunità sionista e vertici Anpi è emerso pubblicamente che esistevano degli accordi sottobanco tra le due parti. La questione rilevante non sta nella rottura unilaterale di questi accordi, ma nella loro stessa esistenza.

Mentre precludevano ancora una volta la possibilità di intervenire dal palco agli esponenti della comunità palestinese, i vertici Anpi hanno manovrato segretamente per garantire alla Brigata genocidio di sfilare in corteo, hanno siglato patti con sionisti come Eyal Mizrahi, con la Prefettura e con Forza Italia (che per la prima volta nella storia ha aperto la manifestazione).

Che i vertici Anpi tramino da tempo e ordinariamente con i rappresentati della colonia d’Israele era il segreto di Pulcinella. Ma ora questa verità è emersa in modo dirompente e ha aperto contraddizioni che hanno l’effetto di un terremoto. Migliaia di iscritti, molti dei quali hanno contribuito a cacciare i sionisti dal corteo, giustamente chiedono conto di questi accordi.

Nella catena di comando dell’ordine pubblico le cose non sono andate meglio. Sono emerse chiaramente le manovre della Prefettura, cioè del governo, e della Questura di Milano per garantire a ogni costo, con ogni mezzo, la mortifera parata della brigata sionista. Per eseguire l’ordine del governo, la Questura ha creato una situazione ingestibile e pericolosa e la cacciata dei sionisti è stata l’estrema ratio, una disfatta, di fronte alla ribellione popolare.

Prefettura e Questura hanno perso la faccia di fronte alle masse popolari, ma hanno anche dimostrato ai sionisti di non essere in grado di difenderli. La minaccia dei manganelli a volte funziona, ma non fa miracoli.

Una botta significativa l’ha presa anche il campo largo. Al netto della presenza dei giovani di Forza Italia, nel blocco sionista le componenti politiche erano tutte del Pd e dei suoi cespugli di destra. I cespugli di sinistra si sono limitati a balbettare frasi sconnesse per condannare gli insulti antisemiti (che non ci sono mai stati) e non scontentare i padroni sionisti. Ma a cacciare i sionisti c’erano pure alcuni dei Giovani Democratici del Pd, c’era gente di Avs e c’erano tanti dell’Anpi. Anziché “rompere a sinistra”, i capi del campo largo si sono fatti rompere a destra dal signor “definisci bambino”!

La giornata di Milano ha monopolizzato il dibattito politico, ben più dell’attentato di Roma. Se da una parte questo è il risultato della spasmodica ricerca del “pericolo eversione rossa e pro-Pal” con cui intossicare l’opinione pubblica, dall’altra è anche la dimostrazione di quanto siano brucianti per la classe dominante le iniziative delle masse popolari che vanno a buon fine, che scoprono gli altarini, che fanno emergere responsabilità e complicità e, soprattutto, interpretano i sentimenti della loro parte più avanzata.

Nonostante la propaganda martellante per trasformare il 25 Aprile in una ricorrenza di unità nazionale e conciliazione, per trasformarla da Festa della Liberazione a “festa della libertà”, i valori della Resistenza, della Liberazione e dei partigiani sono radicati nelle masse popolari. Non è scontato e va tenuto a mente, ma soprattutto va fatto valere.

Il nemico è forte solo quando gli si lascia spazio e libertà di manovra.

Le Larghe Intese sono forti solo finché le masse popolari organizzate non contendono loro lo spazio e impediscono loro ogni libertà di manovra. Allora si manifestano per quello che sono.

Gli organismi operai e popolari, i movimenti, le organizzazioni sindacali combattive, le organizzazioni comuniste, antimperialiste e rivoluzionarie facciano tesoro della storica vittoria del 25 Aprile 2026 a Milano.

La vittoria conseguita a Milano riguarda l’intero paese ed è replicabile, va replicata ovunque a partire da adesso.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: Politica
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Se la legalità è copertura per un colpo di mano…

Next Post

Il trio Minetti, Nordio, Mattarella inguaia il governo Meloni. Cade o non cade?

Related Posts

Alimentare l’incendio. E voi che piani avete per la primavera?
Editoriali

Alimentare l’incendio. E voi che piani avete per la primavera?

by Teresa Noce
Maggio 2, 2026
0

...

Avviso di sfratto per il governo Meloni. Adesso tutti in piazza per sostituirlo con un governo che attui la Costituzione antifascista
Resistenza n. 5/2026

È l’intenzione che decide. Non c’è niente da chiedere al governo Meloni. Va solo cacciato

by Teresa Noce
Maggio 2, 2026
0

...

L’alternativa è nelle mani del fronte anti Larghe intese!

Attaccata la Global Sumud Flotilla. C’è solo una cosa da fare

Maggio 3, 2026
Sui “Minetti files” e l’unica alternativa praticabile

Il trio Minetti, Nordio, Mattarella inguaia il governo Meloni. Cade o non cade?

Maggio 2, 2026
Se la legalità è copertura per un colpo di mano…

Se la legalità è copertura per un colpo di mano…

Maggio 2, 2026

Appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione

Maggio 22, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d