Prima il 14 e poi il 16 aprile, all’aeroporto civile di Montichiari a Brescia era previsto il transito di due voli cargo diretti in Kuwait carichi di armi.
Una volta venuti a conoscenza della notizia, i lavoratori dell’Usb hanno indetto uno sciopero e un presidio per il 14 aprile. L’annuncio della mobilitazione, fatto girare nella giornata precedente nei canali social del movimento bresciano, ha ottenuto la cancellazione del volo. Una prima vittoria dei lavoratori e dei solidali che si stavano mobilitando in loro supporto.
La protesta è stata rimandata al 16 aprile, giorno in cui era previsto il passaggio del secondo volo.
Allo sciopero del 16 aprile hanno partecipato diversi lavoratori dell’aeroporto, con in prima linea Luigi Borrelli, delegato Usb che per la sua lotta contro la logistica di guerra a Montichiari sta facendo fronte alla repressione aziendale.
In loro supporto, il presidio era composto dal coordinatore provinciale di Usb Dario Filippini con Giorgio Cremaschi del Coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dal Centro Sociale 28 Maggio di Rovato, Rifondazione Comunista, P.Carc, Collettivo Gardesano Autonomo, Donne e Uomini contro la guerra e altre associazioni, comitati e singoli solidali.
Durante il presidio si sono susseguiti diversi interventi.
Borrelli, a nome dei lavoratori dell’aeroporto, ha ribadito con decisione il NO alla guerra, al transito di armi e alla complicità con il genocidio condotto dallo Stato illegittimo di Israele.
Beppe Corioni del Centro Sociale 28 Maggio ha parlato della sovranità limitata del nostro paese, testimoniata dalla presenza di innumerevoli basi militari Usa e Nato disseminate in tutta Italia. Poco distante da Montichiari si trova l’aeroporto dell’aeronautica italiana di Ghedi. Lì sono segretamente custodite diverse bombe nucleari, sotto stretta ed esclusiva custodia di militari statunitensi, in un’area della base dove neppure i militari italiani possono accedere, in barba a qualsiasi trattato pubblico e alla nostra stessa Costituzione.
Cremaschi ha denunciato le dure condizioni dei lavoratori immigrati interni alla struttura, assunti tramite appalto in condizioni ricattatorie. Ha poi attaccato il governo per come ci sta trascinando in guerra per non mettere in discussione le alleanze con gli imperialisti Usa, sionisti e della Nato e ha invitato a continuare la mobilitazione su queste tematiche.
Filippini, dirigente di Usb, ha denunciato il passaggio dall’aeroporto di container carichi di missili, inserendo questa iniziativa nella campagna nazionale “Abbassare le armi, alzare i salari” che ha visto il blocco del traffico di armi in diverse città, in particolare al porto di Genova.
Il volo del 16 aprile è riuscito ad atterrare alle ore 13.04, una volta terminato il presidio. Per movimentarlo l’azienda ha dovuto chiamare dei lavoratori in appalto da un’altra regione, facendo circolare la voce che non era previsto nessuno sciopero.
La forza dei lavoratori e la loro decisione hanno portato alla cancellazione del primo volo e costretto l’azienda a correre ai ripari per riuscire a effettuare il secondo.
La lotta dei lavoratori aeroportuali di Montichiari si lega strettamente alla lotta contro la guerra, per la sicurezza dei lavoratori e della popolazione che vive nei paesi vicini.
Il transito di armi in un aeroporto civile è un esempio concreto di come la guerra si manifesta a casa nostra. Come abbiamo sottolineato nel nostro intervento al presidio, dobbiamo sostenere, alimentare e costruire un fronte ampio e unitario di lavoratori contro la guerra, che va dalla movimentazione alla logistica, dalla produzione bellica a quella dei prodotti cosiddetti dual use (con possibilità di utilizzo sia civile che militare).
Dobbiamo lavorare per la convergenza, al di là delle differenze, per dare seguito al BLOCCARE TUTTO che ha animato le lotte dello scorso autunno. Questo spirito deve sostenere la partenza della nuova Flotilla per Gaza, il 25 Aprile, il 1° Maggio e infine il prossimo sciopero generale del 29 maggio.
L’obiettivo è la cacciata del governo Meloni, dei guerrafondai complici degli imperialisti Usa, Nato, sionisti e Ue!
Possiamo usare quanto di positivo sta esprimendo il movimento contro la guerra e per i diritti dei lavoratori per imporre dal basso un governo d’emergenza partigiano e attuare finalmente nella pratica l’articolo 11 della Costituzione, per una nuova liberazione.
dalla Segreteria Federale Lombardia del P.Carc






