Il 25 gennaio, a Bogotà, “Internazionale Progressista” ha promosso un incontro, denominato “Nuestra América”, a cui hanno partecipato novanta delegati provenienti da venti paesi (rappresentanti di governi, parlamenti, sindacati e movimenti sociali).
A conclusione dell’evento è stata adottata la “Dichiarazione di San Carlos”, consistente in un impegno collettivo ad agire in modo coordinato per difendere la sovranità, la democrazia e la pace nelle Americhe, a partire da Cuba.
È stata così organizzata una missione umanitaria per portare aiuti al popolo cubano stremato dal blocco imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant’anni e che con l’amministrazione Trump sta attraversando una fase di estremo inasprimento. Famiglie, imprese e istituzioni sono senza elettricità per molte ore al giorno, con gravi ripercussioni su produzione e distribuzione di cibo, accesso all’acqua potabile e servizi sanitari, ora riservati a urgenze e a terapie salvavita.
La risposta allo strangolamento dell’isola, simbolo antimperialista e di alternativa al capitalismo, è venuta dal basso.
Le realtà solidali e centinaia di attivisti che da anni si mobilitano per difendere la rivoluzione cubana si sono prodigati nel raccogliere fondi, medicinali, beni di prima necessità. Molteplici i progetti messi in campo anche in Italia, come la campagna “Un farmaco per Cuba” promossa da Usb o “Lasciate respirare Cuba”, campagna internazionale a cui ha aderito la Fiom e figure politiche come Ilaria Salis e Mimmo Lucano.
Seguendo l’esempio della Global Sumud Flotilla per Gaza del 2025, è stata organizzata una flotilla denominata “Nuestra América” composta da tre imbarcazioni salpate da più punti del Mar dei Caraibi.
La nave ammiraglia (il peschereccio Maguro, ribattezzato Granma 2.0 in riferimento allo sbarco di Fidel Castro nel 1956) ha preso il largo il 21 marzo da Chelem, nello Stato dello Yucatan in Messico, e ha raggiunto l’Avana il 24 marzo con a bordo venticinque attivisti provenienti da diversi paesi. Tra questi anche quattro italiani: Martina Steinwurzel, Umberto Cerutti e Paolo Tangari, legati all’Associazione italiana di cooperazione economica e culturale, oltre a José Nivoi, esponente del Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali di Genova. Hanno trasportato circa 14 tonnellate di aiuti umanitari, consistenti in pannelli solari, prodotti farmaceutici e attrezzature chirurgiche, alimenti non deperibili (riso, lenticchie, latte in polvere) e kit igienici.
“Le barche sono una goccia in un oceano di necessità, non sono niente in confronto a quello di cui Cuba necessità” ha dichiarato Thiago Ávila, portavoce della flotilla (che aveva partecipato anche alla spedizione della Global Sumud Flotilla per Gaza), aggiungendo che “allo stesso tempo il nostro gesto di solidarietà mostra che nessun paese, pur essendo la potenza imperialista vigente in quest’epoca, può fermare i popoli liberi del mondo, la solidarietà, la volontà dei popoli di essere liberi, di autodeterminarsi e di opporsi alla tirannia”.
Ad accogliere la flotilla, una delegazione del governo e delle istituzioni cubane e altri attivisti giunti sull’isola tra il 17 e 18 marzo con voli charter partiti da aeroporti europei, tra cui Fiumicino e Malpensa. Anche loro hanno trasportato circa 5 tonnellate di aiuti, in particolare forniture mediche per un valore di 500 mila euro.
Nei giorni successivi, gli attivisti hanno potuto incontrare le famiglie cubane a cui hanno consegnato direttamente i medicinali e gli alimenti; hanno inoltre visitato le comunità (barrios) dell’Avana e ascoltato le testimonianze della popolazione sulla vita quotidiana sotto il blocco energetico.
Intanto in Italia, l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, insieme ad altre organizzazioni e partiti, ha indetto una manifestazione nazionale in difesa della sovranità e del diritto alla vita del popolo cubano che si terrà sabato 11 aprile a Roma alle ore 15 in Piazzale Ugo La Malfa. Nel comunicato di promozione si legge: “Scendiamo in piazza contro un blocco ingiusto che da decenni tenta di piegare il popolo cubano – Scendiamo in piazza per difendere il diritto dei popoli alla sovranità e all’autodeterminazione. Questa non è solo una manifestazione per Cuba. È una mobilitazione per il diritto dei popoli a vivere liberi da ricatti, sanzioni e blocchi economici”.
Viva Cuba socialista! Viva la solidarietà internazionale!
***
Nel momento in cui scriviamo è arrivata la notizia che la petroliera russa Anatoly Kolodkin, partita da Mar Baltico l’8 marzo, ha rotto il blocco portando a Cuba centomila tonnellate di greggio (la stampa sostiene che sia sufficiente al fabbisogno giornaliero per nove-dieci giorni).
e dichiarazioni di Trump e del portavoce del Cremlino Peskov raccontano che Usa e Federazione Russa hanno raggiunto uno specifico accordo, limitato a questa fornitura. Ma soprattutto il carattere fumoso delle sue dichiarazioni fa intendere che Trump la fornitura di petrolio l’ha dovuta ingoiare.






