A fine marzo la Digos di Firenze ha recapitato a due nostre compagne della Segreteria Federale Toscana dei verbali di “accertamento e contestazione di violazione amministrativa”, ovvero delle multe che vanno dai mille ai diecimila euro (ancora da quantificare). Il reato commesso per essere colpiti con cifre così astronomiche sarebbe stato quello di essere andati davanti alla sede di Fratelli d’Italia, in Piazza Oberdan a Firenze, per realizzare uno striscione contro il governo Meloni, con le motivazioni della cosa espresse in un breve video, senza chiedere il permesso: una piccola attività di propaganda del tutto normale che in tanti e tante fanno in gruppo, da quando i social sono diventati di massa.
Evidentemente è il posto che non è andato giù alla polizia politica!
La Digos, già presente in gran numero quando siamo arrivati (evidentemente ci spiavano da giorni, alla faccia della democrazia) e che per tutto il tempo ha fatto la spola con l’interno della sede dei fascisti, ha fulmineamente attuato l’ultimo degli svariati decreti sicurezza in una delle sue forme più infami. Non è passato neanche un mese dal fatto in questione all’arrivo dell’attacco repressivo, mentre i parenti dei morti ammazzati dai padroni al cantiere Esselunga e al polo Eni di Calenzano aspettano da anni che partano i processi nella speranza di avere un minimo di giustizia per i loro cari mandati a morire!
è un attacco che denunciamo apertamente in quanto è un segnale a tutto il movimento popolare e comunista: le istituzioni cercano di limitare una conquista della Resistenza partigiana, il diritto a incontrarsi dove più ci piace e senza dover comunicare un bel niente a nessuno, diritto che il fascismo aveva abolito.
Si tratta di una sanzione non a caso economica perché la classe dominante cerca di colpire i proletari laddove infligge più danni, stante la crescente miseria a cui ci costringe l’attuale governo dell’economia di guerra e del carovita fuori controllo, dello smantellamento dell’apparato produttivo e dei diritti, della precarietà e dello sfruttamento, delle società con i camorristi alla Delmastro!
Questo attacco è una ritorsione anche per la querela che abbiamo presentato contro i deputati Sara Kelany e Francesco Filini, che in parlamento si sono permessi di tacciarci di terrorismo e continuano a farlo, con continue allusioni e mezze parole: non hanno nemmeno gli attributi per attaccarci apertamente! Queste marionette evidentemente sono spaventate dal calcio in culo preso con il NO a valanga al referendum con cui Meloni e compari cercavano di sottomettere la magistratura ai loro bisogni. Sono spaventati dalla marea montante delle masse popolari che a settembre e ottobre dello scorso anno ha debordato nel paese, dal movimento comunista che rinasce e sostiene iniziative come il convegno del 19 marzo a Roma, dove è stata posta la questione di quale governo serve per applicare le parti progressiste della Costituzione del 1948.
Fanno bene ad avere paura, loro che quella Costituzione la calpestano quotidianamente e che hanno imposto l’ennesimo pacchetto di misure forcaiole che con quel dettato contrastano in più parti: nonostante contraddizioni evidenti, il “democratico” presidente Mattarella non si è sottratto dal firmarlo, lo scorso 25 febbraio!
Invitiamo le organizzazioni comuniste e di movimento, i sinceri democratici, le associazioni, gli studenti e le organizzazioni operaie e popolari a prendere posizione e dare pubblicamente solidarietà alle nostre compagne in quanto abbiamo semplicemente espresso quello che milioni di italiani pensano!
La solidarietà di classe è importante per rispedire al mittente un attacco che è rivolto a tutti e tutte coloro che vogliono cambiare il disastroso corso delle cose, a coloro che quotidianamente si danno da fare nelle fabbriche, nelle scuole e nei quartieri, a coloro che lo scorso autunno hanno “bloccato tutto” e intendono tornare a farlo, per interrompere il genocidio ancora in corso in Palestina e la spirale della Terza guerra mondiale.
P.Carc, Federazione Toscana






