Nella giornata del 5 marzo gli studenti italiani hanno risposto alla chiamata di quelli tedeschi rilanciando la mobilitazione studentesca internazionale “Guerra alla guerra” (“Krieg dem Krieg”) contro le politiche militariste e gli aumenti delle spese militari dei governi europei. Il nostro paese, infatti, partecipa attivamente alla Terza guerra mondiale portata avanti dai gruppi imperialisti occidentali aumentando le spese militari, producendo ed esportando armi, supportando politicamente le aggressioni ai popoli che resistono e mettendo a disposizione le nostre basi militari e il nostro territorio per le operazioni militari illegali di Trump e Netanyahu. Non a caso, nonostante le dichiarazioni deliranti della Meloni, che si è paragonata allo spagnolo Pedro Sanchez, e i temibili proclami di Tajani che dice “basta alla guerra e alle bombe”, il presidente Usa ha definito il nostro governo “sempre pronto ad aiutare” (un piccolo contentino per il tanto servilismo dimostrato).
La risposta degli studenti, tuttavia, è chiara: il futuro non si fa con le bombe, con le aggressioni e con i genocidi, le nuove generazioni non saranno carne da cannone per gli interessi di un’élite depravata e disumana.
I nostri compagni hanno partecipato ad alcune delle diverse iniziative nelle maggiori città italiane per opporsi strenuamente al futuro che gli viene imposto dalla borghesia imperialista.
Leggi il volantino diffuso nelle piazze: Fuori la guerra dalla scuola!
A Napoli l’Unione degli Studenti, sindacato studentesco, ha chiamato un presidio di fronte alla sede della Giunta Regionale, sostenuto anche dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e da altre organizzazioni giovanili e studentesche (Link, Giovani Comunisti, KAOS e ASC). Lo scopo del presidio era quello di chiedere alla Regione Campania garanzie sulla salvaguardia del diritto allo studio e sul contrasto al crescente fenomeno della militarizzazione all’interno di scuole ed università. La delegazione di studenti ammessa dalla Giunta ha ricevuto rassicurazioni riguardo alle richieste avanzate, ma sarà importante continuare a mobilitarsi.
A Torino, Palermo e Milano i presidi sono stati organizzati dall’Opposizione Studentesca d’Alternativa e dal sindacato universitario Cambiare Rotta (con la partecipazione, nel capoluogo piemontese, anche del Fronte della Gioventù Comunista) sotto le prefetture locali per mandare un messaggio chiaro: “Noi non ci arruoliamo!”. Queste piazze hanno anticipato l’assemblea internazionale studentesca del 21 marzo a Milano organizzata da vari gruppi studenteschi italiani ed europei per discutere di riarmo, militarizzazione, deriva autoritaria e leva obbligatoria in tutti i paesi d’Europa.
A Firenze si è invece svolta l’assemblea “Rise up against war” indetta dal Consiglio di Fabbrica ex GKN ed ospitata dall’Università di Novoli con la partecipazione di Studenti di Sinistra. Focus dell’assemblea è stato il progetto del CdF di opporsi alla riconversione bellica, al precariato e alle delocalizzazioni trasformando la fabbrica in qualcosa di pubblico e socialmente integrato. D’altra parte gli studenti dell’università hanno avuto modo di esprimere la propria visione di un’istruzione che non verta solo alla creazione di buoni impiegati o soldati, ma che dia la possibilità di costruire un futuro dignitoso e sostenibile. Questo evento è stato di particolare rilievo poiché, a differenza delle altre piazze, ha visto una convergenza tra la lotta studentesca e quella operaia. Fondamentale è, infatti, ricreare quell’unione di lotte contro la Terza guerra mondiale dilagante, come è avvenuto lo scorso autunno quando gli studenti di tutta Italia sono scesi in piazza al fianco dei portuali e degli altri operai a supporto del popolo palestinese e della Global Sumud Flotilla.
Nel contesto di questa mobilitazione, i nostri compagni ci hanno mandato contributi dalle piazze e intervistato alcuni dei partecipanti chiedendo la loro opinione proprio sulla possibilità di far convergere le istanze degli operai con quelle degli studenti e sulle possibili linee di sviluppo di questa grande giornata di lotta. Antonio dei Giovani comunisti di Napoli, Luigi di Autonomia studentesca e culturale, Jacopo degli Studenti medi Campania e Alis dei Giovani comunisti Milano, pur facendo parte di diverse organizzazioni studentesche e giovanili, hanno tutti riconosciuto la necessità di unire i due fronti di lotta al fine di sviluppare un’alternativa popolare al governo Meloni – e alle forze delle Larghe Intese – anche attraverso le prossime date di questo mese.
Rilanciamo infine, con forza, la già menzionata assemblea del 21 marzo a Milano, l’assemblea online del settore Lavoro Giovani del P. CARC del 26 marzo, la mobilitazione nazionale del 28 marzo a Roma organizzata dalla rete No Kings Italia, le mobilitazioni del 4 aprile, anniversario della fondazione della Nato.
Al fianco degli studenti per dire no alla guerra del governo Meloni e dei suoi alleati sionisti! Verso un 25 aprile di liberazione!







