Il gruppo editoriale Angelucci (il Giornale, Libero, il Tempo) e alcuni settori di Fratelli d’Italia (si distingue Sara Kelany, ma non è l’unica) stanno cercando di montare un “caso politico” attorno al convengo dal titolo “Per un governo che attui la Costituzione” che si svolgerà il 19 marzo nella sala di rappresentanza dei gruppi parlamentari della Camera.
Il loro intento non è solo denunciare in modo scandalistico “la contiguità del M5s con settori eversivi e ambienti del terrorismo islamico e comunista” o criminalizzare tutti quelli che loro ritengono “eversivi e terroristi”, ma soprattutto nascondere con una cortina di idiozie il contenuto del convegno.
“Per un governo che attui la Costituzione”, scrivono i Carc. Sembra il manifesto dell’illegalità che verrà presentato in qualche corteo o centro sociale. Ma, purtroppo, leggendo bene la locandina a corredo di quelle frasi, si scorgono i nomi di parlamentari italiani, che ospiteranno una lunga lista di sigle nelle aule istituzionali.
www.ilgiornale.it/news/politica/verdi-e-grillini-aprono-camera-agli-estremisti-e-ai-tifosi-2638536.html
“È inaccettabile che la Camera accolga il convegno ‘Per un Governo che attui la Costituzione'”
www.secoloditalia.it/2026/03/no-al-referendum-i-grillini-invitano-alla-camera-sinistra-estrema-centri-sociali-carc-islamisti-e-pro-pal/
Nonostante le strumentalizzazioni, un caso politico lo stanno effettivamente sollevando: il governo Meloni, le istituzioni presiedute dagli esponenti della maggioranza di governo e tutto l’apparato mediatico filogovernativo considerano eversivo un convegno in cui si discute di un governo che attui la Costituzione e considerano eversivo chi persegue l’obiettivo di formare un tale governo.
Ogni attacco al convegno, ai promotori e ai partecipanti è però fumo negli occhi.
Il vero problema è il contenuto del convegno perché pone apertamente la questione della natura eversiva del governo Meloni. E con esso pone anche la questione che il governo Meloni opera e agisce contando sulla tolleranza – quando non è vera e propria collaborazione – di ampia fetta dell’opposizione parlamentare. Ecco alcuni esempi.
Nonostante le chiacchiere e i salamelecchi, l’Italia oggi è già in guerra. È attiva nell’aggressione che gli imperialisti Usa e i sionisti hanno scatenato contro la Repubblica Islamica dell’Iran così come da due anni è complice attiva del genocidio del popolo palestinese.
Non è un’opinione! Da Aviano a Sigonella, dal Muos fino ai militari italiani a Erbil passando dai viaggi segreti di Crosetto negli emirati Arabi Uniti emerge ovunque che siamo in guerra e lo siamo fino al collo.
Insieme a ciò si presenta nuovamente l’enorme questione della sovranità nazionale. Prima il governo Draghi e oggi il governo Meloni, con il sostanziale sostegno del Pd, hanno piegato gli interessi delle masse popolari italiane agli ordini degli Usa e della Ue nella guerra per interposta persona contro la Federazione Russa in Ucraina.
La questione della sovranità nazionale è strettamente legata, a sua volta, con il sistematico smantellamento dell’apparato produttivo italiano: svenduto a fondi di investimento esteri o messo nelle mani di “investitori stranieri” che lo spolpano dopo aver saccheggiato conoscenze, risorse, progetti e tutto il resto. Alitalia, Stellantis, ex-Ilva, Iveco e altre decine e decine di aziende cui oggi si aggiunge anche la Leonardo.
E poi ci sono lo smantellamento della sanità e della scuola pubblica, la cappa di censura che si aggrava, la repressione sempre più dispiegata (quella giudiziaria, poliziesca, amministrativa ed economica…).
Il governo Meloni opera e agisce violando sistematicamente la Costituzione. Gran parte dell’opposizione parlamentare tollera questo scempio, anche se è più preciso dire che vi collabora ordinariamente. L’invio di armi e l’aumento delle spese militari, i decreti sicurezza contro il movimento operaio e popolare, i tagli alla sanità, alla scuola e ai servizi, l’assenza totale di una politica industriale e tutto il resto delle politiche di cui il governo Meloni è prosecutore (e attuatore più spudorato) hanno avuto come predecessori il PD, Renzi e gran parte dell’attuale opposizione.
Torniamo al convengo del 19 marzo. La canea mediatica del gruppo editoriale Angelucci non cambia affatto la realtà delle cose, ma amplifica l’assordante silenzio che sale dai banchi dell’opposizione.
Davvero i deputati e i senatori di opposizione ritengono normale considerare eversivo l’obiettivo di costituire un governo che attui la Costituzione?
Noi sappiamo perfettamente che il Pd ha tutti e due i piedi immersi nello stesso fango in cui sguazza il governo Meloni (ha lo stesso programma e lo ha dimostrato ogni volta che è stato al governo: l’agenda Monti, il governo Renzi e poi quello Gentiloni, l’agenda Draghi, il programma comune della classe dominante), ma se esistono dei deputati e senatori con un legame con gli interessi delle masse popolari e con i valori della Costituzione più solido di quello con le clientele e i dividendi è il momento che si manifestino.
Noi sappiamo che i cespugli a sinistra del Pd sono stati e sono tutt’ora una stampella del Pd. Non un pungolo, non una voce critica, ma un paravento e un sostegno al Pd. Sappiamo anche che fra quei deputati e senatori ce ne sono alcuni che sicuramente hanno un legame più solido e profondo con le masse popolari e con i valori della Costituzione che con il Pd, le clientele e i dividendi. Questi senatori e questi deputati, ora hanno l’opportunità di manifestarsi. Di schierarsi con un pezzo del movimento popolare di questo paese per un governo che attui la Costituzione.
Sappiamo perfettamente che il M5S ha una natura diversa da tutti gli altri partiti borghesi. E per questo vogliamo sostenere e valorizzare tutte le componenti che questa natura impersonano. Queste componenti hanno l’opportunità di fare passi avanti, perché sappiamo anche che questa natura differente del M5S è stata sfigurata dall’abbraccio mortale con il Pd e dall’ambizione del campo largo che rischia di rendere le dichiarazioni di fuoco contro il governo Meloni parole senza traduzione pratica nella lotta politica in corso.
Non sappiamo se fra i banchi dei parlamentari di Fdi, Lega, sostenitori di Vannacci e altri simili ambienti reazionari stia circolando l’idea di impedire il convegno del 19 marzo con le stesse modalità con cui fu impedito il convegno della feccia per la remigrazione dello scorso 30 gennaio.
Non esiste alcuna possibilità di equiparare le due iniziative. A partire dal fatto che tutto il circo della “remigrazione” è parte integrante delle manovre eversive che fanno capo ai padrini del governo Meloni.
Se i deputati e i senatori reazionari che ordinariamente violano la Costituzione vorranno fisicamente impedire il convengo del 19 marzo la loro iniziativa sarà soltanto un’ulteriore dimostrazione della loro natura anticostituzionale e reazionaria e dell’urgenza di liberarsi di loro e del loro governo.
Con buona pace degli “onorevoli” di Fratelli d’Italia, il 19 marzo il P.Carc svolgerà alle 11:30 di fronte a Montecitorio una conferenza stampa per illustrare la querela contro Sara Kelany e Francesco Filini. E alle 15 parteciperà al convengo “Per un governo che attui la Costituzione”.
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Mentre il governo Meloni trascina il paese nella Terza guerra mondiale e nella complicità con gli imperialisti Usa, i sionisti e la Ue, c’è un pezzo di paese che da mesi riempie le piazze, blocca i porti e le stazioni, occupa le scuole, scende in strada, fronteggia la repressione. E inizia a domandarsi quale futuro bisogna costruire. Agire insieme e pensare insieme. Per un governo che attui la Costituzione.







