L’11 febbraio sotto la sede del Consiglio Regionale della Toscana si è svolto un doppio presidio: da una parte le lavoratrici e i lavoratori della sanità per lo scorrimento delle graduatorie e le assunzioni; dall’altra i dipendenti regionali in lotta contro il taglio di 4 milioni di euro al salario accessorio.
Il nostro compagno Marco Lenzoni, delegato Usb della sanità e membro della Rsu presso l’Azienda Usl Nord Ovest Toscana, ci ha inviato una corrispondenza di cui riportiamo alcuni stralci.
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La lotta che ci ha portato l’11 febbraio sotto la sede del Consiglio Regionale della Toscana parte da lontano.
Circa un anno fa come Usb abbiamo iniziato a seguire delle vertenze di lavoratrici che vivevano situazioni di estremo disagio lavorativo: dipendenti con disabilità o con familiari gravissimi disabili a carico, i famosi caregiver, spesso costretti a fare centinaia di chilometri per andare a lavorare, quando nelle città dove loro abitano, ci sarebbe bisogno, ma piuttosto che procedere con la mobilità di queste lavoratrici vengono assunti interinali.
È emerso che sono tantissimi i lavoratori e le lavoratrici che vivono situazioni da inferno e che sono inseriti in graduatorie di mobilità sociale che però sono bloccate e questo dipende dal fatto che la Regione Toscana non assume a tempo indeterminato, ma con contratti a termine attraverso le agenzie interinali. In questo modo le graduatorie diventano dei semplici elenchi di nomi che non scorrono mai. Inoltre non solo il contratto a termine è precario e sottopagato per il lavoratore, ma la questione ancor più grave è che con questo sistema di assunzione si spende di più!
È chiaro che il problema è politico: non è vero che non esistono mezzi, che non ci sarebbero i modi, che non esistono alternative… in questo caso basterebbe una semplice legge che stabilisca che al bisogno di un’assunzione l’Asl non attinga dal lavoro interinale, ma dalle graduatorie già in essere, tra l’altro graduatorie istituite a seguito di bandi e concorsi che sono costati milioni di euro.
Questi i motivi per cui l’11 febbraio eravamo a Firenze per ottenere un incontro con l’Assessore alla sanità.
Al presidio abbiamo avuto occasione di incontrarci e di manifestare insieme ai dipendenti della Regione Toscana in stato di agitazione per questioni inerenti allo stipendio. Questo incontro “fortuito” ha rafforzato entrambe le lotte. L’effetto è stato quello di un Consiglio Regionale accerchiato, perché a manifestare eravamo più di mille, e anche molto agguerriti, con a fianco anche i lavoratori della Gkn.
Abbiamo visto e percepito chiaramente che, seppur si trattasse di vertenze differenti, i destini dei lavoratori sono indissolubilmente uniti, ma soprattutto il nostro futuro sarà conquistato solo se uniti.
Dovrebbe essere sempre così e cioè che le varie categorie devono unire le loro vertenze perché il nemico da cacciare, da abbattere, è lo stesso.
Come sindacalista Usb ammetto che ho avuto un po’ di disagio a ritrovarmi in piazza insieme a gente che aveva la bandiera della Cisl o di altri sindacati che hanno svenduto i diritti dei lavoratori, però ho considerato che a portare queste bandiere c’erano dei lavoratori e che al di là di chi gestisce questi sindacati della concertazione, la loro base è comunque fatta di gente che deve lavorare per portare la pagnotta a casa e questa è un’altra cosa che unisce tutti i lavoratori.
Al di là delle critiche e delle differenze, quello che è successo l’11 febbraio è stato un po’ una piccola copia di quello che è successo nello sciopero del 3 ottobre a cui hanno partecipato lavoratori di tutti i sindacati uniti; l’effetto che otteniamo in termini di pressione sulle istituzioni e di contraddizioni che si aprono è maggiore.
La forza del 3 ottobre l’hanno respirata tutti! Ora non è che tutte le volte potrà essere il 3 ottobre, però è esistito e dal 3 ottobre non si deve tornare indietro. Quella è l’unità dei lavoratori che vogliamo; non significa andare al ribasso o accodarsi ai sindacati concertativi, significa non aver paura di portare avanti la nostra linea, la nostra determinazione, la nostra conflittualità, non dobbiamo aver paura di confrontarci con nessuno.
Tornando alla lotta specifica di quella giornata, durante il presidio una delegazione di lavoratrici e lavoratori provenienti da diverse province toscane è stata ricevuta, a margine dei lavori consiliari, dal presidente della Commissione Sanità Matteo Biffoni e da vari consiglieri regionali membri della Commissione, assente invece l’assessora alla sanità Monia Monni, impegnata in un viaggio istituzionale.
L’esito dell’incontro è che è stato fissato un nuovo incontro per il 14 marzo a cui sarà presente anche l’Asl per chiarire il meccanismo del ricorso alle assunzioni interinali.
Da parte nostra siamo stati chiarissimi: o si risolvono le problematiche rappresentate, oppure la mobilitazione si alzerà di livello. Siamo pronti a incatenarci sotto la Regione, a ricorrere alle vie legali, fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo, se necessario.


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