Solidarietà a Greta, Luciano e Mattia per le multe del 4 dicembre 2021
Giovedì 26 febbraio alle 10.45 si terrà una delle tre udienze (quella di Mattia si terrà martedì 31 marzo e quella di Luciano deve essere ancora fissata) presso gli uffici del Giudice di Pace di Milano per i ricorsi che abbiamo presentato a seguito delle multe avvenute dopo il corteo indetto dai sindacati di base “NO DRAGHI DAY” del 4 dicembre 2021.
A fine corteo diverse persone furono identificate dalle forze dell’ordine compresi alcuni dirigenti sindacali.
Erano i tempi in cui la giunta Sala aveva istituito le prime zone rosse contro le mobilitazioni e i cortei che in tutto il paese si svilupparono a seguito dell’applicazione sui posti di lavoro del Green pass.
Di acqua sotto i ponti è passata, ma alcune questioni sono più che valide.
Sono cambiati i governi ma la musica è la stessa: siamo passati da un’emergenza all’altra, ci sono emergenze continue per la mancanza di cura dell’assetto idrogeologico, per lo smantellamento dell’apparato produttivo, per l’imbarbarimento promosso da una cultura maschilista e patriarcale, razzista e xenofoba, per politiche che mettono al centro le grandi speculazioni immobiliari e finanziarie. A farne le spese sono sempre le masse popolari, i lavoratori e le loro famiglie. Nulla di nuovo, se non che ad aggravare le situazione c’è l’allargamento della guerra promossa dai gruppi imperialisti USA-NATO, sionisti ed europei, dalla Palestina al Venezuela.
Oggi, così come ai tempi delle proteste contro il Green pass, quando i governi delle Larghe Intese (che siano a trazione centro destra o del polo PD con i suoi cespugli) non sanno contenere le piazze e far fronte alla loro combattività, quando non trovano una quadra, qualcuno che garantisca l’opera di “pompieraggio” per non far salire di tono le mobilitazioni, scendono sul terreno della repressione. Ma in questo modo si smascherano, mostrano il loro vero volto, antidemocratico e antipopolare.
Da alcune settimane, a fronte delle importanti mobilitazioni dell’autunno scorso contro il genocidio in Palestina e la complicità del governo Meloni stanno arrivando multe, denunce e altre misure come fogli di via o obblighi di firma in questura. Le motivazioni sono varie, ma in genere stanno venendo sanzionate le occupazioni delle stazioni e dei binari, i blocchi del traffico ferroviario, delle strade e dell’accesso ai porti.
A queste si aggiungono le grandi inchieste giudiziarie che puntano a dimostrare che dietro a quelle mobilitazioni ci sarebbe addirittura un “disegno eversivo”, un legame con il “terrorismo”. È il caso, ad esempio, dell’inchiesta della Procura di Genova per cui è in carcere Mohammad Hannoun e altri dell’Associazione Palestinesi d’Italia, la cui sede di Milano è stata addirittura chiusa, la condanna del partigiano palestinese Anan a 5 anni di carcere e le innumerevoli inchieste nei confronti dei compagni del Centro Sociale Askatasuna .
Nella stessa direzione va l’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi, presentata da alcuni parlamentari di FdI, per avere informazioni sui provvedimenti delle autorità contro il P.Carc per i contenuti “sovversivi” della nostra propaganda, per la promozione dell’antisemitismo e per la presunta convergenza fra “terrorismo comunista e terrorismo islamico”. All’interrogazione di questa squadra(ccia) di FdI abbiamo risposto con una querela.
È ben evidente che non si tratta affatto di perseguire reati: il governo Meloni sta usando la repressione come manganello contro tutti quelli che hanno partecipato alle manifestazioni. Ognuno con lo strumento più “appropriato”. Diversi gradi di repressione, diversi strumenti, che vanno affrontati per quello che sono: una questione politica generale.
Far diventare la repressione una questione politica è esattamente quello che la classe dominante vuole evitare, preferirebbe che tutto rimanesse sul piano del codice penale. Perché se la repressione diventa una questione politica, anche le leggi, il codice penale, l’impianto stesso della giustizia vengono messi in discussione. Gli accusati diventano accusatori e la disobbedienza può diventare contagiosa, di massa.
Per questi motivi serve denunciare ogni attacco repressivo e chiedere solidarietà; attrezzarsi, organizzarsi e mobilitarsi per impedire che la legalità borghese faccia pacificamente il suo corso. Un singolo individuo, ad esempio, deve vincere mille pressioni e mille resistenze per decidere di non pagare una multa. Ma se i multati si organizzano, ragionano insieme su come far fronte a quella estorsione punitiva, a quella rappresaglia, diventa tutto più facile e le soluzioni sono a portata di mano.
Con le multe del 4 dicembre 2021 abbiamo denunciato pubblicamente l’accaduto anche per metterci in contatto con altri multati di quel giorno, per rendere la risposta quanto più collettiva possibile e quindi più afficace.
Inoltre abbiamo fatto ricorso per il non pagamento delle multe. Fare ricorso nonostante le minacce (“se perdi paghi il doppio”, “se vinci paghi comunque una percentuale”, ecc.), non serve certo a ristabilire la giustizia, ma a prendere tempo per organizzarsi e mettere l’operazione repressiva di fronte a un primo ostacolo burocratico.
Perché di fronte a un genocidio bloccare i porti e le ferrovie, aprire uno striscione a una competizione sportiva è legittimo, ed è il minimo che possiamo fare. A dover essere perseguiti sono i criminali di guerra israeliani che vengono a fare le vacanze in Italia; a dover essere processati sono i ministri del governo italiano e Giorgia Meloni.
Fare ricorso è un nostro diritto: non facciamoci intimidire e forti di queste esperienze il Partito dei Carc è pronto a sostenere chi vuole intraprendere questa strada!

![[MILANO] FOGLIO DI VIA PER BEPPE SALA, SGOMBERIAMO PALAZZO MARINO!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-15-at-22.26.31.jpeg?fit=1402%2C1122&ssl=1)
![[MILANO] Solidarietà a Margherita Napoletano. Organizziamoci contro la repressione nei luoghi di lavoro!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260705-WA0003.jpg?fit=1690%2C920&ssl=1)
![[Milano] Caso ATM linea 15: contro il sessismo, contro la criminalizzazione dei lavoratori](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/facebook_1782739573688_7477351724878045403-1.jpg?fit=1542%2C1112&ssl=1)
![[MILANO] VOLANTINAGGIO ALLA LEONARDO DI NERVIANO, I LAVORATORI HANNO LA FORZA PER FERMARE LA GUERRA!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-25-at-17.48.17.jpeg?fit=1788%2C920&ssl=1)

