Stralci del comunicato della Direzione Nazionale del P.Carc del 24 dicembre
L’8 ottobre un nutrito gruppo di parlamentari di Fdi (Bignami, Filini, Kelany, Antoniozzi, Gardini, Montaruli, Ruspandini, Urzì, De Corato, Maiorano, Michelotti, Mura e Sbardella) ha presentato un’interrogazione al ministro Piantedosi intitolata Elementi in relazione a una possibile strategia eversiva in ottica antioccidentale e antisemita. L’obiettivo dichiarato era sapere se fossero in atto indagini o misure contro il P.Carc per il contenuto del volantino che abbiamo diffuso durante le mobilitazioni del 3 e 4 ottobre.
Ecco la richiesta avanzata da Sara Kelany:
“In questi giorni, abbiamo visto il susseguirsi di manifestazioni in cui si sono verificati episodi di violenza; sono state messe a ferro e fuoco le città e soprattutto i centri logistici: porti, aeroporti, strade, nodi autostradali. A questi, si sono sommati episodi esecrabili di antisemitismo.
Ecco, due giorni prima della manifestazione, i Carc, una formazione marxista-leninista, avevano diffuso un volantino che chiamava sostanzialmente alla “lotta armata” – tra virgolette – ma con evidente contenuto eversivo.
Ebbene, ci interroghiamo, dunque, se, data anche la sistematicità di questi episodi, esista una strategia comune volta all’eversione e se ci sia il rischio che questi gruppi di sinistra possano aderire anche a formazioni islamiste”.
Ecco la risposta di Piantedosi:
“Sarà l’autorità giudiziaria ad accertare se esista una regia dietro ai disordini verificatisi nei giorni scorsi in occasione di manifestazioni a sostegno della causa palestinese (…). Ed è effettivamente l’alimentazione dell’antisemitismo uno dei problemi principali che si registrano di recente. (…)
Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sempre a partire dal 7 ottobre 2023, ha focalizzato la propria attenzione sulla valutazione dei rischi legati all’acuirsi dell’antisemitismo, grazie alla continua interazione informativa e investigativa tra le Forze di Polizia e le agenzie di intelligence.
Abbiamo rafforzato pertanto tutti i dispositivi di osservazione e controllo riferiti agli obiettivi sensibili riconducibili allo Stato di Israele e incrementato la collaborazione e lo scambio di informazioni con le realtà associative e le istituzioni ebraiche, al fine di garantire un costante monitoraggio dei fattori di rischio e dei possibili bersagli su tutto il territorio nazionale.
Come dicevo, rimane massima la nostra vigilanza, in considerazione delle possibili saldature che l’attuale contingenza internazionale rischia di innescare tra tutti gli ambienti interessati a fomentare le tensioni sociali e a cercare fattori aggreganti per elevare il livello dello scontro. Di questa tendenza, sicuramente costituiscono tangibile esempio i comunicati di organizzazioni estremiste, richiamate anche dagli onorevoli interroganti, diffusi il 2 e il 6 ottobre, per invitare le masse, cito virgolettato: “A sostituire il Governo Meloni con un governo partigiano della Palestina libera e che sia di emergenza popolare”. (…)
Non paghi, i parlamentari di Fdi si sono concessi anche una replica, per bocca di Francesco Filini:
“Grazie Ministro per la risposta, ma soprattutto grazie, anche a nome di Fratelli d’Italia, per l’eccellente lavoro che sta svolgendo sin dall’inizio del suo mandato.
(…) Siamo preoccupati quando vediamo questi scontri in piazza, siamo preoccupati sia dagli slogan che escono fuori da determinate manifestazioni, sia dalle sortite, come quella dei Carc, questa formazione marxista-leninista che vorrebbe rovesciare addirittura il governo Meloni. Siamo preoccupati quando si scade nell’antisemitismo e anche quando si utilizzano certi termini in maniera troppo leggera, come, ad esempio, i Carc che vogliono additare gli agenti sionisti; qui, più volte abbiamo sentito slogan, additando i cosiddetti sionisti, come se il sionismo fosse il male di questo secolo”. (…)
A volte anche nostalgici del Ventennio, in ogni caso agenti sionisti
Dietro all’iniziativa di Sara Kelany, di Francesco Filini e degli altri proponenti l’interrogazione non c’era solo l’obiettivo di portare l’attenzione sul P.Carc, ma la volontà di aizzare il governo Meloni nella criminalizzazione e nella repressione del movimento in solidarietà al popolo palestinese. Con tre particolarità.
La prima, è la strumentale equiparazione fra antisionismo e antisemitismo. Una strumentalizzazione che accomuna i poli delle Larghe Intese: c’è una componente del Pd che rema nella stessa direzione e il disegno di legge “contro l’antisemistismo” presentato da Del Rio (Pd) è ben più persecutorio di quello presentato da Gasparri (Forza Italia).
La seconda, discende dalla precedente e si manifesta nell’affidamento dell’inchiesta e della verifica di veri o presunti “atti antisemiti” a non meglio specificate “associazioni e istituzioni ebraiche”.
Da una parte questa scelta risulta logica: gli agenti sionisti fanno letteralmente carte false per far coincidere sionismo ed ebraismo e provano, maldestramente, a nascondere dietro la dicitura “associazioni e istituzioni ebraiche” le strutture – legali e illegali – dei sionisti in Italia. Quali sono le associazioni e istituzioni con cui il governo sta collaborando il ministro Piantedosi non lo specifica.
Non occorre essere indovini per sapere che fra di esse non c’è, ad esempio, la Rete Ebrei contro l’Occupazione (Eco) e ci sono, invece, propaggini del Mossad e gli animatori di canali come “Israele senza filtri”, in cui gli iscritti invocano l’eliminazione fisica dei promotori della solidarietà al popolo palestinese in Italia.
Il ministro nomi non ne fa, ma del resto non sono stati fatti, fino a oggi, nemmeno i nomi di chi ha provato ad ammazzare Gabriele Rubini (Chef Rubio), nel maggio 2024.
La terza particolarità chiude in un certo senso il cerchio. Un ministro della Repubblica ritiene un pericolo eversivo l’obiettivo di sostituire il governo Meloni con un governo di emergenza popolare, con un governo partigiano della Palestina libera, con un governo che attua la Costituzione antifascista del 1948!
Il ministro Piantedosi manifesta un evidente disappunto quando si parla di attuare la Costituzione. Anche la claque dei parlamentari di Fdi, che si spertica nei complimenti “per il suo eccellente operato”, dimostra la stessa allergia alla Costituzione e ritiene la sua attuazione “eversiva”.
Non basta affatto sintetizzare che tale allergia derivi dal fatto che sono e rimangono dei fascisti di merda, ciò spiegherebbe la situazione solo in parte.
Non per tutti gli affiliati a Fratelli d’Italia l’allergia per la Costituzione nata dalla vittoria della Resistenza deriva direttamente dalle nostalgie per il Ventennio fascista. Alcuni di essi sono allergici alla Costituzione per deformazione professionale, per lo zelo con cui svolgono il ruolo per cui sono stati inseriti nei listini bloccati di Fratelli d’Italia e quindi eletti: servire la Nato, gli Usa e i sionisti nella promozione della Terza guerra mondiale, servire le organizzazioni padronali e criminali. Prostituire l’Italia alla Nato, agli Usa ai sionisti (e alla Ue).
Che siano loro a dare lezioni su cosa è o non è “costituzionale”, “eversivo” e persino “legale” è la dimostrazione della progressiva degenerazione del sistema politico delle Larghe Intese, e, in particolare, del ruolo attivo svolto dal Pd nello sdoganare gli scimmiottatori del fascismo del secolo scorso.
Che siano loro a essere preoccupati per “la possibile saldatura fra estremisti comunisti ed estremisti islamici” poi, è la grottesca ciliegina sulla torta. Sono preoccupati, loro! Loro che sono la saldatura fra i nostalgici di chi ha scritto e applicato le leggi razziali in Italia nel 1939 con i sionisti che stanno compiendo il genocidio in Palestina! Loro che sono complici del genocidio in corso in Palestina!
Abbiamo querelato questi sedicenti rappresentati del popolo
Il 2 dicembre, il Segretario Nazionale del P.Carc, Pietro Vangeli, ha querelato per diffamazione (all’art. 595, co. 3, c.p., in quanto comunicando con più persone, mediante il mezzo della televisione e della radio) Sara Kelani e Francesco Filini presso la Procura della Repubblica di Milano. È un atto legale, ma è soprattutto un atto politico.
È un atto, piccolo ma non isolato,che contribuisce a mettere un argine al delirio di onnipotenza, malafede e faziosità di personaggi che agiscono sistematicamente in nome del popolo italiano, ma per conto della Nato, degli Usa e dello Stato sionista d’Israele, per eliminare i diritti e le conquiste che le masse popolari hanno conquistato con la vittoria della Resistenza e con le lotte che l’hanno seguita.
È un atto che offre argomenti e appigli alla lotta per cacciare il governo Meloni, per continuarla nelle piazze, sui posti di lavoro, nelle scuole e portarla anche nelle sedi istituzionali e nelle aule di tribunale. Aule in cui è prassi corrente e ordinaria vedere sul banco degli imputati militanti e attivisti della causa palestinese, assistere al loro linciaggio mediatico e alla loro criminalizzazione, assistere alle condanne di chi è sceso in piazza, ma dove, al contrario, è stato finora impossibile veder processati i mandanti, i complici e i sostenitori italiani del genocidio contro il popolo palestinese.
È un atto, infine, che rafforza la lotta contro il sistema politico delle Larghe Intese. Abbiamo già detto che gli eletti di Fdi non sono gli unici ad agire su mandato dello Stato illegittimo d’Israele, non sono affatto gli unici agenti atlantisti, sionisti e guerrafondai. Anche il Pd e i suoi cespugli sono pieni di gente simile.
Facciamo appello a contribuire e dare visibilità alla querela contro Sara Kelany e Francesco Filini perché la più prevedibile delle conseguenze sarà l’archiviazione. Succede spesso, quando i querelati sono parte integrante delle Larghe Intese: a volte l’archiviazione avviene con tempi estremamente lunghi affinché cada nel dimenticatoio, altre volte avviene in tempi brevissimi per chiudere la pratica prima ancora che faccia notizia.
Per ostacolare questo epilogo chiediamo a parlamentari, amministratori locali e società civile di schierarsi pubblicamente. Non (solo) per sostenere un’iniziativa legale del P.Carc contro Sara Kelany e Francesco Filini e il governo Meloni, ma soprattutto per respingere il tentativo di far diventare eversivo l’obiettivo di dare al paese un governo che attua la Costituzione.






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