Stralci del comunicato della Direzione Nazionale del P.Carc – 28 dicembre 2025
Il 27 dicembre sono state arrestate nove persone, fra cui Mohammad Hannoun, accusate di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo, il famigerato art. 270bis del C.P. proveniente dal codice fascista Rocco, per aver finanziato “un’organizzazione terroristica”, Hamas, con i proventi raccolti per iniziative umanitarie.
L’operazione è stata costruita con due precisi obiettivi: colpire alcuni dei principali rappresentanti delle mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese e criminalizzare, con lo spauracchio del “terrorismo”, chi a quelle mobilitazioni ha preso parte.
La tattica infame dei servizi segreti israeliani, che hanno orchestrato l’operazione, consiste nel fatto che l’inchiesta non prende di mira “i violenti” che hanno “bloccato tutto”, ma quella estesa e meno evidente parte della popolazione italiana che si è mobilitata sul piano umanitario, attraverso la raccolta di soldi a sostegno della popolazione di Gaza, dei familiari dei prigionieri, degli orfani di chi è morto per la causa palestinese.
(…) La nostra solidarietà con tutti gli arrestati e gli indagati – quali che siano le accuse mosse contro di loro, le “prove a carico” e “gli accertamenti” che emergeranno – è piena e incondizionata.
Non solo mettiamo in guardia ogni organizzazione del vasto movimento di solidarietà con il popolo palestinese e ogni singolo elemento avanzato delle masse popolari dal credere a una sola parola di quanto le autorità e i media fanno circolare, ma se anche una parte delle accuse fosse dimostrata da “granitiche evidenze”, la nostra solidarietà non verrebbe meno.
Continuare a lottare e a sostenere in tutti i modi la resistenza del popolo palestinese è la prima e più importante forma di lotta contro il governo Meloni e gli agenti sionisti che operano nel nostro paese.
(…) L’inchiesta della procura di Genova è anche un’ennesima dimostrazione della completa e totale sottomissione dell’Italia agli imperialisti Usa e allo Stato terrorista d’Israele.
Anche questa volta – come nel caso del processo a carico di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh che è in corso a L’Aquila – a metterlo nero su bianco sono proprio le carte dei giudici.
Sono gli stessi magistrati a capo dell’inchiesta che nel comunicato stampa con cui cercano goffamente di giustificare il loro collaborazionismo con lo Stato genocida d’Israele scrivono:
“L’indagine è iniziata successivamente all’attacco terroristico attribuito ad HAMAS compiuto il 7 ottobre 2023, (…) ha ad oggetto condotte attive di appartenenza e finanziamento alla predetta associazione terroristica risalenti anche a data anteriore al 7 ottobre 2023 e si è sviluppata attraverso (…)
– documentazione trasmessa ufficialmente dallo Stato di Israele nel contesto della cooperazione giudiziaria: in relazione ad un originario procedimento n. 15003/2003 R.G.N.R. (per il quale è stata ottenuta la riapertura delle indagini), in risposta ad alcune richieste di assistenza giudiziaria formulate dalla DDA di Genova,
– atti trasmessi spontaneamente da parte delle Autorità Israeliane, ai sensi dell’art. 11 del Secondo Protocollo alla Convenzione Europea di Assistenza giudiziaria fatto a Strasburgo l’8.11.2001 e ratificato con legge n. 88 del 24 luglio 2019”.
(…) Il governo Meloni deve essere cacciato il prima possibile da un movimento popolare che rende ingestibile il paese a ogni autorità che sia collusa e complice con gli imperialisti Usa, con i sionisti d’Israele e con la Ue.
Bisogna impedire che al posto del governo Meloni venga installato un altro governo di servi della Nato e degli agenti sionisti “di colore diverso”, ma della stessa sostanza (vedi Pd: Picierno, Del Rio; vedi Italia viva, Renzi, Calenda, ecc.).
Bisogna imporre la costituzione di un governo di emergenza popolare. Un governo che attua la Costituzione del 1948, a partire dagli articoli 11 e 52.
Un governo che, fra le altre cose, ha nel suo programma l’epurazione di tutti gli agenti ostili alla pace e agli interessi delle masse popolari che oggi occupano i posti di potere, si rendono complici dei crimini contro l’umanità e alimentano la spirale della Terza guerra mondiale.






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