10, 100, 1000 scritte: “Viva la Resistenza palestinese!” è il nostro grido di battaglia!
Il 24 febbraio, come Partito dei Carc, abbiamo partecipato al presidio a Livorno, convocato dal Coordinamento Antimilitarista Livornese, per denunciare l’escalation bellica e la carneficina voluta dalla NATO e alimentata dagli imperialisti europei che da anni si consuma in Ucraina.
Proprio ieri, abbiamo appreso della morte di un lavoratore del porto di Livorno, un uomo di 31 anni che non è tornato a casa dalla sua famiglia. Una vittima del sistema che, con la sua feroce logica di sfruttamento, considera la vita dei lavoratori e delle lavoratrici sacrificabile. La sua morte è stata ricordata durante il presidio, ma non possiamo fare a meno di sottolineare come la sua tragedia sia solo una delle tante che il capitalismo ci impone. Condividiamo la denuncia portata ieri da un portuale, che ha messo a nudo la normalizzazione della morte a cui ci vorrebbero abituare: la morte sul posto di lavoro, la morte in guerra, la morte come condizione normale di un sistema che prospera sull’oppressione e sul sangue delle classi subalterne. Un sistema marcio, portato avanti da una classe dominante di sfruttatori e assassini, pervertita fino al midollo, come emerge chiaramente dagli Epistin Files.
Tutto questo non è normale, dobbiamo ribellarci!
Per fermare quella che è già una terza guerra mondiale in corso, è fondamentale la mobilitazione dei lavoratori, della classe operaia, come quella portata avanti dai portuali italiani ed europei contro il traffico di armi.
Un traffico che, nonostante le disposizioni della – molto limitata – legge 185 del 1990 e dell’articolo 11 della Costituzione italiana, viene sistematicamente violato dalla classe dominante. Il Governo Meloni, in quanto attuatore ed estensore dell’agenda Draghi, sta alimentando il ruolo dell’Italia nell’escalation bellica, rispondendo in primis agli interessi USA-NATO. Un ruolo che si riflette nell’aumento esponenziale delle spese militari, come attestano i numerosi programmi d’arma presentati nella legislatura corrente e documentati dal sito Peacelink.
Proprio a Livorno nei mesi scorsi si è sviluppata un’importante lotta dei lavoratori portuali che hanno ripetutamente scioperato impedendo l’attracco di navi della compagnia israeliana ZIM. Lotta che ha coinvolto la cittadinanza, gli studenti e altre categorie di lavoratori appartenenti a sigle sindacali diverse. L’azione dei portuali, dunque, non solo è pienamente legittima, ma rappresenta una concreta attuazione di quei principi costituzionali che il sistema viola sistematicamente.
Oggi, nel nostro paese, centinaia di persone vengono multate e denunciate per essersi sollevate contro il genocidio, per aver interrotto il traffico di armi nei porti e negli aeroporti, per aver “semplicemente” fatto ciò che le parti più progressiste della nostra Costituzione prescrivono.
Mentre questi vengono perseguiti con l’accusa di “crimini”, dall’altra parte c’è il governo Meloni, che intrattiene relazioni a tutti i livelli con uno stato genocida quale è Israele, rifornendolo di armi, di risorse e proteggendolo con leggi sempre più infami come i numerosi progetti di legge avanzati da parlamentari del PD, della Lega, di FdI, ecc. che provano ad assimilare antisemitismo e antisionismo.
Si conferma, chiaramente, che la legalità serve solo a blindare gli interessi della classe dominante, a sottomettere ancora di più le masse popolari e a criminalizzare chi si ribella.
Violare questi leggi è giusto oltre che necessario!
Il 17 marzo si terrà la prima udienza del processo contro Gianluca Marinaia, militante del Partito dei Carc accusato di aver scritto su un muro: “Viva la Resistenza palestinese” un messaggio chiaro di legittimazione della resistenza del popolo palestinese che resiste da oltre ottant’anni all’occupazione colonialista dei sionisti.
Ebbene, lo sbocco pratico che dobbiamo dare a questo messaggio è proprio quello di fare come i portuali e di sostenere la loro lotta contro multinazionali come la ZIM e SMC, con tutti i mezzi necessari; alimentare la solidarietà intorno alla causa palestinese; mettere in campo tutte le iniziative che diano visibilità e che servano a estendere e rafforzare questa lotta.
Per tanto, invitiamo tutti a partecipare al presidio che si terrà il 17 marzo in solidarietà a Gianluca Marinai, davanti al tribunale di Livorno a partire dalle 9:00. Sarà un momento fondamentale di solidarietà e resistenza, uniti contro la criminalizzazione delle lotte giuste.
Le prossime settimane saranno piene di occasioni per alimentare la lotta contro questo governo di criminali:
– la nuova spedizione della Global Sumud Flottilla,
– il tour “100 porti, 100 piazze” lanciato dalla Freedom Flottilla in tutta Italia,
– le manifestazioni a Roma del 14 e del 28 marzo
– il referendum del 22 e del 23 marzo a cui votare NO per dare un’altra bastonata nei denti a questa cricca di fascisti!
Federazione Toscana del Partito dei Carc

![[Firenze] Appello alla solidarietà: 13 giugno conferenza stampa e presidio di fronte al Meyer](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2024-11-23-at-19.55.37.jpeg?fit=384%2C216&ssl=1)

![[Firenze] Il vero “pericolo sociale” è il sionismo!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-articolo.jpg?fit=2450%2C1633&ssl=1)
![[Toscana] Liberiamoci dai sionisti e dai loro servi!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/724922404_1487919760148499_8710572040068770866_n.jpg?fit=2048%2C1152&ssl=1)
![[Firenze] Lettera aperta di un compagno del Partito dei Carc sotto inchiesta per la lotta contro il sionismo](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/1200x675_cmsv2_276fec5f-91c7-53d0-bc72-bfab0500d8bc-8016450.webp?fit=1200%2C675&ssl=1)