Bergamo, 16 dicembre 2025
COMUNICATO SULLE MULTE PER IL 3 OTTOBRE
La campagna repressiva e intimidatoria della questura di Bergamo nei confronti dei solidali con la mobilitazione contro il genocidio del popolo palestinese che vede la complicità del governo italiano e la copertura dell’amministrazione di Bergamo, si arricchisce di un nuovo tassello, dopo la difesa della presenza dei sionisti nelle manifestazioni del 25 aprile scorso e i continui tentativi di infiltrazione poliziesca nei cortei.
Da alcuni giorni stanno arrivando ad attivisti della Rete Bergamo x la Palestina e animatori delle mobilitazioni dello scorso settembre e ottobre, culminate anche a BG in presìdi, cortei, irruzioni che hanno bloccato per alcuni giorni alcune arterie dei trasporti, sanzioni amministrative di 300€ che la questura dirige sottobanco attraverso l’ente Rete Ferroviaria Italiana e la Polizia ferroviaria di Bergamo in merito all’occupazione temporanea della stazione FS lo scorso 3 ottobre. In quelle settimane milioni di persone in tutto il paese si sono mosse per sostenere ciò che il governo Meloni si rifiuta di fare: togliere il sostegno ai sionisti che massacrano i palestinesi, che violano sistematicamente il diritto internazionale, boicottare economicamente e cessare qualsiasi collaborazione militare con Israele, difendere gli invii di aiuti.
Le forme di lotta adottate rappresentano una giusta risposta all’attacco del governo dei padroni contro gli interessi delle masse popolari: mostrano come nessun divieto possa fermare la mobilitazione popolare. Le oceaniche e combattive manifestazioni di settembre e ottobre hanno spaventato la classe dominante e il suo governo. Perché hanno dimostrato che non bastano più la propaganda, la diversione, l’abbrutimento, i sindacati di regime, il teatrino della politica borghese, i pompieri e i professionisti della pacificazione a tenere buone le masse popolari, la cui rabbia e indignazione è esondata nelle piazze del paese. Si sono scoperti deboli e hanno avuto paura. La reazione è stata quella di chi ha finito tutte le altre opzioni: la repressione. A suon di manganellate ai cortei, divieti di manifestare, intimidazioni poliziesche, provocazioni. E oggi sanzioni e denunce e la volontà di rendere illegale qualsiasi mobilitazione di sostegno alla Palestina, contro il genocidio, per l’autodeterminazione del suo popolo, con vari progetti di legge di equiparazione della lotta al criminale sionismo con l’antisemitismo, mostrando la dipendenza delle organizzazioni politiche che lo sostengono con la lobby criminale sionista. Con queste operazioni il governo della borghesia imperialista in Italia cerca di impedire che la sempre più estesa mobilitazione in solidarietà alla resistenza palestinese si saldi con la mobilitazione popolare contro la rapina delle conquiste e dei diritti ottenuti con anni di lotte. L’economia di guerra di cui il governo Meloni si fa artefice è originata dallo sviluppo della crisi generale che si porta appresso il declino del dominio della borghesia e della sua società dei profitti, dello sfruttamento e della speculazione che porta il degrado in ogni ambito sociale e che sfocia nella terza guerra mondiale in corso. Organizzarsi in ogni territorio, azienda, scuola per respingere l’economia di guerra, coordinarsi per convergere ogni mobilitazione per cacciare il governo della guerra, della repressione e della complicità nel genocidio dei palestinesi e prendere in mano la direzione del paese con un governo di emergenza delle masse popolari organizzate.
Respingiamo in massa questa operazione politica repressiva della questura che colpisce la volontà di riscossa delle masse popolari. Raccogliamo tutte le multe per trasformarla in una mobilitazione collettiva di massa.
La solidarietà è un’arma: pratichiamola!
Rilanciamo il comunicato della Rete Bergamo per la Palestina
11 dicembre 2025
COMUNICATO della RETE BERGAMO PER LA PALESTINA
Da una decina di giorni alcuni attivisti della Rete Bergamo per la Palestina vengono convocati presso la polizia ferroviaria di Bergamo per recapitargli una sanzione di 300€ a seguito dell’occupazione della stazione nella giornata del 3 ottobre, in occasione del corteo cittadino durante lo sciopero nazionale unitario. Si parla di decine di sanzioni in arrivo. La stessa iniziativa sta avvenendo, con forme diverse anche in altre città, dove l’indignazione popolare ha portato per vari giorni a rompere la legalità borghese per contrastare la violazione della Costituzione da parte di questo governo che promuove il commercio di armi con Israele che massacra il popolo palestinese.
Si tratta di un aspetto della repressione che il governo Meloni sta conducendo da anni nei confronti dei movimenti di solidarietà contro l’oppressione dei popoli e nello specifico quello palestinese. Si tratta dell’ennesimo tentativo di perseguire la mobilitazione popolare contro la complicità del governo del nostro paese nel genocidio di un popolo che resiste organizzandosi da decenni contro il terrorismo e la criminalità dei sionisti.
È parte della crescita dell’apparato repressivo che nel tempo è stato approntato dai vari governi che si sono succeduti con la costruzione di un castello di norme fatte di diversi decreti sicurezza che servono per criminalizzare, perseguire e cercare di spegnere la rabbia popolare nei confronti della rapina delle conquiste e dei diritti ottenuti con anni di lotte, che oggi vengono difesi con le mobilitazioni in solidarietà alla resistenza palestinese, dagli operai contro lo smantellamento dell’apparato produttivo, dalle masse popolari contro la demolizione dei servizi pubblici. Le forme di lotta adottate rappresentano la giusta risposta alle scelte dei governi borghesi che hanno la funzione di proteggere gli interessi dei padroni e dei ricchi impedendo la mobilitazione popolare e la costruzione di organizzazione nelle aziende, nelle scuole, nei territori.
Sollecitiamo tutti coloro che ricevono tali o simili sanzioni a mettersi in contatto con la RETE BERGAMO PER LA PALESTINA e i suoi organismi componenti, per costruire un’adeguata risposta politica e legale a questi provvedimenti liberticidi, antipopolari, repressivi.
La Rete si è dotata di una Cassa di Resistenza e Solidarietà per gestire politicamente simili situazioni repressive. Invitiamo tutti a sostenerla e ad alimentarla.
STOP al genocidio
Cacciare il governo Meloni
[email protected] – FB Rete Bergamo per la Palestina – IG retebergamoperlapalestina


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