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[Bergamo] Comunicato in risposta al dossier de S’è destra, di Valerio Renzi

Sezione di Bergamo by Sezione di Bergamo
Agosto 21, 2025
in Sezione di Bergamo
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Ai comunisti del territorio

Agli organismi di lotta e alle avanguardie citate nel dossier in questione

Da qualche settimana circola un documento, citato come dossier (Laboratorio Bergamo: area del dissenso, estrema destra, sinistra putiniana https://sedestra.substack.com/p/laboratorio-bergamo-area-del-dissenso), ad opera del giornalista Valerio Renzi, collaboratore di varie testate tra cui il Manifesto e di FanPage e amministratore di vari canali su alcune piattaforme web. Pubblica periodicamente una newsletter che ha l’obiettivo di raccontare alcuni fatti delle destre in Italia e addirittura nel mondo. In questo caso tratta delle sedicenti relazioni, collaborazioni e intrecci tra la destra fascista, la sinistra antimperialista e l’area generale del dissenso sociale anticasta. All’interno siamo citati anche noi del PCARC di Bergamo. Dice di averlo ricevuto (non sappiamo ancora se dietro compenso, economico) da ambienti politici di Bergamo che da un’inchiesta fatta fanno capo ad un noto centro sociale cittadino di cui oggi restano solo le vestigia passate di movimento di autogestione (resta l’esperienza della palestra popolare, gestita peraltro da elementi esterni al centro sociale): sarebbe stato redatto da due suoi elementi di spicco. Oggi questo “centro sociale” sviluppa attività politica attraverso legami e relazioni con ambienti della cosiddetta sinistra istituzionale (in realtà destra moderata) e con le istituzioni locali cittadine, alla ricerca di considerazione e spazio politico (ma forse anche di qualche sgabello). Certo questi servigi in stile questurino, nemmeno per vie traverse, sono una novità del momento. Del resto i tempi attuali ci mostrano (vedi quanto capita all’area di PaP) come vengono arruolati dalle questure elementi già in giovanissima età per questi sporchi lavori, per istruirli per tempo e avviare una nuova selezione di adepti.

Ne vogliamo “parlare”, del dossier, per denunciare la sporca operazione politica infamante che rappresenta per il movimento politico antagonista bergamasco soggetto in questo caso al tentativo di provocazione e divisione da parte di chi è abituato a fare politica in tal modo: il regime delle Larghe Intese. Che vede l’unità e la collaborazione in funzione antipopolare e repressiva degli ambienti e partiti della destra istituzionale radicale (Lega, FI, Fd’I e cespugli) e quelli della destra moderata (PD e cespugli) per impedire (o dirigere verso posizioni compatibili con le istituzioni borghesi) la mobilitazione e l’organizzazione del malcontento e del dissenso popolare sempre più vasto (vedi anche sul terreno prettamente borghese della partecipazione alle elezioni) che si muove alla ricerca di vie per cambiare lo stato presente delle cose, votato alla guerra imperialista e contro le masse popolari.

Da ormai 5 decenni il sistema del capitale è entrato nella fase di crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale, che dal 2008 è diventata irreversibile e distruttiva, che determina un progressivo e costante peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli operai e delle masse popolari che sempre più vivono sulla propria pelle e non credono alle balle raccontate di futuri benefici dopo il periodo dei sacrifici: la classe al potere non ha nulla di positivo da offrire per la soluzione dei problemi che operai e masse popolari vivono se non degrado sociale, repressione e guerra. Si tratta di imporre amministrazioni locali di emergenza e un governo nazionale di emergenza contro i guerrafondai filonazisti di UE-USA-NATO e i complici del genocidio nei confronti del popolo palestinese, contro la classe dominante che governa il nostro paese, lo sta portando alla rovina e nella terza guerra mondiale.

L’approccio ciarlatanesco del documento alla realtà locale si evidenzia nel suo obiettivo politico già nelle premesse fatte dal Renzi laddove orienta la lettura secondo gli schemi contrapposti di filo-imperialisti o putiniani, dando per scontate queste categorie nel più classico schieramento della stampa mainstream. Intorno a questo meccanismo di narrazione viene costruito un “dossier” mettendo insieme e fabbricando, anche con notizie false e immaginarie e loro libere e pretestuose interpretazioni, relazioni tra i vari attori che nell’arco di almeno cinque anni si sono mossi, nell’ambito del sostegno al conflitto di classe (contrastato in svariate forme, come anche quella di simili dossier), che si è espresso in varie e inedite forme in questi anni, per ricostruire centri di orientamento, mobilitazione e organizzazione per dirigere lo scontro di classe contro la borghesia e il vaticano e per contrastare la mobilitazione reazionaria delle masse popolari promossa dai vari governi delle Larghe Intese fino all’attuale Meloni che si giovano dei servigi anche delle organizzazioni e associazioni della destra fascista diffusa.

Ciò che questi personaggi del sottobosco borghese non comprendono è che laddove le masse popolari si mobilitano e si organizzano per rispondere agli attacchi alle proprie condizioni di vita e per cercare delle soluzioni agli effetti degli sviluppi della crisi del capitalismo in corso i comunisti ci devono stare per orientare in senso rivoluzionario questa mobilitazione e organizzazione, per impedire che venga diretta da esponenti e organismi direttamente o indirettamente legati alla classe dominante (che si giovano anche dei legami e della presenza e dei servigi delle organizzazioni di massa della destra fascista) e contrastare la loro attività reazionaria. Anziché ritirarsi dove la destra promuove la ribellione delle masse popolari, i comunisti sfruttano a favore delle masse popolari il fatto che essa ha un’autorevolezza tradizionale e insita nelle relazioni strutturali, ha legami, risorse e protezioni per cui le è facile incominciare il lavoro di mobilitazione anche dove i comunisti avrebbero grandi difficoltà a intervenire direttamente. Attraverso la propria azione i comunisti possono strappare di mano alla destra reazionaria, ai fascisti, ai leghisti, al clero, ecc. la direzione di movimenti popolari che essi promuovono, fomentano e orientano. Per alimentare la lotta e la contrapposizione all’interno delle masse popolari (la guerra tra poveri, la mobilitazione reazionaria), per utilizzare le masse popolari come massa di manovra al servizio di scontri di potere tra diversi gruppi della classe dominante, per costruirsi un bacino elettorale, la destra reazionaria fa leva sul marasma e lo smarrimento prodotti dalla crisi, su uno dei mille problemi che colpiscono le masse popolari, ma non può andare fino in fondo: direttamente o indirettamente ognuno dei problemi, delle contraddizioni, ecc. su cui fa leva è infatti un risultato del suo sistema in putrefazione e della sua dominazione e se andasse fino in fondo la destra reazionaria colpirebbe se stessa. I comunisti invece possono andare fino in fondo, quindi con una linea giusta e di prospettiva possono trasformare queste mobilitazioni in una scuola di comunismo per gli elementi avanzati che vi partecipano e farle confluire nella lotta per l’instaurazione del Governo di Blocco Popolare, governo delle masse popolari organizzate: possiamo quindi ribaltarle contro coloro che le hanno promosse, la loro classe, il loro sistema e renderle alimento per la mobilitazione rivoluzionaria. I comunisti non si devono fermare davanti a “chi promuove le mobilitazioni”, al suo orientamento politico, ai suoi obiettivi e rinunciare ad intervenire per paura di “portare l’acqua” al suo mulino, lasciando così le masse popolari nelle mani dei promotori della mobilitazione reazionaria e della destra moderata. Partiamo invece dal presupposto che se la destra reazionaria, leghisti, fascisti e clero sono alla testa di una data mobilitazione è solo perché i comunisti sono assenti per limiti di concezione, analisi della situazione, linea: “la forza del nemico è data principalmente dai nostri limiti”.

Allo stesso tempo noi comunisti non ci fermiamo davanti alle idee, concezioni, rivendicazioni espresse dalle masse popolari che prendono parte alla battaglia: anche in questo caso, dobbiamo partire dal presupposto che se i comunisti non intervengono, non promuovono un orientamento avanzato tra le masse popolari, non promuovono la loro organizzazione e mobilitazione, per forza di cose sarà più forte (in particolare all’inizio della battaglia) l’influenza delle concezioni clericale e di quella borghese.

Finchè il movimento comunista non sarà prevalente, nella mobilitazione di massa prevarrà la mobilitazione spontanea delle masse popolari in cui esse porteranno tutte le loro contraddizioni e arretratezze e in cui noi dobbiamo essere in grado di favorire la parte avanzata e di prospettiva per far procedere comunque la mobilitazione contro la classe dominante e il suo sistema sociale in decadenza. Operazioni politiche di denigrazione e repressione condotte con simili dossier ci sono sempre state e ce le aspettiamo: fanno parte del metodo politico della classe dominante e chi si presta a tale sporco gioco non può altro che ricevere il disprezzo e l’odio che si da alla classe dominante.

Solidarietà agli organismi e singoli compagni antifascisti colpiti dalle denigrazioni e falsità di questa operazione politica.

                        Partito dei CARC, sezione di Bergamo,                   9 agosto 2025

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