All’alba di martedì 22 tre compagni appartenenti alla Rete Bergamo per la Palestina hanno subito una perquisizione delle loro abitazioni e si sono visti sequestrare dei beni tra cui i telefoni cellulari. La motivazione specifica dell’irruzione è l’andamento del corteo antifascista del 25 Aprile a BG, giornata di commemorazione della lotta di Resistenza contro i fascisti e i nazisti nel nostro paese. Lo scorso 25 Aprile, come in altre circostanze a Bergamo e altrove, gli esponenti della cosiddetta brigata ebraica seguaci dei sionisti e complici del genocidio del popolo palestinese hanno cercato di introdursi nel corteo macchiandolo del loro sostegno all’azione del criminale governo israeliano che persegue da oltre 80 anni la pulizia etnica e l’espulsione del glorioso popolo palestinese, con la complicità degli imperialisti USA, UE, sotto la guida del criminale movimento sionista. La Rete Bergamo per la Palestina ha cercato di impedire questo ingresso nel corteo e portare la solidarietà alla lotta di resistenza del popolo palestinese contestando la complicità dell’amministrazione comunale che da mesi non esprime parole di condanna nei confronti dell’azione genocidaria di Israele. Per tutta risposta lo spezzone della Rete BG x Palestina ha ricevuto l’aggressione di polizia e carabinieri, con il fermo di un compagno e il pestaggio in piazza, finchè le “truppe” della questura e del governo non sono state respinte dall’insorgere della parte più antifascista del grande corteo cittadino. Oggi si esprime con le perquisizioni la fase repressiva e intimidatoria delle indagini che sono avviate contro i vari militanti della Rete BG x Palestina per la sua azione di denuncia, solidarietà organizzazione e mobilitazione che ha sviluppato in più di un anno e mezzo di attività contro i crimini dello stato illegittimo di Israele e la sua azione di genocidio. Esprimiamo la nostra solidarietà e complicità nei confronti dei compagni che hanno subito gli atti repressivi. Questa attività repressiva si esprime non solo a Bergamo ma anche altrove: sulla scorta della recente approvazione dell’ennesimo liberticida decreto sicurezza, si persegue chi anche individualmente esprime la propria solidarietà nei confronti della resistenza palestinese. I più noti e recenti casi sono le 11 perquisizioni avvenute a Trieste dopo il 25 aprile, quella di Gabriele Rubini (chef Rubio), fogli di via, daspo, aggressioni ai cortei come quello nazionale a Milano del marzo scorso. La lobby sionista è diffusa, sviluppa pressioni sui governi per promuovere repressione e guerre in tutto il mondo.
L’obiettivo è chiaro, cercare con ogni mezzo di reprimere chi oggi si organizza, mobilita e lotta contro il genocidio in Palestina, contro la guerra e gli effetti della crisi. Ma quando il nemico ti attacca significa che ha paura. Ha paura del fatto che cresce sempre di più, in ogni parte del paese, la resistenza delle masse popolari agli effetti della guerra e della crisi, che settori sempre più ampi di masse si mobilitano e convergono.
L’aumento della repressione, con il DL sicurezza, è la risposta del nemico a questa ingovernabilità ed è la cifra della sua preoccupazione. Ma la repressione è un’arma a doppio taglio perché se da un lato spaventa comminando misure repressive, dall’altro lato alimenta la lotta, la solidarietà delle ampie masse e rafforza il nostro campo.
Cacciare il governo Meloni, complice del genocidio, promotore della guerra e della repressione. Imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate
Palestina libera fino alla vittoria!
LA SOLIDARIETÀ È UN’ARMA! USIAMOLA


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