Solo chi non ha paura di morire di mille ferite riuscirà a disarcionare l’imperatore
Mao Zedong
Firenze, 22.07.2025
Apprendiamo da una denuncia di Alberto Fazolo, rilanciata da un articolo de L’Indipendente, che lo scorso 17 luglio Gabriele Rubini ha subito un nuovo attacco repressivo: agenti dell’Antiterrorismo della Questura di Roma hanno perquisito la sua abitazione e sequestrato tutti i suoi strumenti elettronici, per poi trattenerlo nel commissariato di Frascati per più di dodici ore!
Gabriele è da anni oggetto di provocazioni e intimidazioni di questo tipo, ad opera di squadracce sioniste. Ricordiamo tutti il tentato omicidio del marzo dell’anno scorso, caduto nel “complice dimenticatoio” di istituzioni, tribunali e questure al libro paga di Israele come lo è, evidentemente, quella di Roma.
Vogliamo far sentire da Firenze la nostra solidarietà incondizionata a Gabriele, compagno col quale abbiamo condiviso molti momenti di lotta e che abbiamo avuto il piacere di ospitare anche di recente, lo scorso 1° maggio, in un bel dibattito sulla resistenza palestinese al Fondo Comunista.
Il motivo di tanto accanimento nei confronti di Gabriele è il fatto che non ha paura di chiamare quello che sta accadendo in Palestina col giusto nome di genocidio, non ha paura di indicare il problema che esiste a monte del 7 ottobre (tanto per essere chiari!) e cioè il progetto colonialista, e dunque endemicamente genocidario, di occupazione della Palestina storica e di annientamento ed espulsione della sua popolazione da parte della colonia israeliana, non ha paura di indicare nomi, cognomi, volti di chi ne è responsabile. L’accanimento contro Gabriele e contro tutti coloro che sono impegnati nel denunciare l’opera nefasta di Israele, la complicità della Comunità Internazionale e dei governi del così detto “occidente collettivo” – come lo è anche il governo Meloni – conferma che sono loro ad avere paura.
Censure, bavagli e intimidazioni non ci faranno certamente desistere dal portare avanti la nostra lotta!
Siamo consapevoli che ogni azione repressiva mette a nudo la natura reazionaria dello stato borghese e rafforza il campo della solidarietà di classe.
Continuiamo, allora, a lottare per estirpare il cancro del sionismo, portiamo avanti le nostre battaglie per togliere ogni margine di manovra e agibilità nel nostro paese agli assassini sionisti, facciamolo a partire dal combattere qui ed ora gli agenti del sionismo, dei quali in Toscana capofila è Marco Carrai, indegno Presidente della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer.
Siamo complici e solidali con Gabriele per il suo impegno e la sua onesta convinzione nel portare avanti la causa della liberazione del popolo semita palestinese!
Facciamo appello affinché questa solidarietà si estenda: chiamiamo le organizzazioni politiche, di movimento, del sindacalismo di base e di classe, i comitati attivi in solidarietà alla Palestina a esprimere la loro solidarietà al compagno!
Toccano uno toccano tutti!
Con la gloriosa resistenza palestinese fino alla vittoria!
Federazione Toscana del Partito dei CARC, Fondo Comunista – Firenze

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