Nell’articolo “Lo smantellamento della sanità pubblica è economia di guerra” (su Resistenza 1/2026) abbiamo accennato all’introduzione in Lombardia della cosiddetta “super intramoenia”, che obbliga gli ospedali pubblici a stipulare convenzioni con assicurazioni, fondi sanitari, mutue e investitori finanziari per la fornitura di prestazioni ai loro assicurati in tempi rapidi. Una misura che mette al servizio del privato le risorse della sanità pubblica, dà priorità a chi ha un’assicurazione rispetto ai pazienti comuni e aumenta lo sfruttamento del personale sanitario, già spremuto all’osso, che dovrà sobbarcarsi anche tutte le prestazioni in intramoenia.
È insomma una misura che porta il processo di smantellamento della sanità pubblica a un nuovo livello, tenendo conto anche del ruolo da apripista che la Lombardia storicamente ha in questo ambito per il resto del paese.
In Lombardia esiste però anche una fitta rete di organismi che si mobilita in difesa del diritto alla salute e che sta organizzando la mobilitazione contro questa misura. Particolarmente interessante in questo ambito è l’iniziativa che sta mettendo in campo il Coordinamento Lombardo degli Sportelli Salute.
Questo coordinamento è attivo dal 2022 e raccoglie oltre sessanta sportelli in tutta la regione. La sua attività principale consiste nell’imporre che le visite e le prestazioni sanitarie siano erogate dal Ssn nei tempi di legge indicati nelle prescrizioni mediche. Lo fa principalmente presentando dei ricorsi alle istituzioni sanitarie. La sua costituzione è stata infatti preceduta da un’approfondita inchiesta sulle leggi che ancora esistono a tutela del diritto alla salute, ma che vengono sistematicamente eluse.
Nella stragrande maggioranza dei casi questi ricorsi hanno successo. Quando i ricorsi non bastano, gli sportelli si mobilitano presentandosi fisicamente negli ospedali per pretendere l’applicazione della legge.
È, in sintesi, una relativamente vasta rete di controllo e pressione popolare sull’operato delle istituzioni sanitarie che, come affermato in un comunicato stampa pubblicato alla fine del 2025 (sul sito www.sportellisalute.lo.it), ha già effettuato oltre cinquemila ricorsi, di cui l’85% accolti con successo.
Data l’efficacia di tale metodo, gli sportelli puntano ora ad applicarlo anche alla lotta contro la “super intramoenia”, individuando le leggi nazionali che questa delibera regionale va a violare e diffidando su questa base i direttori sanitari dall’applicarla. L’obiettivo è passare dai ricorsi individuali a una lotta collettiva, usando il piano legale come base per sviluppare la mobilitazione e allargare la rete di controllo popolare sulla sanità pubblica, chiamando tutte le realtà disponibili a partecipare. Un’iniziativa che non si ferma alla protesta contro le misure di Regione Lombardia, ma punta a impedirne l’applicazione e a mettere in discussione dal basso la gestione della sanità.
Riportiamo di seguito il manifesto del Coordinamento Sportelli Salute che annuncia questa iniziativa. L’articolo pubblicato sul nostro sito contiene anche la lettera di diffida ai direttori sanitari, che può essere presa a modello per replicare iniziative simili in altri territori.
***
Manifesto del Coordinamento Lombardo Sportelli Salute per la difesa della sanità pubblica, gratuita e universale
Il 15 settembre scorso, la Giunta Regionale lombarda ha approvato – senza renderla pubblica – la
delibera n. XII / 4986, che obbliga gli ospedali pubblici a stipulare convenzioni con assicurazioni, fondi
sanitari, mutue e investitori finanziari per la fornitura di prestazioni ai loro assicurati in tempi rapidi.
Un atto che apre ulteriormente la strada a una sanità di mercato, dove la qualità delle cure dipende dalla
capacità di spesa.
Come Coordinamento Lombardo Sportelli Salute consideriamo questa delibera un attacco
inaccettabile al diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, dai LEA e dalla legge
833/1978.
È la definitiva liquidazione del Servizio Sanitario Nazionale che, grazie alle tante battaglie
condotte per un decennio, ha garantito cure gratuite per tutti.
Il presidente Fontana, l’assessore Bertolaso e i vertici politici che guidano oggi la nostra Regione,
imponendo ai direttori generali delle Asst e Irccs la delibera N. XII/4986, offrono ad assicurazioni, fondi di investimento e mutue il 50% delle prestazioni disponibili nelle strutture pubbliche. Così diminuiranno le prestazioni a disposizione delle persone che non possano e non vogliono foraggiare le assicurazioni, costruiranno percorsi privilegiati per gli assicurati, spingendo i Direttori della sanità pubblica a infrangere le leggi esistenti.
Questi signori fingono di non sapere che per ridurre le liste di attesa devono: assumere medici e
infermieri smettendo di sfruttarli come stanno facendo, acquistare nuove attrezzature, riaprire gli ospedali gli ambulatori e i consultori che hanno chiuso, smettere di finanziare i privati.
In continuità con la nostra esperienza, che negli ultimi tre anni ci ha portato a costringere il Servizio
Sanitario Nazionale a rispettare i tempi di attesa previsti dalla legge in migliaia di casi, stiamo
individuando le norme che la delibera N. XII/4986 viola e quelle che la sua applicazione inevitabilmente infrangerà.
Poiché la responsabilità delle illegalità ricadrà sui Direttori Generali, stiamo organizzando una grande manifestazione diffusa, per “ricordare” personalmente e contemporaneamente a tutti i Direttori Generali del servizio sanitario lombardo i rischi e le responsabilità che correranno se applicheranno le richieste contenute in questa delibera.
È su questa iniziativa concreta che chiediamo a tutte le realtà che si oppongono alla Giunta lombarda di unirsi, di sostenerla, di farla propria per difendere l’interesse comune di tutte e tutti.
Coordinamento lombardo Sportelli Salute.
Per una sanità pubblica, per tutte e tutti, gratuita ed efficiente.
www.sportellisalute.lo.it
[email protected]
***
LETTERA APERTA ai Direttori Generali ASST e IRCCS della Regione Lombardia
NON APPLICATE LA DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE XII/4986 del 15 settembre 2025
Febbraio 2026
I sottoscritti firmatari della presente,
nell’intento di tutelare il fondamentale diritto alla salute,sancito dallo spirito e dalla lettera della Costituzione della Repubblica Italiana, come definito dalla legge 833/1978, con particolare riferimento agli obblighi di universalità di accesso alle cure, al superamento delle diseguaglianze sociali e tra i territori che compongono la nazione italiana, nonché il Bene Comune di tutte le persone presenti sul territorio nazionale.
Premesso che
con la Delibera di Giunta Regionale n. XII/4986, approvata nella seduta del 15 settembre 2025, sono state introdotte e disciplinate le modalità e i contenuti per la stipula sistematica di contratti tra enti del Servizio Sanitario Regionale e le diverse configurazioni della “sanità integrativa” quali Fondi, Mutue e Assicurazioni,
considerato che l’applicazione di tale delibera comporterebbe:
1. una ulteriore alterazione strutturale dei rapporti tra sanità pubblica e privata, poiché Fondi, Mutue e Assicurazioni diverrebbero, di fatto, l’unico “cliente organizzato” e acquisirebbero un potere di condizionamento sulle scelte operative e strategiche delle strutture pubbliche, mettendo pertanto a rischio la preminenza delle funzioni pubbliche previste sia dalla L. 833/1978 che dalla L.R. 33/2009, assegnate a queste ultime nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale, agendo quindi in contrasto congli obblighi istituzionali della Giunta regionale lombarda.
2. La concentrazione nel servizio pubblico delle prestazioni meno remunerative, poiché i Fondi, Mutue e Assicurazioni, analogamente a quanto già fanno le strutture sanitarie private di loro proprietà, cederanno al Pubblico le prestazioni meno redditizie con un evidente trasferimento degli oneri sul SSN.
3. Il rischio evidente che, date le ambiguità della DGR in questione, le prestazioni messe a disposizione della sanità integrativa siano riferibili anche a prestazioni comprese nei LEA (fondi di tipologia B), oltre la sola quota posta a carico dell’assistito. Nella bozza di convenzione si indica infatti che le “prestazioni oggetto della Convenzione sono prestazioni di natura istituzionale … nell’ambito della missione pubblica della Struttura”, con riferimento sia ad attività ambulatoriale che a ricoveri, e con la esplicita indicazione, a quest’ultimo proposito, di “utilizzo di letti accreditati non attivi in regime istituzionale, laddove non previsti letti accreditati solventi.” Il tutto tenderebbe a risolversi in un percorso “privilegiato” per gli utenti dotati di una forma di sanità integrativa, nel complesso finendo in contrasto con lo stesso art. 9 del D.Lgs.
502/1992.
4. Un considerevole aggravio dei carichi di lavoro per gli operatori e le operatrici dipendenti della sanità pubblica e un concreto rischio di compromettere ulteriormente il già difficile equilibrio nel rapporto tra attività istituzionale e attività libero-professionale. Gli operatori coinvolti in questa forma aggiuntiva di libera professione, finirebbero per mettere a disposizione volumi di prestazioni superiori rispetto a quelli volti ad assicurare i compiti istituzionali (art. 4 comma 2 DL 73/2024). La previsione di prestazioni aggiuntive in orari prolungati e nelle giornate aggiuntive dei sabati è già causa di pesanti aggravi lavorativi.
5. Il mancato rispetto del turn over del personale e la riduzione delle strutture e degli strumenti a
disposizione delle strutture pubbliche, con spostamento di risorse verso la sanità privata in Lombardia, sono tra le cause della difficoltà del mancato rispetto delle tempistiche definite dalle normative vigenti per numerose e fondamentali prestazioni. L’incremento complessivo delle prestazioni aggiuntive connesse con questi contratti, a parità di personale, determinerà la mancata garanzia della prevalenza delle attività istituzionali rispetto a quelle libero-professionali.
È illegittimo che un paziente non venga curato nei tempi stabiliti dai LEA; risulterebbe ancor più grave e inaccettabile qualora ciò avvenisse per dare preminenza ai clienti di Fondi, Mutue e Assicurazioni.
L’utilizzo di spazi e tempi dell’attività libero-professionale intramoenia per soddisfare le richieste di Fondi, Mutue e Assicurazioni non è inoltre giuridicamente né eticamente accettabile, ed è in contrasto con la normativa nazionale D.Lgs. n. 124/1998, art. 3, commi 12 e 13; Decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, art. 3, comma 10, che individuano quale finalità primaria dell’intramoenia la riduzione delle liste d’attesa e non un diverso e più oneroso accesso alle prestazioni del SSR pubblico.
L’introduzione di percorsi di accesso privilegiati basati sulla capacità economica o sulla copertura assicurativa è in aperto contrasto con il principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione e con la natura universalistica del diritto alla salute definito dalla L. 833/1978.
Tale meccanismo rischia di compromettere profondamente il senso stesso della missione del personale sanitario e di incrinare il rapporto di fiducia tra operatori e cittadini, minando l’alleanza terapeutica, che costituisce presupposto essenziale per il buon funzionamento del sistema sanitario.
Tutto ciò premesso,
* Le chiedono, nell’ambito delle proposte per evitare gli ulteriori effetti negativi della delibera 4986 sulla funzione pubblica del SSR, di non dare seguito alle indicazioni contenute in detta delibera, poiché il Suo dovere primario è garantire a tutte le persone assistite dal Servizio Sanitario Nazionale tutte le prestazioni dovute, nel pieno rispetto dei tempi stabiliti dai Livelli Essenziali di Assistenza.
* In particolare La invitano a valutare in modo approfondito gli effetti di eventuali accordi in tale direzione e con particolare riferimento ai volumi di messa a disposizione di “tutte le proprie prestazioni sanitarie” rispetto agli obblighi istituzionali come pure alla messa a disposizione di “letti accreditati” nell’ambito dei ricoveri.
* La richiamano inoltre al pieno rispetto dei diritti degli operatori e delle operatrici sanitari affinché sia rispettata pienamente la volontarietà degli stessi alla eventuale adesione a forme aggiuntive di prestazioni lavorative, al di fuori di quelle istituzionali, nonché all’adeguamento dei rispettivi livelli retributivi, regolati dal contratto nazionale in essere. In caso contrario, per quanto sarà possibile, sosterranno ogni vertenza individuale o collettiva a partire dal rendere pubblico ogni mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
* In ogni caso Le rammentano che tali contratti, in quanto di evidente interesse pubblico, ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici e del D.Lgs. n. 33/2013, dovranno essere integralmente e tempestivamente resi pubblici e accessibili a chiunque.
COORDINAMENTO LOMBARDO SPORTELLI SALUTE
MEDICINA DEMOCRATICA
ARCI LOMBARDIA

![[Firenze] 9 maggio 1945 – 9 maggio 2025 Le masse popolari possono liberare il paese!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2025/05/bandiera-rossa-sventola-sul-reichstag.jpg?fit=800%2C600&ssl=1)



