lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Segnalazione. La flotta del genocidio – Sulle rotte delle armi dai porti italiani

Teresa Noce by Teresa Noce
Dicembre 30, 2025
in Resistenza n. 1/2026
A A
0
0
SHARES
43
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

A inizio dicembre, Altreconomia ha pubblicato un dossier dal titolo La flotta del genocidio – Sulle rotte delle armi dai porti italiani, a cura della giornalista Linda Maggiori.

Il dossier può essere acquistato direttamente sul sito di Altreconomia al prezzo di 8,99 euro.

È un lavoro di inchiesta approfondito che prende le mosse dalla legge n. 185 del 9 luglio 1990 dal titolo inequivocabile “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”.

Questa legge è stata approvata a seguito di una forte mobilitazione delle masse popolari, promossa negli anni Ottanta da realtà come Pax Christi – vedi campagna “Contro i mercanti di morte” – che chiedevano criteri etici per il commercio di armi, in linea con l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra.

Essa permette, in teoria, di conoscere dettagli di un mercato spesso poco trasparente; stabilisce che le operazioni di esportazione, importazione e transito di materiali di armamento devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell’Italia e introduce divieti di vendita verso paesi implicati in conflitti armati o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, con l’obiettivo di promuovere pace e sicurezza a livello internazionale.

In realtà, dal dossier di Linda Maggiori emerge come lo scopo originario di questa normativa sia di fatto ignorato nella pratica. Inoltre è in corso, già dal 2024, un tentativo di modificarla, svuotandola dei principi originari, attraverso, ad esempio, la riduzione della trasparenza sui dettagli delle operazioni e delle banche coinvolte nel traffico di armi, allo scopo di favorire l’industria militare a scapito del rispetto dei diritti umani.

Ed è proprio questo l’incipit del dossier: “Armamenti e munizioni transitano indisturbati per i porti italiani, diretti verso paesi che stanno violando pesantemente i diritti umani, come Israele. Il tutto senza trasparenza e sotto gli occhi dell’Agenzia delle Dogane, delle prefetture e dei ministeri competenti”.

L’inchiesta è stata condotta attraverso richieste di accessi agli atti alle varie istituzioni coinvolte, a partire dall’Agenzia delle Dogane e dall’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento (Uama, autorità nazionale italiana che opera sotto il Ministero degli Affari Esteri e che rilascia i permessi per l’esportazione, importazione e transito di materiali d’armamento e beni a duplice uso, i cosiddetti dual-use).

Nei registri che vengono tenuti da queste autorità non è tracciato alcun transito di armi e quindi non risultano autorizzazioni. Quel che però è emerso è che quando questo tipo di materiale viene movimentato è necessaria la presenza di altre autorità (oltre alla Dogana e all’Uama), come le forze di polizia che sono chiamate a scortare i container che contengono merci pericolose! Anche in questo caso, è difficile avere risposte dalle prefetture che si rifanno all’articolo 12 del Regolamento europeo 952/2013, che prevede la riservatezza dei dati doganali.

Tutto ciò non accade solo in Italia. Per portare avanti la sua inchiesta, Linda si è confrontata anche con attivisti di altri paesi ed è venuta a conoscenza di una sentenza storica da parte del tribunale di Bruxelles, che il 17 luglio 2025 “ha vietato al governo fiammingo il transito (e non solo l’export) di qualsiasi materiale militare verso Israele e ha stabilito una multa di 50.000 euro per ogni nuova spedizione di armi che parte verso Israele”: un esempio che potrà essere fatto valere anche negli altri porti europei.

Il dossier contiene poi una parte in cui vengono elencati i porti italiani coinvolti nel transito di armi verso Israele, le principali compagnie di trasporto merci implicate in questo traffico, le rotte seguite dalle navi. Il tutto supportato da tabelle piene di dati e mappe con i tracciati di navigazione.

Viene inoltre trattato il tema delle merci dual use: sono tante infatti le merci che non vengono considerate armamenti secondo la legge 185/1990, ma che possono essere, e sono utilizzate, anche in ambito militare come ad esempio il nitrato di ammonio che miscelato al gasolio diventa un potentissimo esplosivo o ancora i caterpillar utilizzati per distruggere Gaza e i villaggi della Cisgiordania.

Emerge chiaramente come l’Italia sia pienamente coinvolta nell’invio di armi a Israele, altro che “leggenda metropolitana” come sostiene Tajani!

In conclusione, questo dossier ci fa comprendere l’importanza e la centralità dei lavoratori portuali e di tutti quei lavoratori che in qualche modo sono informati preventivamente sui traffici di armi per arrivare a sviluppare concretamente campagne come “No harbour for genocide” (Nessun porto per il genocidio), che si propongono di boicottare e fermare i transiti marittimi di materiali militari, ma anche tutto il materiale dual use e le forniture energetiche verso Israele.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: CulturaMovimenti
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

È stato pubblicato il volume 2 del Manuale di Storia contemporanea

Next Post

L’ora della riscossa popolare è ora. Decine di iniziative e alcuni elementi emersi

Related Posts

L’ora della riscossa popolare è ora. Un ciclo nazionale di iniziative
Editoriali

È possibile una svolta e imprimerla spetta ai comunisti

by Teresa Noce
Dicembre 30, 2025
0

...

Genova. La mobilitazione dei portuali contro il traffico di armi si allarga
In evidenza

Non sarà un buon 2026 per la classe dirigente

by Teresa Noce
Dicembre 30, 2025
0

...

Abbiamo querelato i parlamentari di Fratelli d’Italia

Abbiamo querelato i parlamentari di Fdi

Dicembre 30, 2025
Solidarietà ad Hannoun e a tutti gli indagati e arrestati

Solidarietà ad Hannoun e a tutti gli indagati e arrestati

Dicembre 30, 2025
Sull’assemblea promossa da Pap il 25 ottobre a Roma

La rappresaglia contro il movimento in solidarietà al popolo palestinese

Dicembre 30, 2025
La Terza guerra mondiale è già in corso o incombe sul futuro?

La Terza guerra mondiale è già in corso o incombe sul futuro?

Dicembre 30, 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d