Abbiamo raccolto il punto di vista di un insegnante, Francesco Pomicino, Rsu Usb all’Itis Meucci di Firenze.
Il 20 ottobre l’Itis Meucci di Firenze era stato occupato dagli studenti per protestare contro la fatiscenza dell’edificio. La sera stessa alcune persone esterne alla scuola hanno fatto irruzione e hanno devastato le aule e i laboratori.
Nello stesso periodo e con lo stesso metodo sono state attaccate anche altre scuole occupate a Genova, Torino e Roma.
Cosa ne pensi dell’occupazione che c’è stata nel tuo Istituto?
Faccio una premessa: l’Istituto Meucci è, storicamente, una scuola dove l’aspetto politico non ha il peso che ha in altre scuole. Per fortuna, però, in questi due anni, piano piano, si è formato un collettivo studentesco, il collettivo Orso, in onore del compagno internazionalista Lorenzo Orsetti.
L’attuale sede del Meucci dovrà, nel giro di quattro anni, essere abbattuta e ricostruita in un terreno limitrofo. In virtù di questo progetto, nella scuola già da qualche anno non si fa più alcun intervento di manutenzione straordinaria perché ritenuto un dispendio economico inutile. Questo comporta, solo per dirne due, il continuo malfunzionamento dei radiatori e, soprattutto, un’infiltrazione d’acqua massiccia che finisce, dopo ogni pioggia, per allagare aule, laboratori e sala docenti. È inutile dire che passare sette ore al giorno in un ambiente del genere non è il massimo.
In questo clima, spinti anche dalle mobilitazioni delle altre scuole, un gruppo di studenti ha deciso, il 20 ottobre di quest’anno, di occupare l’Itis Meucci rivendicando questa scelta in un documento che, in sostanza, lamentava la condizione di fatiscenza della scuola a 360°. Solo in un secondo momento si è unito ai primi occupanti anche il collettivo Orso, chiedendo che fosse aggiunta al documento anche una motivazione legata alla solidarietà con il popolo palestinese e con la sua resistenza.
Per rispondere alla prima domanda era d’uopo fare questa premessa. Penso che, soprattutto in un periodo storico del genere, quando le giovani e i giovani manifestano in maniera così chiara l’esigenza di far sentire la loro voce, noi docenti dovremmo, non solo ascoltarli, ma aiutarli e guidarli nel loro percorso di “trasgressione-costruttiva”. Insegnare loro a trasgredire è infatti uno, se non il primo, dei nostri compiti professionali.
Abbiamo letto che, durante l’occupazione, c’è stato un blitz da parte di un gruppo di “matrice sconosciuta” che ha danneggiato la scuola.
Sì. Purtroppo durante la notte gli occupanti sono stati vittima di un raid, secondo me di stampo fascista, atto a vandalizzare gli ambienti scolastici con il fine duplice di colpire la scuola in quanto tempio dello spirito critico e gettare discredito sull’occupazione, anzi sulle occupazioni, visto che questo gruppo si è reso protagonista di azioni del genere anche in altre scuole del territorio fiorentino.
A tutto questo la dirigente ha reagito, secondo me, in maniera assolutamente inadeguata, accusando gli occupanti non di essere gli autori diretti della devastazione, ma di esserne comunque i responsabili “morali” in quanto la scuola era affidata a loro.
Ovviamente per me questa narrazione non ha né capo né coda. La realtà è che in questo periodo i dirigenti ricevono delle forti pressioni dal Ministero dell’istruzione e del merito miranti a soffocare qualsiasi azione, didattica o meno, che devi dal pensiero dominante.
Questo, ovviamente, non vuol dire che i dirigenti spalleggino le squadracce fasciste, questo no, ma certamente il loro comportamento denota una mancanza di coraggio nel saper rispedire al mittente i diktat ministeriali, di cui loro sono i zelanti esecutori.
Come docente, come pensi di poter contribuire a questo movimento studentesco e di lavoratori che si è mosso in questi mesi? Fai già parte o sei in contatto con qualche organizzazione tematica o sindacale? Che tipo di lavoro fate?
Personalmente sto contribuendo al movimento “Blocchiamo tutto!” parlando e ragionando con i miei studenti delle dinamiche che investono questo periodo storico e delle loro implicazioni tragiche che colpiscono intere comunità di uomini e donne e invitandoli a partecipare alle manifestazioni.
Gli studenti hanno bisogno che qualcuno insegni loro a vedere dov’è il vero nemico, non già nel migrante o in chi ha gusti sessuali diversi dai nostri, ma negli uomini che opprimono altri uomini creando condizioni di ingiustizia sociale. Bisogna, insomma, tornare a parlar loro di lotta di classe. Io lo faccio malgrado tutto e anche se insegno fisica. Sono anche impegnato come lavoratore in attività sindacali, sono Rsu della mia scuola eletto con Usb e come cittadino faccio politica con l’assemblea di Bagno a Ripoli di Potere al Popolo con la quale, periodicamente, organizziamo eventi di carattere politico su diverse tematiche presso la casa del popolo di Grassina e presso il circolo Boncinelli di Firenze Sud.






