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Conferenza antimperialista a Caracas. Il contributo del Partito dei CARC

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Novembre 27, 2025
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Rilanciamo il contributo che il Partito dei Carc ha inviato alla nona Conferenza internazionale anti-imperialista organizzata dalla Piattaforma mondiale anti-imperialista (PAM), dal titolo “Comune o niente”, che si è svolta lo scorso 21 ottobre a Caracas, in Venezuela.

In occasione della cerimonia di chiusura dell’incontro, il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha lanciato la costruzione delle Brigate internazionali Simón Bolívar, composte da uomini e donne provenienti da tutto il mondo, con lo scopo di combattere insieme al Venezuela per l’indipendenza, la sovranità e la pace in caso di aggressione e intervento degli Stati Uniti.

Leggi anche: Trump minaccia la guerra. Il Venezuela risponde con la mobilitazione popolare

Iniziative di solidarietà sono inoltre già in corso anche nel nostro paese. Tra queste ricordiamo L’appello a difesa del Venezuela e per la pace lanciato da cittadini, intellettuali, attivisti democratici, antimperialisti e pacifisti che si pone l’obiettivo di promuovere iniziative unitarie davanti alle sedi diplomatiche della Repubblica Bolivariana in Italia per fare conoscere la verità e difendere Venezuela.

***

Compagni, il Partito dei CARC ringrazia la PAM per aver organizzato questa Conferenza e auspica che a breve termine anche nel nostro paese se ne tenga una simile, per procedere nel cammino che la PAM ha intrapreso e al quale ci uniamo.

Esprime la massima solidarietà al popolo venezuelano e al suo governo, il governo che il popolo si è dato e che, forte dell’eredità di Hugo Chavez, difende a fronte di ogni aggressione interna ed esterna, il governo che ringraziamo per dare ospitalità a questa Conferenza che è insieme momento e strumento di difesa contro l’aggressione degli imperialisti al popolo venezuelano e a tutti i popoli della terra, e allo stesso tempo segno del movimento di riscossa delle masse popolari e della rinascita del movimento comunista che si manifestano in più parti del mondo.

Compagni, ciò che è fatto non si cancella. I passi avanti compiuti dal popolo venezuelano negli ultimi decenni così come le lotte per l’instaurazione del socialismo di tutti i popoli del mondo e dei partiti che li hanno guidati per più di un secolo hanno lasciato segni indelebili nella storia presente, indicano la strada per la storia futura e ci spingono ad avanzare in questa strada.

A fronte delle rivoluzioni proletarie (socialiste e di nuova democrazia), delle lotte per la liberazione e l’indipendenza dei popoli, del movimento di resistenza delle masse popolari, la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e associati (canadesi, giapponesi, sudcoreani, australiani e simili) risponde con l’estensione della guerra.

È guerra sul fronte orientale dell’Europa: gli imperialisti l’hanno cominciata da più di dieci anni in Ucraina con i massacri della popolazione del Donbass e oggi arretrano di fronte all’intervento a suo sostegno della Federazione Russa.

È guerra in Palestina, dove i sionisti attuano contro il popolo palestinese un genocidio peggiore di quello dei nazisti contro il popolo ebraico nel secolo scorso e che è costretto oggi a ritirarsi da Gaza di fronte alla resistenza popolare in Palestina e nei paesi imperialisti, dal cui appoggio dipende la sopravvivenza dello Stato sionista d’Israele.

È mobilitazione contro la Repubblica bolivariana del Venezuela, con gli imperialisti USA che mandano le loro navi da guerra sul suo mare, ultimo atto dopo tutti i tentativi di destabilizzare il governo dall’interno mobilitando i loro servi infami traditori della nazione. Sono tutte le manovre di destabilizzazione palesi ed occulte nei vari continenti del mondo, e tutti gli attacchi alle condizioni di vita delle masse popolari in tutti i paesi, nei paesi imperialisti e nei paesi oppressi dagli imperialisti.

È guerra sul piano militare, politico, economico, sociale e culturale, e di questa guerra è parte il conferimento del premio Nobel “per la pace” a Marina Corina Machado, strumento vile degli imperialisti USA, nemica del popolo del Venezuela e una delle peggiori figure della reazione nel continente sudamericano.

La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e associati si è infognata nella Terza guerra mondiale perché non ha altra via, ormai, per fare fronte alla crisi che corrode e devasta il suo sistema alla radice: crisi economica, politica, culturale, crisi generale che investe ogni aspetto della società e che ha solo due soluzioni possibili, la rivoluzione proletaria o la guerra. La guerra è una via obbligata per gli imperialisti, che la continuano anche a fronte delle sconfitte che subiscono come accade in Ucraina e come accade in Palestina, e come inevitabilmente accadrà quando la estenderanno nell’Asia orientale, contro Stati quali la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Popolare Democratica della Corea. Gli imperialisti saranno sconfitti, come lo furono i nazifascisti nella Seconda guerra mondiale.

Gli imperialisti si trovano davanti, tra l’altro, Stati socialisti potenti su ogni piano, politico, economico, militare, sociale e culturale. Né loro né nessun altro possono sconfiggere un paese dove il popolo e il suo governo sono uniti, dove i comunisti guidano le masse popolari ad avanzare nella costruzione del socialismo facendo tesoro delle vittorie e anche delle sconfitte dei comunisti che ci hanno preceduti, correggendo gli errori e superando i limiti a causa dei quali la prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria si è esaurita e il movimento comunista è ripiegato.

Gli imperialisti non sono riusciti a piegare una piccola nazione come Cuba, sono usciti sconfitti in una piccola penisola come quella del Vietnam, hanno fallito in ogni tentativo di rovesciare i governi del Venezuela negli ultimi due decenni. Nemmeno sono riusciti a piegare la resistenza del popolo palestinese che è diventata attacco con l’operazione condotta il 7 ottobre del 2023, la Tempesta di Al Aqsa.

Mao Tse-tung e i comunisti cinesi ci hanno insegnato che “l’imperialismo e tutti i reazionari, da un punto di vista a lunga scadenza e strategico, sono delle tigri di carata. Su questo, noi costruiamo il nostro pensiero strategico. D’altro canto, essi sono anche tigri vive, tigri di ferro, tigri vere e mangiano gli uomini. Su questo noi costruiamo il nostro pensiero tattico”.

Gli imperialisti seminano morte e distruzione, non hanno alcuna regola morale, non si arrestano di fronte ad alcun orrore, e in questo senso sono tigri vere. Ma fondamentalmente sono tigri di carta: ogni loro passo è passo verso il baratro, vanno avanti alla cieca spinti dalla ricerca del profitto, ogni loro passo suscita resistenza e ribellione che i comunisti possono e devono trasformare in rivoluzione: nella guerra popolare rivoluzionaria che sconfiggerà gli imperialisti instaurando il socialismo.

Per questo motivo le forze comuniste e antimperialiste, ciascuna nel suo campo e nel loro insieme, pur nella certezza della loro vittoria, devono dedicare ogni attenzione e il massimo rigore nel dotarsi e attuare un piano d’azione per far avanzare la rivoluzione nel proprio paese e unirsi a quelli che sotto tutti i cieli alzano la bandiera della lotta contro l’imperialismo, della lotta per mettere fine alla Terza guerra mondiale e al sistema imperialista di cui essa è frutto. Questa Conferenza è appunto strumento per comprendere meglio la situazione e come intervenire per trasformare la guerra in corso in rivoluzione. Le auguriamo quindi pieno successo, e in particolare che sia cemento per la costituzione di un fronte antimperialista mondiale.

Nostra volontà è dedicare le migliori energie per un fronte antimperialista mondiale, con la fiducia e la forza che ci viene dalla consapevolezza che tale fronte include nazioni quali la Cina e la Russia, impegnati anche sul piano economico a costituirsi in alleanze quali quella dei BRICS, che include nazioni quali la Corea del nord, il Vietnam, il Venezuela e tanti altri, che include partiti e organismi attivi in ogni parte del mondo.

Contemporaneamente e soprattutto, dedichiamo tutte le energie all’avanzamento della rivoluzione socialista in Italia, cioè ad abbattere l’imperialismo nel nostro paese e fare dell’Italia un nuovo paese socialista. La via per farlo oggi consiste nella creazione di un governo d’emergenza degli organismi popolari, un Governo di Blocco Popolare che faccia fronte agli effetti sempre più devastanti della crisi tra le masse popolari del nostro paese. Questo è oggi il massimo contributo che diamo alla lotta contro l’imperialismo a livello internazionale e per ciascun paese, il nostro migliore contributo per il popolo venezuelano, per il popolo palestinese e per tutti i popoli del mondo. Questo governo per la cui costituzione il Partito dei CARC sta operando da più di quindici anni prevede già, tra le sue misure, l’instaurazione di rapporti internazionali con ogni paese che sarà disposto a instaurarli, rapporti privilegiati, ad esempio, con governi come quello del Venezuela.

La tradizione di lotta rivoluzionaria del popolo italiano è per noi, oltre che motivo di orgoglio, pietra fondante per far avanzare la rivoluzione socialista e, oggi, per costituire il Governo di Blocco Popolare. Questo glorioso patrimonio si è manifestato anche in questi ultimi giorni, con scioperi generali, blocchi di porti, strade, autostrade e ferrovie e manifestazioni di milioni di persone a sostegno della Sudum Flottilla, all’insegna della parola d’ordine “Blocchiamo tutto” partita dai portuali di Genova, in questo periodo all’avanguardia della classe operaia italiana. Tutto ciò ci dà fiducia, ci illumina la strada, ci consente di inoltrare un messaggio di gioia a voi che a questa Conferenza prendete parte e a tutti quelli che ci ascoltano.

Viva il popolo venezuelano e il suo governo!

Trasformiamo in attacco la resistenza contro gli imperialisti!

Avanti, fino alla vittoria!

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