L’8 dicembre 2024 a Bologna è stato fondato il Coordinamento Nazionale No Nato – Cnnn, che nella sua Dichiarazione Programmatica si è assunto come finalità quella di “attuare fino in fondo l’art. 11 della Costituzione italiana, la cui applicazione implica e coincide con l’uscita dell’Italia dalla Nato”.
Fin dalla sua fondazione, il Cnnn mira a coordinare organizzazioni nazionali e comitati locali già esistenti, a costruirne di nuovi e a promuovere la costruzione di coordinamenti regionali e provinciali contro la presenza di basi Usa-Nato, contro la militarizzazione di scuole e università, contro la militarizzazione dei territori, il traffico di armi, ecc.
Durante tutto il 2025, il Cnnn ha avviato la mappatura delle installazioni militari Usa-Nato sul suolo italiano, ha organizzato iniziative e assemblee locali, ha promosso appuntamenti nazionali di lotta e mobilitazione su alcune scadenze, tra cui le giornate del 4, 5 e 6 aprile (con trenta iniziative in tutta Italia, a cui hanno partecipato oltre 2 mila persone); giornate che si sono inserite nel contesto più generale di mobilitazione contro la guerra, la corsa al riarmo della Ue, ecc. in cui il Cnnn ha portato la parola d’ordine della nuova liberazione del paese dai gruppi imperialisti Usa-Nato e dai guerrafondai al governo.
Il Cnnn ha inoltre operato per sostenere tutte le mobilitazioni e iniziative che a livello nazionale e locale sono andate nella direzione di alimentare la mobilitazione delle masse popolari contro la guerra, la costruzione di organismi di lavoratori sull’esempio del Calp di Genova e del Gap di Livorno, il coordinamento tra le varie realtà attive nel paese che, a vario modo e titolo, si mobilitano contro il riarmo e lo sviluppo della Terza guerra mondiale.
Il Cnnn ha poi condotto (e conduce ancora) una lotta politica per l’unità d’azione, su obiettivi comuni immediati, nelle mobilitazioni contro la guerra e, quindi, per lo sviluppo di una politica da fronte tra i principali centri promotori delle iniziative che hanno animato il 2025. Conscio delle differenze ideologiche e politiche presenti nel vasto movimento per fermare la Terza guerra mondiale, in solidarietà con il popolo palestinese e contro l’occupazione militare Usa e Nato del nostro paese, il Cnnn promuove il dibattito sulla necessità di definire obiettivi e azioni comuni che favoriscano la crescita in qualità e quantità della mobilitazione popolare, contro le logiche concorrenziali e settarie radicate in gran parte del sindacalismo (di base e non) e dei partiti e organismi che si oppongono alla guerra.
Le mobilitazioni del 22 settembre, del 3 e 4 ottobre e le altre che hanno animato il paese in quelle settimane sono la dimostrazione che è possibile procedere su questa strada. Anzi, questa è l’unica via per uscire dagli orticelli dell’autoreferenzialità e alimentare il protagonismo delle masse popolari.
Seguendo questo principio, il Cnnn non si è tirato indietro dall’intervenire ovunque è stato in grado di farlo, dalle assemblee promosse da Stop Rearm Europe a quelle promosse da Pap-Usb, dalle iniziative di piazza promosse dalla Cgil a quelle promosse dalle associazioni palestinesi e così via, operando per favorire la costruzione di un fronte unitario di lotta per fermare la Terza guerra mondiale. Allo stesso tempo, ha sempre e comunque portato all’interno di ogni contesto i suoi obiettivi e le sue parole d’ordine: “fuori l’Italia dalla Nato”, “no alla sottomissione del nostro paese agli imperialisti Usa”, “no al riarmo europeo”, “cacciare il governo Meloni servo dei guerrafondai Usa e Ue”.
A un anno dalla sua nascita, il Cnnn conta una trentina di comitati aderenti e un centinaio di adesioni individuali, toccando le principali regioni del paese. Ma solo in alcune di esse ha costruito nodi locali (cittadini, provinciali e regionali). In alcuni gruppi e organismi attivi nella lotta contro la Nato pesa la sfiducia che si possa costituire effettivamente su scala nazionale una opposizione efficace. E persiste la disabitudine a vedere la (e quindi investire energie nella) costruzione di un progetto nazionale di coordinamento degli organismi locali. Questo benché sia evidente che ogni lotta locale contro le installazioni militari Usa-Nato riscontra dei limiti oggettivi, determinati in primis dalla possibilità di incidere davvero se non ci si coordina a livello nazionale, vista la portata della questione.
Tale disabitudine si combina spesso con atteggiamenti concorrenziali e settari, profondamente radicati, contro cui il Cnnn lotta. Detto questo, ci sono anche alcune esperienza d’avanguardia di alcuni nodi del Cnnn o di forze con cui il Cnnn ha a che fare, esperienze da studiare e generalizzare: dal Tavolo Uniti contro la Guerra di Napoli alle tende contro la guerra che si sono svolte a Milano e dintorni (dalla zona sud della città fino a Sesto San Giovanni).
Nei prossimi mesi il Cnnn proseguirà sulla strada di promuovere la costituzione e la formazione di nodi locali che si combinino con il vasto movimento contro la guerra presente nel paese. Stabilire, alimentare, costruire forme di collaborazione e coordinamento tra tutti gli organismi decisi a farla finita con la Terza guerra mondiale è la parola d’ordine con cui il Cnnn ha sostenuto e contribuisce, ad esempio, alla mobilitazione del 4 novembre promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e università. Allo stesso tempo, il Cnnn lavorerà alla conclusione della mappatura delle installazioni militari Usa e Nato, alla costruzione di momenti pubblici di confronto e dibattito, a rafforzare l’organizzazione e il ruolo della classe operaia nella lotta contro la Terza guerra mondiale.
L’obiettivo è avanzare nella costruzione di un più ampio fronte di forze che lotta per liberare il paese dagli imperialisti Usa-Nato, dalla Ue e dai suoi programmi di guerra e riarmo e dal governo Meloni loro faccendiere.






