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Repressione antisindacale dopo lo sciopero del 3 ottobre

Teresa Noce by Teresa Noce
Novembre 11, 2025
in Lavoro operaio e sindacale, Resistenza n. 11-12/2025
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Che lo sciopero del 3 ottobre abbia inchiodato il governo Meloni alle sue responsabilità e abbia “creato il panico” fra la classe dirigente del paese è evidente anche dalla rappresaglia della Commissione di garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (Cgsse) che il 21 ottobre ha aperto contro Usb, Cgil, Cub, Sgb, Cobas, Cib Unicobas e Cobas Sardegna una procedura disciplinare, contestando il fatto che lo sciopero del 3 ottobre fosse “illegittimo”.

Giustamente, nel suo comunicato in risposta alla mossa della Cgsse (che ha operato su mandato di Salvini), Usb ribadisce come “l’assenza di azioni per fermare il genocidio da parte del Governo italiano e la mancata difesa dei nostri concittadini della Global Sumud Flotilla, illegalmente arrestati da Israele, si configurino come una aperta violazione del nostro dettato costituzionale e che, pertanto, il ricorso allo sciopero, senza il rispetto dei dieci giorni di preavviso, rientri perfettamente dentro una corretta interpretazione del citato articolo di legge (la legge 146/90, ndr) .

Sulla Flotilla della “fermezza e della speranza” inoltre, erano imbarcati diversi lavoratori e lavoratrici, e l’azione di sciopero si è configurata anche come finalizzata alla tutela della loro integrità fisica, che è l’altro motivo che rende legittimo lo sciopero fuori dai termini di preavviso, come recita sempre l’articolo 2 comma 7 della legge 146.

Ma, al di là dei termini puramente giuridici della questione, è chiaro che si è messa in moto una operazione per colpire quell’organizzazione che, prima ha realizzato il grande sciopero generale del 22 settembre, e poi ha finito per trascinare anche la Cgil nello sciopero del 3 ottobre”.

Anche la Cgil ha risposto con un comunicato stampa, decisamente più blando e conciliatorio nei toni. Sminuendo l’attacco al diritto di sciopero e sottacendo il carattere politico del procedimento lo definisce un atto amministrativo “previsto espressamente dalla legge”. Come a dire: è un atto dovuto di cui non preoccuparsi eccessivamente.

Tuttavia, la Cgil nello stesso comunicato stampa ribadisce anch’essa le ragioni dello sciopero e le rivendica nettamente, annunciando che farà ricorso contro il provvedimento della commissione.

Come P.Carc lo abbiamo ribadito con un volantino diffuso nella manifestazione nazionale promossa dalla Cgil a Roma il 25 ottobre: lo sciopero del 3 ottobre era assolutamente legittimo. Prima ancora che per gli articoli e i commi della citata legge 146, lo era in termini politici e lo sarebbe stato anche se una qualsiasi legge lo avesse formalmente dichiarato illegale.
Rilanciamo l’appello di Usb a “sostenere le ragioni di legittimità dello sciopero, inondiamo di messaggi di protesta la casella di posta della Commissione, [email protected] (è giusto scioperare contro i complici del genocidio)”.
Inoltre chiamiamo tutti i lavoratori, i delegati, i funzionari e i dirigenti sindacali di ogni sigla a promuovere iniziative di solidarietà reciproca e di lotta unitaria per difendere il diritto di sciopero, a partire dalla data del prossimo 28 novembre.

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Tags: Lavoro operaio e sindacale
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