Nella Repubblica Popolare Cinese (Rpc) lo sviluppo economico è diretto dai piani quinquennali. Questi sono elaborati nelle sue linee guida dal Partito Comunista Cinese, adottati e sviluppati dal Consiglio di Stato e poi approvati dal Congresso Nazionale del Popolo.
I piani quinquennali sono uno dei perni dell’economia socialista che permettono al sistema politico, assieme al controllo statale e alla presenza del Pcc nelle principali aziende del paese, di mantenere il controllo sul sistema economico nell’interesse del popolo. Dunque, l’esatto contrario di quanto accade nei paesi capitalisti, dove l’economia controlla la politica e tutto è nell’interesse di una cricca che controlla i mezzi di produzione.
Essi sono uno dei fattori alla base dello straordinario sviluppo economico della Rpc, che continua a crescere a ritmi vertiginosi mentre i paesi imperialisti si dibattono nella crisi. Perché, a differenza dei piani economici che ogni tanto i governi dei paesi imperialisti sbandierano a meri fini elettorali, questi piani vengono realizzati.
Il 23 ottobre si è concluso a Pechino il IV Plenum del XX Comitato Centrale del Pcc, dove il tema centrale era proprio il bilancio del piano quinquennale in corso e l’elaborazione delle linee guida per il piano 2026-2030.
Il comunicato finale (che tratta diversi aspetti, ci soffermiamo qui sui principali) mette in luce i principi che il XV piano quinquennale dovrà seguire.
Il piano punterà ancora sullo sviluppo dell’economia reale e del processo di industrializzazione, orientandolo però verso la qualità: ciò significa maggiore integrazione di tecnologie avanzate, robotica industriale di ultima generazione, intelligenza artificiale e innovazione digitale. Un’attenzione centrale sarà riservata anche alla sostenibilità ambientale, attraverso la costruzione di un “nuovo sistema energetico” e la promozione di una produzione a basse emissioni.
Nel settore industriale il piano seguirà due direttrici principali: da un lato coltivare e far crescere i settori emergenti, dall’altro modernizzare e riqualificare le industrie tradizionali.
Un altro pilastro sarà la promozione dello sviluppo delle aree arretrate e di una maggiore complementarità e integrazione tra le diverse regioni del paese.
Lo sviluppo economico dovrà poggiare principalmente sulla crescita della domanda interna e sul miglioramento della “qualità della vita del popolo”, promuovendo “occupazione di qualità, riforma della distribuzione dei redditi, istruzione equa, edilizia abitativa e sanità pubblica” e potenziando i servizi pubblici, che dovranno essere universali e inclusivi (e che porteranno anche a un aumento dei posti di lavoro a fronte dell’automazione della produzione).
Il comunicato continua sottolineando che per realizzare il piano sarà fondamentale rafforzare il Pcc, la disciplina interna e la riforma morale, migliorare la capacità di leadership del Partito in tutti i settori, rafforzare la democrazia socialista e lo Stato di diritto, promuovere una cultura socialista moderna e prospera con il marxismo come guida ideologica. A questo riguardo, sono stati dichiarati decaduti undici membri del Comitato Centrale e altrettanti ne sono stati nominati. Tra questi Zhang Shengmin, già numero due della principale agenzia anticorruzione del Partito e generale delle forze missilistiche, che prende il posto del rimosso He Weidong alla vicepresidenza della Commissione militare centrale.






