Nella notte del 21 ottobre è avvenuto un blitz da parte di esterni che ha devastato l’ITIS Meucci che in quel momento era occupato dagli studenti. L’attacco, che ha portato ad un grave danneggiamento della struttura, è stato fatto passare come “di matrice sconosciuta”, ma quello che conosciamo bene è il dato politico che c’è dietro: si tratta di un attacco vero e proprio contro l’organizzazione degli studenti e contro la loro occupazione, occupazione avvenuta per chiare motivazioni. Uno studente del Collettivo Autogestito Meucci infatti denunciava che “La scuola versa in condizioni fatiscenti e c’è necessità di fondi e supporto, perché, come lamentano anche alcuni docenti, mancano svariate cose. […] Ci sono svariati problemi: i bagni e i termosifoni non funzionano, la strumentazione al Meucci è indecente, ci sono gli stessi strumenti che usavano i nostri fratelli dieci anni fa, di cui la maggior parte non funziona o è malfunzionante. Non vogliamo sentirci studenti di serie B, trascurati: occupiamo per pretendere che non ci trascurino più”.
E’ importante respingere e denunciare qualunque tentativo di istituzioni e Preside di far ricadere la colpa di quanto accaduto sugli studenti in occupazione, tentativo che risulterebbe ancora più grave considerando il fatto che gli studenti avevano addirittura richiesto più volte – e invano – la presenza di una pattuglia della Polizia durante la notte: si conferma il fatto che la sicurezza e la difesa delle nostre scuole (ma vale anche per le fabbriche, i luoghi di aggregazione ecc…) non va delegata alle Forze dell’Ordine, ma organizzata con il controllo popolare dal basso, dall’alleanza di studenti e lavoratori.
L’attacco all’ITIS Meucci, avvenuto in concomitanza a quello, di minore intensità, ai danni dell’Istituto Galilei, è da leggersi alla luce di un quadro più ampio nel quale si inserisce anche l’imbrattamento dello striscione a sostegno della Palestina posto dagli studenti fuori dal Liceo Artistico di Sesto Fiorentino. Se poi allarghiamo la visuale a fatti di carattere nazionale, è necessario menzionare l’attacco squadrista al Liceo occupato Leonardo da Vinci di Genova e le provocazioni fasciste fuori dal Liceo Einstein di Torino, in seguito alla quali, dopo la giusta e più che legittima risposta studentesca, poliziotti in borghese e celere sono intervenuti caricando e arrestando non chi stava provocando, ma gli studenti antifascisti!
La Federazione Toscana del Partito dei CARC esprime massima ed incondizionata solidarietà agli studenti e alle studentesse del Collettivo Autogestito Meucci e di tutte le scuole che in queste settimane, anche in Toscana, hanno occupato o comunque si sono mobilitati e si sono trovati ad avere a che fare con provocazioni esterne e tentativi di denigrazione di vario tipo: a tal proposito, approfittiamo per dichiarare il nostro sostegno e salutare la nascita del Collettivo del Piccolomini di Siena, che, proprio in questi giorni di occupazione della scuola, si trova a fare i conti con tentativi di dividere il corpo studentesco e iniziative reazionarie alle quali i media locali stanno dando un risalto quanto meno eccessivo e di cui sarebbe interessante approfondire la matrice.
E’ importante interpretare queste provocazioni e il risbucare dalle fogne di gruppi e gruppuscoli fascisti non come una dimostrazione della forza del governo Meloni che passa al contrattacco dopo le imponenti mobilitazioni delle ultime settimane, ma, al contrario, come una manifestazione di debolezza, dovuta al non sapere più “che pesci prendere” e come fare fronte alla crescente ingovernabilità del paese.
In una situazione di del genere, quello che impedisce la caduta del Governo Meloni e la sua sostituzione con un governo d’emergenza popolare è solo la nostra debolezza, è il fatto che il movimento degli organismi operai, popolari e giovanili e delle forze anti larghe intese non è ancora abbastanza forte, organizzato, coordinato. Occorre quindi moltiplicare le occupazioni delle scuole e delle università e soprattutto fare in modo che queste siano delle occasioni di rafforzamento, di crescita (numerica e qualitativa) dei collettivi studenteschi che le organizzano, di coordinamento di questi con gli organismi di lavoratori (a partire dagli insegnanti delle scuole e il personale ATA, che in migliaia si sono mobilitati nelle scorse settimane), con i comitati per la Palestina e le altre realtà tematiche locali.
C’è il rischio di provocazioni e attacchi di scimmiottatori del fascismo? Gli studenti facciano appello in loro soccorso a gruppi organizzati (formali o informali) di lavoratori ed esponenti della classe operaia, per organizzare dei turni di vigilanza democratica e antifascista fuori dalle scuole occupate! Serve passare dalla difesa all’attacco, denunciare a gran voce ogni tentativo di intimidire gli studenti che lottano e rendere di ciascuno di questi episodi un problema di ordine pubblico, chiamando in causa le istituzioni e mettendole alle strette: o fare la propria parte e schierarsi senza mezzi termini dalla parte degli studenti, oppure perdere la faccia.
Solidarietà alle studentesse e agli studenti del Collettivo Autonomo del Meucci e del Liceo Artistico di Sesto Fiorentino!
Contro ogni tentativo di fiaccare le lotte, estendere il controllo popolare!
Partito dei CARC – Federazione Toscana

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