Si moltiplicano le occupazioni delle scuole superiori in tutta Italia. Il movimento studentesco sta dando prova di forza, coraggio e voglia di cambiamento. Da nord a sud la mobilitazione degli studenti scatena azioni repressive, attacchi squadristi e mette in luce tutta la difficoltà e al debolezza del governo Meloni a mantenere l’ordine pubblico.
A Torino gli studenti del liceo Einstein hanno occupato la scuola tenendo fuori preside e insegnanti a seguito di un fatto molto grave. Per contestare un volantinaggio organizzato da una forza neofascista (e quindi anticostituzionale) uno studente sedicenne della scuola è stato trattato come un delinquente, ammanettato e portato in Questura.
Dopo un presidio, un corteo che ha sanzionato la sede del Fuan e di Fratelli d’Italia e dopo una lettera di polemica dei genitori contro il preside dell’istituto i giovani hanno deciso di procedere con l’occupazione: «Oggi occupiamo in attesa di una forte condanna di quanto successo da parte della nostra presidenza. Ci scusiamo se per qualche giorno le lezioni saranno interrotte, ma per noi oggi è importante che gli studenti e le studentesse conquistino il potere di intraprendere iniziative politiche forti nel momento in cui le condizioni di vita vanno verso una miseria umana utile a creare automi per le guerre e per il profitto».
Nella lettera i genitori scrivevano: «Nessuno ha provato a mediare, a proteggere e a evitare che una scena così violenta e umiliante si consumasse davanti agli occhi di tutte le studentesse e degli studenti, lasciati soli. Denunciamo pubblicamente la gravità di questo episodio, il silenzio che lo ha accompagnato e la mancanza di tutela nei confronti di tutte le studentesse e di tutti gli studenti, molti dei quali ancora minorenni».
A Genova il 26 ottobre un gruppo di fascisti è entrato di notte durante l’occupazione del Liceo Da Vinci armato di spranghe e catene. Ha devastato le aule, svuotato gli estintori e disegnato svastiche. Nei giorni a seguire ridicoli tentativi della Questura, sostenuta da Valditara, di derubricare l’episodio come aggressione casuale fatta da alcuni “maranza”. La prova del nove è arrivata nei giorni a seguire. Sono state ben quattro a Genova le scuole occupate, in solidarietà con Gaza e contro le politiche del governo Meloni, in cui sono state messe in campo aggressioni simili.
Nei giorni successivi forte è stata la risposta del movimento studentesco e popolare della città di Genova con manifestazioni, presidi e mobilitazioni che hanno ribadito sostegno e solidarietà con gli studenti sotto attacco. A Genova c’è stata un’altra aggressione ieri e altre due nei giorni scorsi, vedi QUI.
A Bologna gli studenti del liceo Minghetti il 28 ottobre hanno contestato il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei presente nella scuola per partecipare a un incontro su tema Medioriente e Palestina. Lisei è stato accolto da un picchetto fuori all’ingresso principale della scuola, da cori e striscioni: “Fuori i fascisti e i sionisti dalle scuole”. Scomposta la reazione del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Sassone, che ha dichiarato: «la giunta Lepore la smetta di voltarsi dall’altra parte e prenda finalmente una posizione chiara e netta contro queste occupazioni che bloccano i servizi e negano il diritto allo studio ai nostri ragazzi». Nel frattempo altre mobilitazioni, blocchi stradali e presidi vanno avanti nella città per contestare le politiche del governo Meloni e le politiche securitarie che porta avanti.
Anche a Sesto Fiorentino, martedì 28 ottobre, gli studenti del Liceo Artistico di Sesto Fiorentino sono stati accolti a scuola dalla sorpresa di vedere uno striscione in sostegno alla Resistenza palestinese, che avevano affisso alcuni giorni prima, lordato da alcune svastiche.
A Roma sono decine le scuole occupate in questi giorni. Un fiume di giovani che sta bloccando le lezioni e animando ampie manifestazioni. In una di queste scuole gruppi di neofascisti hanno aggredito gli studenti in occupazione al liceo Bramante, devastato la struttura e disegnato svastiche per due notti di seguito. Un pestaggio a uno degli studenti ha spinto il collettivo a prendere la decisione di interrompere l’occupazione indicendo un’assemblea straordinaria in cui è stato ratificato uno spazio permanente autogestito, fuori dall’orario scolastico, per poter proseguire le attività avviate nell’ambito dell’occupazione.
Anche a Napoli le occupazioni si sono moltiplicate a decine in tutta la città. Tutte le occupazioni sono state sostenute dai docenti e sono confluite nelle manifestazioni del periodo contro il genocidio in corso a Gaza. In questo caso il posto dei fascisti l’ha preso il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha chiesto alla Prefettura e alla Questura, per motivi di ordine pubblico, lo sgombero delle scuole occupate perché “ritardano l’avvio dei lavori del Pnrr”.
A Catania un professore ha aggredito gli studenti. Su alcuni siti – vedi QUI – si rilanciano ricostruzioni parziali e che tentano di minimizzare l’accaduto. Gli studenti della scuola hanno invece realizzato i video dell’accaduto e anche una ricostruzione dei fatti pubblicata su Instagram.
Il movimento di resistenza di tutta Italia ha il compito di sostenere il movimento studentesco contro ognuno di questi attacchi. Tutto il movimento popolare, a partire dalla classe operaia, ha il compito di mobilitarsi nella vigilanza e nella protezione degli studenti.
Questo renderà questi attacchi anche l’occasione per organizzarsi di più e meglio, per unire le forze e ricacciare indietro gli scimmiottatori degli squadristi ma anche tutti i tentativi di dividere il movimento studentesco in buoni e cattivi criminalizzando i giovani che si stanno mobilitando con forza, coraggio e intelligenza. Giù le mani dagli studenti!
Dieci, cento, mille occupazioni verso il 4 novembre, giornata di lotta contro la militarizzazione di scuole e università!
Che lo sciopero studentesco del 14 novembre sia un fiume in piena contro il governo Meloni!






