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Giù le mani dagli studenti. Dieci, cento, mille occupazioni per cacciare il governo Meloni!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Ottobre 31, 2025
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Si moltiplicano le occupazioni delle scuole superiori in tutta Italia. Il movimento studentesco sta dando prova di forza, coraggio e voglia di cambiamento. Da nord a sud la mobilitazione degli studenti scatena azioni repressive, attacchi squadristi e mette in luce tutta la difficoltà e al debolezza del governo Meloni a mantenere l’ordine pubblico.

A Torino gli studenti del liceo Einstein hanno occupato la scuola tenendo fuori preside e insegnanti a seguito di un fatto molto grave. Per contestare un volantinaggio organizzato da una forza neofascista (e quindi anticostituzionale) uno studente sedicenne della scuola è stato trattato come un delinquente, ammanettato e portato in Questura.

 Dopo un presidio, un corteo che ha sanzionato la sede del Fuan e di Fratelli d’Italia e dopo una lettera di polemica dei genitori contro il preside dell’istituto i giovani hanno deciso di procedere con l’occupazione: «Oggi occupiamo in attesa di una forte condanna di quanto successo da parte della nostra presidenza. Ci scusiamo se per qualche giorno le lezioni saranno interrotte, ma per noi oggi è importante che gli studenti e le studentesse conquistino il potere di intraprendere iniziative politiche forti nel momento in cui le condizioni di vita vanno verso una miseria umana utile a creare automi per le guerre e per il profitto».

Nella lettera i genitori scrivevano: «Nessuno ha provato a mediare, a proteggere e a evitare che una scena così violenta e umiliante si consumasse davanti agli occhi di tutte le studentesse e degli studenti, lasciati soli. Denunciamo pubblicamente la gravità di questo episodio, il silenzio che lo ha accompagnato e la mancanza di tutela nei confronti di tutte le studentesse e di tutti gli studenti, molti dei quali ancora minorenni».

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A Genova il 26 ottobre un gruppo di fascisti è entrato di notte durante l’occupazione del Liceo Da Vinci armato di spranghe e catene. Ha devastato le aule, svuotato gli estintori e disegnato svastiche. Nei giorni a seguire ridicoli tentativi della Questura, sostenuta da Valditara, di derubricare l’episodio come aggressione casuale fatta da alcuni “maranza”. La prova del nove è arrivata nei giorni a seguire. Sono state ben quattro a Genova le scuole occupate, in solidarietà con Gaza e contro le politiche del governo Meloni, in cui sono state messe in campo aggressioni simili.

Nei giorni successivi forte è stata la risposta del movimento studentesco e popolare della città di Genova con manifestazioni, presidi e mobilitazioni che hanno ribadito sostegno e solidarietà con gli studenti sotto attacco. A Genova c’è stata un’altra aggressione ieri e altre due nei giorni scorsi, vedi QUI.

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A Bologna gli studenti del liceo Minghetti il 28 ottobre hanno contestato il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei presente nella scuola per partecipare a un incontro su tema Medioriente e Palestina. Lisei è stato accolto da un picchetto fuori all’ingresso principale della scuola, da cori e striscioni: “Fuori i fascisti e i sionisti dalle scuole”. Scomposta la reazione del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Sassone, che ha dichiarato: «la giunta Lepore la smetta di voltarsi dall’altra parte e prenda finalmente una posizione chiara e netta contro queste occupazioni che bloccano i servizi e negano il diritto allo studio ai nostri ragazzi». Nel frattempo altre mobilitazioni, blocchi stradali e presidi vanno avanti nella città per contestare le politiche del governo Meloni e le politiche securitarie che porta avanti.

Anche a Sesto Fiorentino, martedì 28 ottobre, gli studenti del Liceo Artistico di Sesto Fiorentino sono stati accolti a scuola dalla sorpresa di vedere uno striscione in sostegno alla Resistenza palestinese, che avevano affisso alcuni giorni prima, lordato da alcune svastiche.

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A Roma sono decine le scuole occupate in questi giorni. Un fiume di giovani che sta bloccando le lezioni e animando ampie manifestazioni. In una di queste scuole gruppi di neofascisti hanno aggredito gli studenti in occupazione al liceo Bramante, devastato la struttura e disegnato svastiche per due notti di seguito. Un pestaggio a uno degli studenti ha spinto il collettivo a prendere la decisione di interrompere l’occupazione indicendo un’assemblea straordinaria in cui è stato ratificato uno spazio permanente autogestito, fuori dall’orario scolastico, per poter proseguire le attività avviate nell’ambito dell’occupazione.

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Anche a Napoli le occupazioni si sono moltiplicate a decine in tutta la città. Tutte le occupazioni sono state sostenute dai docenti e sono confluite nelle manifestazioni del periodo contro il genocidio in corso a Gaza. In questo caso il posto dei fascisti l’ha preso il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha chiesto alla Prefettura e alla Questura, per motivi di ordine pubblico, lo sgombero delle scuole occupate perché “ritardano l’avvio dei lavori del Pnrr”.

A Catania un professore ha aggredito gli studenti. Su alcuni siti – vedi QUI – si rilanciano ricostruzioni parziali e che tentano di minimizzare l’accaduto. Gli studenti della scuola hanno invece realizzato i video dell’accaduto e anche una ricostruzione dei fatti pubblicata su Instagram.

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Il movimento di resistenza di tutta Italia ha il compito di sostenere il movimento studentesco contro ognuno di questi attacchi. Tutto il movimento popolare, a partire dalla classe operaia, ha il compito di mobilitarsi nella vigilanza e nella protezione degli studenti.

Questo renderà questi attacchi anche l’occasione per organizzarsi di più e meglio, per unire le forze e ricacciare indietro gli scimmiottatori degli squadristi ma anche tutti i tentativi di dividere il movimento studentesco in buoni e cattivi criminalizzando i giovani che si stanno mobilitando con forza, coraggio e intelligenza. Giù le mani dagli studenti!

Dieci, cento, mille occupazioni verso il 4 novembre, giornata di lotta contro la militarizzazione di scuole e università!

Che lo sciopero studentesco del 14 novembre sia un fiume in piena contro il governo Meloni!

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