La federazione Lombardia del Partito dei CARC esprime la massima solidarietà e vicinanza a Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (API), a cui il questore Bruno Megale ha notificato un “foglio di via” per un anno dalla città di Milano.
Hannoun e la sua associazione sono fra i promotori dall’ottobre 2023 delle mobilitazioni che si svolgono ogni sabato a Milano in solidarietà alla Resistenza e al popolo della Palestina. Già lo scorso anno Hannoun era stato raggiunto da un DASPO. Il motivo? Aver espresso solidarietà a coloro che si erano mobilitati ad Amsterdam contro la violenza sionista dei tifosi del Maccabi Tel Aviv. Questa volta Mohammad è stato colpito dal provvedimento per aver dato solidarietà al movimento di resistenza palestinese e per aver condannato il genocidio perpetuato dallo stato sionista di Israele, denunciando il ruolo dei collaborazionisti dei sionisti. Questo attacco è chiaramente un atto che tenta di equiparare l’antisionismo all’antisemitismo e di attuare già nei fatti il disegno di legge 1927 presentato da Gasparri.
Questa misura repressiva si aggiunge all’elenco delle azioni avvenute questo fine settimana che ha visto protagoniste celere e polizia a caricare i manifestanti solidali con la causa palestinese a Roma, Torino e Napoli. In particolare a Napoli sono stati attaccati i “Sanitari per Gaza” e altre organizzazioni per aver organizzato una contestazione all’interno di Pharma Expo contro la multinazionale israeliana TEVA. Oltre le cariche sono stati effettuati tre arresti di attivisti ed esponenti sindacali: Mimì, Dario e Francesco. Anche a loro va tutta la nostra solidarietà.
Questi attacchi dimostrano che il governo Meloni è in difficoltà e quindi deve ricorrere alla criminalizzazione e alla repressione per cercare di intimidire e indebolire il movimento di solidarietà alla Palestina e contro la guerra. Un movimento che nelle scorse settimana ha “bloccato il paese” con scioperi e mobilitazioni partecipate e combattive e che nonostante la spacciata “tregua voluta da Trump” non si è affievolito e si sta rafforzando legandosi anche alle lotte e rivendicazioni dei lavoratori e delle masse popolari per condizioni di lavoro e di vita migliori.
Per quanto riguarda Milano, la vicenda di Hannoun si lega strettamente alle cariche del 13 ottobre avvenute sotto Palazzo Marino dopo la bocciatura della mozione per interrompere il gemellaggio Milano-Tel Aviv. La giunta Sala, come il governo Meloni, è complice e sostenitrice degli interessi dell’entità sionista. Il gemellaggio Milano-Tel Aviv ha alla base relazioni commerciali ed economiche. Tra queste quelle delle aziende Metropolitana Milanese (MM) e Società Esercizi Aeroportuali (SEA) attraverso gli appalti per la costruzione della metropolitana di Tel Aviv o il consenso per il trasporto di materiale bellico e dual use dall’aeroporto di Malpensa verso Israele. E mentre per Hannoun e chi manifesta a fianco del popolo palestinese arrivano DASPO e denunce, la magistratura lascia decadere le misure detentive ai Manfredi Catella e all’ex assessore Tancredi e il governo pensa ad un nuovo decreto “Salva-Milano”.
Alla repressione serve rispondere organizzando la solidarietà nei quartieri, nelle scuole e nelle aziende con volantinaggi, scritte, manifesti, assemblee, presidi: raccogliamo prese di posizione fra tutte le realtà sindacali, politiche e associative, tra i lavoratori, gli artisti, i giornalisti solidali con la Palestina. No alla divisione tra “buoni e cattivi”!
Alla finta tregua e contro il genocidio palestinese serve rispondere continuando a mobilitarci nelle aziende, denunciando e bloccando i traffici di armi e i legami economici con lo stato sionista di Israele, partecipando alle campagne di boicottaggio in corso.
Uscire dalla spirale della Terza guerra mondiale e porre fine alla complicità e asservimento ai sionisti e agli imperialisti USA-NATO ed europei è possibile. Serve che tutte le organizzazioni popolari e operaie, le forze sindacali, politiche e singoli esponenti della società civile che sono contro le Larghe Intese (non solo il polo FdI-Lega-FI ma anche quello del PD), si coordinino e mobilitino per cacciare il governo Meloni e impongano un proprio governo, un Governo di Blocco Popolare, partigiano della Palestina e che attua le parti progressiste della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista!

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