L’11 settembre Usb ha proclamato sciopero generale per l’intera giornata del 22 settembre con l’appello a bloccare tutto in sostegno alla Global Sumud Flotilla e in solidarietà alla Palestina. Allo sciopero del 22 hanno aderito anche altri sindacati di base come Cub, Sgb e Adl Varese. Alcuni, come il Si Cobas, hanno aderito localmente o hanno dato indicazione ai propri iscritti di partecipare allo sciopero.
Pochi giorni fa la Cgil ha proclamato per oggi, venerdì 19 settembre, uno sciopero “per Gaza” di due ore a fine turno, ma praticamente tutti i settori, a partire dalla Fiom, lo hanno esteso a 4 ore a fine turno.
La decisione della Cgil ha provocato molte reazioni anche da parte degli iscritti, che hanno criticato la scelta di non alimentare la mobilitazione e ponendosi in alternativa a una giornata di lotta unitaria.
Al di là della frammentarietà creata dalla proclamazione dello sciopero per il 19 settembre da parte della Cgil, i lavoratori e le lavoratrici si stanno ponendo la questione di come NON mettere in contraddizione le due date, non potendo scioperare due volte in pochi giorni, si stanno adoperando per creare un collegamento tra le due date e renderle due giornate di lotta concatenate.
Sappiamo che in alcune aziende è stata proclamata l’adesione a entrambi gli scioperi e che in altre i lavoratori si stanno organizzando per fare una “staffetta” per scioperare alcuni il 19 e altri il 22 e coprire così entrambi i giorni di sciopero.
Gli scioperi del 19 e del 22 settembre possono essere collegati e sostenuti da tutti i lavoratori, al di là della giornata di sciopero a cui aderiscono. Il 22 settembre può raccogliere anche tutti quei lavoratori che scioperano il 19 per diventare una giornata di peso, incisiva, capace di infliggere un duro colpo al governo Meloni.
Tutti i lavoratori e le lavoratrici che sciopereranno in maniera alternata, o chi sciopererà solo una delle due giornate, possono sostenere e dare peso agli scioperi anche dal posto di lavoro. Presentandosi a lavoro, timbrando il cartellino, ma riducendo il ritmo lavorativo, parlando con i colleghi e mettendo in atto scioperi bianchi, attenendosi rigidamente agli orari di lavoro e lavorando al minimo. Le forme con cui rallentare (o persino bloccare) la produzione in ogni azienda sono svariate e sta alla fantasia e creatività di ogni lavoratore trovarne di adeguate. La complicità dei compagni e delle compagne e dei compagni di lavoro è condizione favorevole per raggiungere l’obiettivo.
Anche BDS (Boicotta, Disinvesti, Sanziona) ha lanciato per le giornate dal 18 al 21 settembre un weekend di azioni e iniziative in cui si organizzino azioni di disturbo di massa imperniate su blocchi e occupazioni. “Poiché si tratta di una questione di vita o di morte, chiediamo la formazione di ampie coalizioni e l’organizzazione, ove possibile, di potenti azioni di disturbo di massa, adeguate al contesto […] Bloccare, occupare o comunque interrompere il funzionamento di autostrade strategiche, ponti, porti, strutture di aziende complici nel settore delle armi, della tecnologia, dei media, della finanza e altro” – vedi il link Weekend di azioni globali
Sono tantissime le categorie, i collettivi, gli organismi che stanno aderendo alla giornata del 22 settembre. Per renderla una giornata di blocco reale e totale del paese tutti i lavoratori e le lavoratrici che sciopereranno devono riversarsi nelle piazze, partecipando alle iniziative programmate per la giornata. Devono convergere per alimentare e rendere efficaci i blocchi proclamati e programmati in tutto il paese.
Far convergere tutte le energie della giornata nei blocchi stradali, ferroviari e dei porti è l’aspetto determinante per la riuscita dell’iniziativa.
Per bloccare davvero il paese e renderlo ingestibile al governo per l’intera giornata e capillarmente. Per assestare così un colpo deciso al governo e su questa base proseguire ad assestarne altri con le tante iniziative in programma per un autunno che si prospetta davvero caldo e che può far cadere questo esecutivo.






