Rilanciamo a seguire l’appello lanciato dalle organizzazioni palestinesi in vista dello sciopero di oggi, 19 settembre, indetto dalla Cgil e quello indetto per il 22 settembre, indetto da Usb. Sono diversi i sindacati di base e alternativi che hanno aderito a questi scioperi ma sono soprattutto diversi i lavoratori di varie categorie che indipendentemente dalle sigle di appartenenza hanno deciso di incrociare le braccia e mobilitarsi per bloccare il paese.
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Per dare seguito a questo appello questi giorni devono essere non solo momenti di mobilitazione ma soprattutto iniziative che mettono a soqquadro l’ordine pubblico e la circolazione di uomini e merci nel paese. Iniziative e mobilitazioni che “bloccano tutto”. Dal blocco dei porti, alle stazioni dei treni, dei tram o della metropolitana fino alle autostrada, tutto può diventare bersaglio di questa giornata di lotta. Una giornata in cui dare una spallata ai guerrafondai del nostro paese e ai suoi attuali referenti politici appattumati nel governo Meloni. Per i prossimi scioperi e giornate di lotta la parola d’ordine, dalla Palestina all’Italia, è chiara: blocchiamo tutto!
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COMUNICATO UNITARIO DELLE REALTÀ PALESTINESI SULLE PIAZZE DEL 16 SETTEMBRE
Il 16 settembre le comunità palestinesi insieme alla Global Sumud Flotilla e a tutte le realtà solidali sono scese in piazza, compatte da Nord a Sud.
A Roma il corteo è stato aperto dallo striscione che gridava con forza: STOP GENOCIDIO, STOP ACCORDI CON “ISRAELE”, LIBERTÀ PER ANAN, ALI E MANSOUR – GAZA WE ARE COMING.
Questa nuova fase della mobilitazione è caratterizzata non solo da una crescente partecipazione popolare, ma anche da una più chiara consapevolezza politica: il sionismo è la radice del problema e la resistenza palestinese è l’unica strada per la liberazione di Gaza, della Cisgiordania e di tutta la Palestina occupata.
In tutte le piazze, a gran voce, abbiamo chiesto ciò che i sindacati e le organizzazioni palestinesi rivendicano da anni: isolamento totale di “Israele”, embargo militare immediato, sanzioni, boicottaggi, blocco dei carichi di morte e delle merci dirette all’entità sionista.
Ma la mobilitazione non riguarda solo la Palestina: il sionismo è qui, in Italia, dentro gli accordi economici, militari e politici che l’Italia intrattiene con “Israele”. L’Italia porta responsabilità dirette nel genocidio in corso, continuando a sostenere e a legittimare il regime di colonialismo e occupazione.
Per questo dobbiamo organizzarci e colpire i suoi interessi qui, nei porti, nelle università, nei luoghi di lavoro e ovunque vengano alimentati i legami con “Israele”.
Invitiamo tutte le realtà italiane che supportano la causa palestinese a mantenere alta la mobilitazione, partecipando alle giornate di sciopero del 19 e del 22 settembre e impegnandosi a bloccare tutto per Gaza, in risposta a un eventuale attacco alla Flotilla.
Verso la Manifestazione Nazionale del 4 ottobre a Roma:
FERMIAMO IL SIONISMO, COSTRUIAMO RESISTENZA!



![[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/02/corteo-22-settembre-gaza-941100.jpeg?fit=1024%2C577&ssl=1)


