Quella di quest’anno è un’estate calda, su tutti i fronti. La terza guerra mondiale è in corso, il genocidio in Palestina prosegue in diretta mondiale e l’Italia marcia sempre di più verso l’economia di guerra. Il raggiungimento del 5% del Pil da destinare al riarmo, la riconversione di settori produttivi alla produzione bellica, la militarizzazione crescente delle infrastrutture, dei trasporti, dei territori, delle scuole. Queste le politiche che guidano il paese, con il bene placido di tutti quelli che dalla guerra e dal riarmo hanno da guadagnare, mentre i servizi pubblici sono ridotti all’osso e i territori sempre più abbandonati e spolpati dalle speculazioni, tanto che alle prime gocce di pioggia collassano.
In mano a speculatori e affaristi quella in corso è una spirale di guerra e devastazione in cui il paese viene sempre più trascinato, mentre sono operai, lavoratori e masse popolari a cercare soluzioni alternative e a provare ad invertire questa rotta. Non c’è estate che tenga, non ci sono vacanze o stagioni di pausa per questo. È sempre più evidente che la lotta di classe non va in vacanza. E, per chi vuole vedere, è sempre più evidente anche che siamo in una situazione tale da rendere necessario che le masse popolari ovunque collocate si organizzino e si mobilitino incessantemente, che imparino a farlo sempre meglio, per cambiare questa condizione.
È uscito Resistenza n. 7-8/2025!
Sfoglia il giornale
Vedi tutti gli articoli del numero
Abbonati on line
Ascolta gli articoli sul Podcast Resistenza
Segui il P.Carc su Facebook, VK, Telegram, Instagram, X, Rumble – condividi gli articoli sui tuoi profili
Il mese di giugno è stato ricco di iniziative, mobilitazioni, scioperi e manifestazioni e i mesi di luglio e agosto sono già pregni di altre iniziative promosse da varie organizzazioni popolari e comuniste. Dal 3 al 12 luglio a Roma si è tenuta Avanguardia, la festa promossa dal Fronte della Gioventù comunista; dal 9 al 12 luglio a Pisa Ottolina Tv ha invece organizzato Fest8lina, che è stata ambito di approfondimento e confronto rispetto alla situazione internazionale e al movimento contro la guerra che si sta sviluppando nel paese.
Dal 25 al 27 luglio saranno invece la Val Susa e la Sardegna ad ospitare confronto e organizzazione all’interno del Festival ad alta felicità promosso dai No Tav e dell’A Foras Camp, mentre in contemporanea a Taranto si terrà la Festa Usb, una tre giorni di iniziative e dibattiti promossi dal sindacato di base.
Il 2 agosto i compagni del No Muos hanno organizzato una manifestazione a Niscemi contro guerra, genocidio e riarmo e dal 27 al 31 agosto si terrà l’annuale Pap Camp a Paestum, promosso da Potere al Popolo. Le iniziative proseguiranno poi il 5 e 6 settembre a Cernobbio, con il Forum nazionale Contro Cernobbio 2025 Addio alle armi! promosso da Sbilanciamoci e Rete pace e disarmo, e il 9-14 settembre con la Festa Andiamo al massimo promossa dal Fatto quotidiano al Circo Massimo a Roma.

Una serie di iniziative che possono essere concatenate e valorizzate per rafforzare ed estendere il movimento contro il sistema guerra che coinvolge sempre più ambiti della società. Un movimento contro la guerra che quindi sempre più lega tutte le lotte e le mobilitazioni territoriali e nazionali. Che sta diventando vasto e composito, formato da diverse realtà anche molto distanti tra loro. Ma che alla base ha e che può darsi coscientemente obiettivi comuni, obiettivi politici comuni per uscire dalla spirale di guerra in corso sviluppando un fronte di forze che si faccia promotore di questa lotta.
È chiaro che per farlo è necessario che le tante realtà che compongono il movimento si mettano nell’ottica di rompere con prassi, modus operandi, dinamiche che non sono mai andate bene ma che adesso sono un tappo evidente per lo sviluppo di questo movimento e per la costruzione di soluzioni alternative a quelle esistenti.
Le tante iniziative, i campeggi, le feste che costellano l’estate possono essere occasioni preziose per questo. Occasioni perché tutti gli organismi che da decenni combattono contro la militarizzazione e l’occupazione dei territori mettano la loro esperienza contributo di chi vuole mettersi sulla stessa strada ed allargare queste iniziative ed esperienze a livello territoriale, anche di quartiere! Occasioni perché le tante realtà che si mobilitano già possano organizzare iniziative e campagne comuni, su cui muoversi a livello nazionale e traducendole localmente. Ma sono soprattutto occasioni per mettere mano ai nodi emersi nell’ambito della lotta contro la partecipazione del nostro paese alla spirale della terza guerra mondiale. Per andare a fondo delle dinamiche che oggi frenano lo sviluppo di questo movimento e gli impediscono il salto di qualità necessario a far diventare la lotta di classe nel paese all’altezza della situazione e in grado di imporre le soluzioni che sono urgenti per le masse popolari.
È con questo spirito che organizziamo dal 31 luglio al 3 agosto la Festa nazionale della Riscossa Popolare a Pisa e che al suo interno promuoviamo tavoli tematici e dibattiti che metteranno al centro il confronto e l’organizzazione comune per superare i limiti emersi in questi ultimi mesi di mobilitazioni; per mettere le basi per alimentare un movimento che dal basso si dia gli strumenti per combattere questi limiti e per superarli. Un movimento che sia capace di darsi gli strumenti per rafforzare il fronte contro la guerra che nel paese è necessario costruire; per cacciare i guerrafondai e imporre subito misure alternative che invertano la rotta tracciata. È con questo spirito che parteciperemo alle altre iniziative in programma e che daremo il nostro contributo a costruire iniziative che vanno in questa direzione.








