Lo scorso anno la Festa nazionale della Riscossa Popolare, svolta a Pontedera in provincia di Pisa, è stata oggetto di molti attacchi.
A livello locale c’è stata la “crociata” dei padroni delle concerie che si erano risentiti per la propaganda comunista davanti ai cancelli delle aziende e avevano fatto pressione sugli amministratori locali della zona per impedirla. O almeno per “farcela pagare”.
A livello nazionale, a festa conclusa, è stato l’intervento di Gabriele Rubini a uno dei dibattiti a scatenare gli agenti sionisti che presidiano l’informazione mainstream.
Gabriele è stato poi denunciato (vedi articolo a pag. 7) e noi cogliamo anche questa occasione per esprimergli solidarietà.
Per quanto riguarda le manovre dei “padroni del vapore” per impedire la festa, ovviamente non hanno avuto l’esito che speravano e, anzi, la festa è stato uno strumento per portare alla luce del sole alcune delle “relazioni particolari” fra chi sfrutta i lavoratori e avvelena il territorio e le amministrazioni locali, indipendentemente dal loro “colore politico”. Per quanto riguarda i tentativi di criminalizzazione e denigrazione, come sempre, ogni accusa è per noi una medaglia al merito.
Non è affatto un caso se, per un verso o per l’altro, ogni edizione della Festa nazionale della Riscossa Popolare finisce nel mirino.
Lo scorso anno la “macchina del fango” ha investito il dibattito sul movimento di solidarietà con la Resistenza palestinese per coprire tutto il contenuto politico della Festa e gli sviluppi a cui ha aperto la strada: il dibattito sulla repressione aziendale, partecipato da decine di operai, è stato un primo passo verso la strutturazione di un organismo operaio che si occupa dell’argomento; il tavolo degli amministratori locali ha permesso di scambiare esperienze su svariati argomenti, dalla resistenza alla militarizzazione dei territori (in una zona assediata dalle basi militari già in uso, come Camp Derby, e da quelle in progetto, come a Coltano) alla lotta contro la devastazione ambientale (uno degli argomenti è stato lo smaltimento del Keu, la risulta tossica della lavorazione delle concerie…); si è rafforzato il coordinamento degli organismi popolari contro la Nato.
In un anno alcune cose sono cambiate, ma non è cambiata la direzione verso cui procede la società. Anzi, diventa sempre più pressante risolvere la contraddizione fra oppressione e liberazione, fra guerra e rivoluzione, fra resa e riscossa.
Abbiamo iniziato i preparativi dell’edizione 2025 della Festa nazionale, con la consapevolezza che sarà necessariamente parte di un salto. Faranno un salto i tentativi di ostacolarla: le denigrazioni, gli attacchi, gli sgambetti burocratici ed economici, ecc. Ma faranno un salto anche i risultati e gli esiti, il contenuto politico e il contributo che essa può dare – e darà – all’organizzazione e alla mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari.
Nel numero scorso di Resistenza abbiamo lanciato l’appello a collaborare alla Festa. L’abbiamo fatto con una locandina che a pag. 16 del giornale rivolgeva in positivo uno dei tanti modi con cui la propaganda reazionaria cerca di squalificarci.
Il 26 aprile, Libero era uscito a tutta pagina con una foto dei compagni e delle compagne del P.Carc e la scritta “Partigiani dell’islam”, in relazione al fatto che il giorno prima avevamo contribuito a che la brigata ebraica fosse estromessa dal corteo e che i partiti guerrafondai e filo sionisti stessero alla larga dalla testa, dove invece hanno sventolato per la prima volta le bandiere palestinesi.
Di quella locandina ne abbiamo fatto un volantino per “cercare volontari” e abbiamo iniziato ad avere riscontri positivi. Ci sono compagni e compagne disponibili a sostenere la Festa nazionale della Riscossa Popolare anche in ragione del fatto che farlo o meno è una scelta di campo.
Un’iniziativa nata con l’obiettivo di rivoltare la propaganda reazionaria in uno strumento positivo ci ha dato lo spunto per capire più concretamente che in questo paese c’è una parte di popolazione alla ricerca di un modo per dimostrare di saper stare dalla parte giusta.
Abbiamo, quindi, iniziato a rivolgerci più direttamente a essa.
Anche su questo numero, a pag. 16, ci sarà una locandina per promuovere la partecipazione alla costruzione e all’organizzazione della Festa
Chiunque la può usare. Come quella del mese scorso anche questa sarà pubblicata sul sito ed entrambe possono essere facilmente trasformate in un volantino da utilizzare ovunque. Perché la Festa nazionale della Riscossa Popolare si svolge a Pisa dal 31 luglio al 4 agosto, ma la riscossa popolare, quella va organizzata e promossa ovunque.
Il 1° giugno a Roma, al Centro di Iniziativa Popolare, la Festa della Federazione Lazio – via delle Ciliegie, n. 42
Il 14, 15 e 18 giugno a Milano, al Gta (Gratosoglio Autogestita) la Festa della Federazione Lombardia – via Lelio Basso, n. 7
Il 22 giugno a Palermo, il luogo è da definire, la Festa della Riscossa Popolare in Sicilia
Il 27, 28 e 29 giugno a Pozzuoli, all’ex Convitto Monachelle, la Festa della Federazione Campania – via Annechino, n. 123M
Il 28 e il 29 giugno a Sesto Fiorentino, all’Unione Operaia Colonnata, la Festa della Federazione Toscana – piazza Rapisardi, n. 6
Il 28 giugno a Bologna, al Centro sociale della Pace, la Festa della Federazione Emilia Romagna – via del Pratello, n. 53








