Il 13 maggio, Alessandro Orsetti – un compagno del comitato No Comando Nato né a Firenze né altrove – ha denunciato tramite un post Facebook di essere stato prima intimidito e poi identificato dalla Polizia Militare davanti alla Caserma Predieri, mentre stava rilasciando un’intervista a ControRadio proprio sull’assegnazione dei lavori per l’insediamento del Comando Nato.
È chiaro come il sole che la strategia adottata da tutte le istituzioni locali e regionali di non parlare del Comando Nato e di censurare ogni attività dei comitati non può pagare in eterno. La recente notizia dell’assegnazione dei lavori per la demolizione e ricostruzione di due palazzine che andrebbero a ospitare le strutture del Comando è uscita su tutti i giornali e questo alimenta l’opposizione al progetto e, in generale, l’opposizione alla guerra e alla Nato. È altrettanto chiaro che, laddove la classe dominante non riesce ad arrivare con la censura e l’indifferenza, usa la repressione come arma, come è stato nel caso di Alessandro.
Un attacco bello e buono che conferma quello che i comitati contro la guerra, primo tra tutti il comitato No Comando Nato, denunciano da tempo, ovvero che il Comune di Firenze ste tenendo all’oscuro i cittadini su ciò che accade in città, svendendo il loro territorio e mettendo a repentaglio la sicurezza e la vivibilità del quartiere di Rovezzano sotto tutti i punti di vista. In un momento in cui la Guerra mondiale è ormai una realtà e i venti di guerra spirano sempre più forti, l’insediamento del Comando che, tra le altre cose, renderebbe Firenze un obiettivo sensibile di eventuali attacchi non può e non deve essere accettato!
Nel prossimo periodo la Caserma Predieri dovrà essere assediata dalla mobilitazione popolare e il quartiere vigilato dagli abitanti di Rovezzano che invitiamo a mettersi in contatto con il comitato. Utilizziamo quindi i prossimi appuntamenti cittadini (a partire dalle celebrazioni istituzionali del 2 giugno) per costringere la sindaca Funaro e l’Amministrazione Comunale a rendere conto del loro operato alle masse popolari fiorentine e, soprattutto, per far crescere di quantità e di tono la mobilitazione popolare e impedire l’installazione del Comando Nato a Firenze o da qualunque altra parte!
Firenze non è zona di guerra! Fuori la Nato dalla nostra terra!
P.CARC, Federazione Toscana



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