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[Emilia Romagna] Sulla Tekapp e su Marzabotto: abbiamo vinto, alziamo il tiro   

Federazione Emilia Romagna by Federazione Emilia Romagna
Maggio 14, 2025
in Federazione Emilia Romagna, Federazione Emilia Romagna
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Rilanciamo il comunicato di Modena per la Palestina e BDS Modena con in calce il relativo appello e la lista delle firme delle associazioni, comitati, partiti, sindacati e singole personalità (che il documento non riporta ma che un comunicato precedente quantifica in 638) che hanno contributo, nel giro di una settimana, a far annullare l’evento promosso dalla Tekapp alla Florim Gallery per il 22 maggio. Se c’è chi la promuove la mobilitazione si sviluppa e può ottenere importanti risultati. 

Con lo sviluppo della guerra mondiale in corso e con gli effetti che questa sempre più ha anche sulla vita delle masse popolari, con il genocidio in corso in Palestina è sempre più difficile per i sionisti portare avanti l’uso del nostro territorio come retroterra per le loro azioni criminali. È sempre più difficile per le forze politiche delle Larghe Intese (a partire dal dal PD e i suoi cespugli) mostrare pubblico sostegno al sionismo. Non solo: il mese di aprile ha mostrato che la mobilitazione popolare cresce in quantità e combattività. 

La prima e più importante conferma che ricaviamo dalla vicenda della Tekapp, quindi, è proprio questa: per vincere bisogna osare combattere e il terreno è favorevole se scagliamo la freccia sui giusti bersagli, se leghiamo l’attività di inchiesta e dossieraggio alla mobilitazione e alla costruzione del fronte. C’è ampia risposta dalle masse e disponibilità della parte più sana delle realtà organizzate a convergere se c’è chi si prende la responsabilità di dare battaglia. 

Ciò fuori da opportunismi, cioè mettendo al centro la causa e il risultato, fuori logiche di bandiera. L’appello (vedi sotto) contro l’evento alla Florim Gallery, che Modena per la Palestina e BDS Modena hanno fatto circolare rilanciando quando denunciato della giornalista Linda Maggiori sul Manifesto, è stato aperto a tutti: da singole autorevoli personalità a organizzazioni, senza limiti di bandiera. La parlamentare Stefania Ascari del M5S ha raccolto l’appello predisponendosi a portarlo dentro le istituzioni nazionali. L’aver messo dieci (anzi diverse centinaia) contro uno è stato un altro, decisivo, elemento di forza.

E sempre bene ha fatto Modena per la Palestina a rilanciare, a fronte della posizione conquistata: “l’annullamento dell’evento è solo il primo passo: non molliamo, anzi alziamo il tiro!”, nel senso di chiedere a chi governa oggi il territorio contezza dei rapporti che Tekapp ha con altre aziende e di chiedere a queste aziende loro clienti di rescindere i contratti. E allora ci sentiamo di dire: il summit sulla “sicurezza” (popolare) facciamolo noi, in presidio, davanti alla Tekapp. Chiamiamo a schierarsi le personalità e le organizzazioni che hanno già deciso di farlo firmando l’appello, anzi allarghiamo ulteriormente il campo.  

Il 7 maggio il Comune di Marzabotto, nella persona della Sindaca Valentina Cuppi, ex Presidente del PD, e il Comitato regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto hanno lanciato un appello per la promozione di una manifestazione nazionale per “fare tutto quel che possiamo per fermare lo sterminio di una popolazione innocente, proprio come i civili inermi che abitavano a Monte sole 80 fa”. Ebbene chiediamo a Valentina Cuppi di schierarsi pubblicamente contro la Tekapp, contro un’azienda che fa soldi in Emilia con sistemi testati letteralmente col sangue dei palestinesi, sistemi che forse vorrebbe usare sui lavoratori italiani (?) e che, comunque, di questa sua attività ha fatto fino ad oggi impunemente persino pubblicità. 

E a questo proposito diciamo: ben venga una manifestazione nazionale. Il Partito dei Carc ci sarà. Il movimento organizzato di solidarietà alla Palestina deve esserci: prima, durante e dopo. Per portare a ogni singolo partecipante la parola d’ordine, scritta nel Manifesto di Bologna per la Palestina, del “sostegno al diritto di resistenza del popolo palestinese”, per portare la solidarietà ai nuovi partigiani Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh e per chiedere e contendere, se necessario, la parola in quella piazza. 

Nonostante godano di complicità politiche a ogni livello nelle istituzioni, non sono i sionisti a essere forti ma è il movimento popolare che deve e può imparare a far valere la propria forza. 

Liberiamo il nostro territorio e il nostro Paese dai sionisti e dalla NATO, costruiamo un’alternativa di governo e di società. Questo è il contributo più grande che possiamo dare ai popoli oppressi in lotta in tutto il mondo.


COMUNICATO STAMPA 

13/05/25 

IMPORTANTE VITTORIA DEL MOVIMENTO PRO-PALESTINA 

Apprendiamo in queste ore, da fonte certa, che l’evento denominato Zero Trust Cyber security summit 2025, il cui svolgimento era stato programmato presso FLORIM CERAMICHE di Fiorano, per il giorno 22 maggio, è stato annullato. Tale evento risultava promosso dall’azienda italo- israeliana TEKAPP, fornitrice di servizi di cybersecurity per la Florim e per altre importanti imprese del territorio. 

I movimenti di sostegno alla Palestina avevano da giorni fortemente protestato per questa iniziava che dava voce e spazio ad un soggetto o imprenditoriale, la Tekapp, notoriamente legato agli ambienti militari dello Stato di Israele. Reti pro-Palestina, sindacati, associazioni e cittadini avevano firmato una lettera aperta destinata a Florim (1) in cui si reputava assolutamente inaccettabile per il nostro territorio, una rassegna consistente nell’esibizione di potenza tecnologica prodotta da uno Stato accusato di genocidio. 

Consideriamo la disdetta dell’evento come una vittoria totale della società civile modenese contro gli interessi dell’industria bellica e di Israele. Israele è uno Stato canaglia, impegnato in una guerra di sterminio e vanno boicottata e sanzionati i rapporti con Tel Aviv, a qualsiasi livello, dall’economia alle Università. 

Prendiamo atto che la direzione Florim è andata nella giusta direzione annullando l’evento. Ma noi chiediamo un passo ulteriore: chiudere definitivamente i rapporti con la Tekapp. E rivolgiamo la stessa richiesta a Inalca spa, al Gruppo Romani Ceramiche, a La Fenice Ceramiche e a tutte le altre aziende modenesi che hanno rapporti con Tekapp. È possibile che la sicurezza delle imprese del territorio debba essere affidata a filiere oscure i cui vertici stanno a Tel Aviv? Perché utilizzare fornitori di servizi di cyber security legati al settore bellico di un paese in guerra, accusato di crimini contro l’umanità? La sicurezza delle aziende modenesi è sotto la tutela degli appara israeliani? La politica e le amministrazioni devono assumere una posizione chiara in tal senso: chiedere al sistema di imprese modenese di sospendere i rapporti con Tekapp e aziende simili, fino a che Israele continuerà a bombardare donne e bambini e occupare territori altrui, usando tecnologie che vengono testate nei teatri di guerra e vendute in Europa come strumenti di “sicurezza digitale”.. E chiediamo anche a Confindustria, Confapi, Lega delle Cooperative e a tutte le organizzazioni datoriali: quante aziende modenesi si avvalgono della “tutela” di soggetti riconducibili ad ambienti militari israeliani? Esiste un banca dati in tal senso? Si possono rendere pubbliche queste informazioni? Questi rapporti sono patrocina dai servizi segreti italiani o dal Ministero della Difesa? Si può aprire una discussione in questo territorio sui livelli di eticità minimi che sono richieste alle aziende modenesi in tempi così critici e delicati? L’opinione pubblica e i consumatori hanno diritto ad essere informa su queste commistioni tra economia e guerra?

In attesa di risposte da Florim su queste ulteriori richieste, ringraziamo centinaia di associazioni, partiti, sindacati, comitati e privati cittadini, che hanno prontamente risposto al nostro appello che aveva come obiettivo lo stop all’evento del 22 maggio.

La società civile e i movimenti, nel vuoto della politica, possono raggiungere risulta importanti, davanti al dilagare della militarizzazione dell’economia. La lotta continua, sempre al fianco della popolazione civile palestinese, martoriata, oppressa e sterminata dal regime sionista. 

TESTO APPELLO: 

Con vivo sconcerto, abbiamo appreso da un quotidiano nazionale (1) che la vostra sede ospiterà il 22 maggio 2025 un evento denominato “Zero Trust Cyber security Summit 2025” nel corso del quale i CEO aziendali incontreranno “ethical haker da Israele” che tratteranno di “casi pratici dell’approccio offensive”. 

L’evento, organizzato dal vostro fornitore di servizi Tekapp – azienda italo israeliana che vanta una solida esperienza nel comparto Difesa israeliano – assume contorni assai inquietanti, visto il contesto internazionale di guerra e le accuse di genocidio e crimini contro l’umanità mosse da organismi internazionali nei confronti dello Stato di Israele.

L’articolo in questione, ricorda i legami della Tekapp con l’esercito israeliano, in particolare con la famigerata Divisione 8200, unità di élite creata dall’IDF per condurre operazioni militari specializzate in guerra cibernetica, spionaggio, sorveglianza, controllo, uso dell’IA per pianificare azioni di sterminio contro il popolo di Gaza. 

Secondo l’articolo, questa azienda sarebbe legata ad una tipologia di imprese israeliane del settore cybersecurity che testano e implementano sui campi di battaglia le loro strategie operative, per poi vendere all’estero le competenze maturate nella repressione e nella colonizzazione di territori occupati (Cisgiordania) o aggrediti militarmente (Gaza, Siria, Libano). 

Sempre secondo l’articolo, uno dei servizi proposti da Tekapp alle aziende italiane è denominato “adotta il tuo cecchino” con tanto di immagine di un tiratore che prende la mira. E non a caso la Regione Emilia Romagna ha (tardivamente) negato il patrocinio all’iniziativa, diffidando gli organizzatori dall’uso del suo logo – almeno così sostiene l’articolo. 

Naturalmente non possiamo sapere se tali informazioni corrispondano al vero e sarà eventualmente la Tekapp a doverle smentire. Resta il fatto che il quadro generale in cui il vostro evento andrebbe a collocarsi, resta assai problematico e allarmante per questo territorio.

Leggiamo dal vostro sito che Florim è: “società benefit e certificata B Corp, esplicitando formalmente il proprio impegno a operare non solo per il profitto ma anche per il bene del pianeta e della comunità” 

Riteniamo tale profilo assolutamente incompatibile con una iniziativa quale quella che ospiterete il 22 maggio. Per tale ragione le associazioni scriventi – reti di sostegno alla Palestina, associazioni di promozione della pace e della cooperazione internazionale – attraverso questa lettera aperta, che sta circolando nell’ambito della società civile, dell’Università, delle amministrazioni locali, delle forze politiche e sindacali, chiedono formalmente a Florim di annullare tale evento e riconsiderare il proprio rapporto con un fornitore tanto discutibile. 

Una decisione in tal senso registrerebbe una sintonia tra la vostre scelte aziendali e la sensibilità diffusa nell’opinione pubblica sul tema dei massacri quotidiani che la Palestina subisce da un anno mezzo. Una scelta di segno opposto, purtroppo, dimostrerebbe disinteresse per la dimensione etica che pure rivendicate. 

Infatti, la promozione della “rassegna”, vi collocherebbe idealmente al fianco e in appoggio alle politiche genocide dello Stato di Israele che, vi ricordiamo, è soggetto a boicottaggio economico da parte di molti paesi nel mondo. Un’azione in cui anche la vostra impresa potrebbe incorrere in futuro. 

Restiamo in attesa di vostre notizie, certi che capirete la gravità della situazione e che opererete per distendere il clima di protesta e sdegno che sta montando, anche a livello nazionale, intorno alla iniziativa del 22 maggio.

Modena per la Palestina 

BDS Modena

1) Link articolo: https://ilmanifesto.it/adotta-il-tuo-cecchino-gli-affari-emiliani-della-cyberguerra-

israeliana 

HANNO ADERITO AD OGGI:
151 realtà tra Associazioni, Partiti, Sindacati, Gruppi Musicali, Artisti 643 cittadini/e 

Segue Lista Associazioni, Partiti, Sindacati, Gruppi Musicali, Artisti. 

AIPI – Bologna
Alfeo Corassori la vita per te – Modena

Alkemia – Modena
Amazzonia Sviluppo – Modena
Anpi Pratello – Bologna
Arci Modena – Modena
Arci Servizio Civile – Modena
Armonie APS – Bologna
Asilo-ex-asilo Filangieri – Napoli
Ass. Cult. Mercato Scoperto – Lanciano
Assalti Frontali – Roma
Associazione 20 Pietre – Bologna
Associazione 99% – Palermo
Associazione Alfeo Corassori – Modena
Associazione casa della saggezza misericordia e convivenza – Modena Associazione Idee in circolo / lo spazio nuovo – Modena
Associazione Valerio Evangelisti – Bologna
Assopace Palestina – Bologna
ATTAC – Modena
ATTAC Bergamo – Bergamo
ATTAC Napoli – Napoli
ATTAC Palermo – Palermo
ATTAC Saronno – Saronno
ATTAC Savona – Savona
ATTAC Torino – Torino
ATTAC Verona – Verona
AVS Formigine – Formigine (MO)
Bambini nel deserto – Modena
Banda Popolare Emilia Rossa – Modena
Banda Roncati – Bologna
BDS – Modena
BDS – Bologna
BDS – Lanciano
BDS – Marche
BDS – Roma
BISCA SUONA
Blu Bramante – Modena
Bnd – Modena
BUNNA – Nazionale
Cambiare Rotta – Nazionale
Camilla Emporio di Comunità – Bologna
Campi Aperti – Bologna
Casa dei Circoli Culture e Popoli – Ceriale (SV)
Casa della Pace – Modena
Casa delle Culture – Modena
Casa delle donne contro la violenza – Modena
Casa per la Pace odv – Modena
Cassero LGTBQIA+ Center – Bologna
Chi si cura di te? – Medicina Decoloniale – Bologna
Circolo ARCI Brecht – Bologna
Circolo Arci OPW-APS – Modena
Circolo ARCI Rastignano – Bologna
Circolo Culturale Left Vibra – Modena
Città Visibili APS ARCI – Bologna 

Civica 15 a – Modena
Cobas – Bologna
Colettivo Studiare studiare – Modena
Collettivo Minimo – Modena
Collettivo Studiare studiare – Modena
Comitato dell’associazione Centro di Salute Internazionale e Interculturale APS – Bologna Comitato di solidarietà con il Popolo Palestinese – Piacenza
Comitato Rigenerazione No Speculazione – Bologna
Comitato scolastico diritti umani liceo Capialbi – Vibo Valentia
Comunità islamica – Modena
Contronarrazione – Genova
Coordinamento No NATO – Emilia Romagna
Coordinamento Paradiso – Bologna
Coordinamento Sinistra Unita – Bologna
DiN – Napoli
Donne in nero – Reggio Emilia
Donne in nero – Bologna
Donne in nero – Napoli
Donne nel mondo – Modena
Donne nel Mondo ODV – Modena
Enoteca Liberty – Lanciano
Europa Verde – Bologna
ExAequo Soc Coop Soc ONLUS – Bologna
Federazione PCI Bologna – Bologna
Free Assange Italia – Nazionale
Fronte Comunista – Reggio nell’Emilia
Giovani Comuniste/i – Bologna
Giovani Palestinesi d’Italia – Modena
Giovani Palestinesi Italiani – Bologna
Gruppo Don Milani – Modena
Gruppo promotori petizione per il Cessate il fuoco UniBO – Bologna
Hayat APS – Bologna
Humanity in Focus – Napoli
Il Basso Fanzine – Lanciano
Il sole dell’avvenire – Bologna
IPRI – CCP (Istituto Italiano Ricerca per la Pace – rete Corpi Civili di Pace) – Bologna 

Kebab Ahambra – Reggio nell’Emilia
l’associazione Città&Scuola – Modena
La Brigata lambrusco – Reggio nell’Emilia
La MALA Educaciòn – Bologna
La Vita Per te – Modena
Labas – Bologna
Laboratorio Smaschieramenti – Bologna
Laboratorio Sociale Largo Tappi – Lanciano
Le Maddalene Matte – Modena
Link Bologna – Studenti Indipendenti – Bologna
Lust asd aps – Modena
M5S Parma e provincia – Parma
Mani Rosse antirazziste – Roma
Manifesto in Rete – Bologna
Mediterranea – Bologna
Mediterranea – Modena 

Milinda – Modena
Modena per la Palestina – Modena
Modena Terzo Mondo – Modena
Modena Volta Pagina – Modena
Movimento non violento – Modena
Moxa Modena per gli Altri – Modena
NONUNADIMENO – Bologna
NONUNADIMENO – Reggio Emilia
Notti Rosse – Casalgrante (RE)
Nuova Unione Popolare – Nazionale
Officina Progetto Windsor – Modena
Organizzazione studentesca di alternativa (Osa) – Nazionale Partito Comunista Italiano – Bologna
Partito dei Carc – Emilia Romagna
Partito della Rifondazione Comunista – Bologna
Pax Christi Punto Pace – Bologna
Per Assange – Belluno
Per non dimenticare – Modena
Period Think Tank – Bologna
Polisportiva Hic sunt leones – Bologna
Pratello R’esiste – Bologna
Presidio permanente contro accordo militare Italia Israele – Modena Resistenza Popolare – Emilia Romagna
Resistenza radicale azione non violenta – Napoli
Rete dei Comunisti – Roma
Rete Lilliput – Modena
Rete Transfemminista Appenninica – Bologna
Rifondazione Comunista – Modena
RitmoLento – Bologna
Salaam ragazzi dell’olivo ODV – Trieste
Sanitari per Gaza – Nazionale
Sanitari per Gaza – Toscana
Sanitari per Gaza – Bologna
Sanitari per Gaza – Veneto
Schierarsi – Bologna
Scuola Amica dei Bambini – Modena
Si Cobas – Modena
Sindacato SGB – Nazionale
Sinistra Anticapitalista – Napoli
Tefa Colombia – Modena
Tpo – Bologna
Vag61 – Bologna
Verona per la Palestina – Verona
Volt – Bologna
Ya Basta – Bologna 

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