Qualche giorno fa il comitato No Comando Nato né a Firenze né altrove ha portato alla luce la notizia dell’affidamento dei lavori per la realizzazione della palazzina del Comando Nato all’interno della Caserma Predieri di Rovezzano a Firenze. Una notizia che conferma il prosieguo dei lavori per l’installazione del Comando: lavori che il comitato sta denunciando da ormai 2 anni, senza mai trovare alcun riscontro dall’amministrazione comunale che ha continuato a negare di sapere alcunché, nonostante le numerose interrogazioni in consiglio comunale, iniziative di vario genere, presidi e via dicendo. Un silenzio complice della sindaca Funaro e del PD sul tema della guerra, di cui abbiamo già scritto anche nel comunicato federale del 10 maggio.
Di fronte alla notizia rilanciata da tutti i giornali locali e regionali – a cui il comitato chiede voce ma che il più delle volte viene ignorato – il comitato si è subito attivato, convocando una partecipata assemblea lo scorso 7 maggio nella quale si sono iniziate a discutere le prossime tappe della lotta che invitiamo tutti a seguire (e soprattutto a partecipare!) tramite la pagina Facebook, a partire dalla prossima assemblea che si terrà giovedì 15 maggio.
L’affidamento dei lavori – con una gara da 30 milioni di euro, che però comprende solo il rifacimento di due palazzine all’interno della Caserma – è un’ulteriore conferma del processo di militarizzazione sempre meno strisciante della città di Firenze e di tutto il paese. A conferma di ciò, proprio ieri 10 maggio, è arrivata in porto a Livorno una nave Usa carica di armamenti militari e carri armati, della quale ha dato notizia il Gruppo Autonomo Portuali di Livorno che ha organizzato un presidio al Varco Valessini.
La Toscana è infatti al centro delle manovre di guerra degli imperialisti nostrani e d’oltre-oceano, data l’importanza strategica che l’Italia riveste nel campo imperialista all’interno della Terza Guerra Mondiale in corso. Da un capo all’altro del paese si fanno sempre più frequenti le denunce dei traffici di armi, della riconversione bellica delle aziende, la militarizzazione delle scuole e università, ma anche le mobilitazioni e la nascita di comitati contro la guerra.
Questi comitati, associazioni e gruppi hanno la necessità oggettiva di mobilitarsi sempre di più in modo organizzato, coordinando le loro azioni e legandosi alle mobilitazioni della classe operaia, degli studenti, per la difesa dell’ambiente. Fermare la guerra è possibile e necessario, ma solo coordinando le mobilitazioni per rispedire l’attacco al mittente questo sarà possibile. In questo senso già esistono vari esempi di coordinamenti a livello nazionale e internazionale che vanno rafforzati ed estesi, come il Coordinamento Nazionale No Nato, la Rete Liberi di Lottare, Stop Rearm Europe.
Nessuna lotta contro la Nato e la guerra può esimersi dal ragionare a più ampio spettro e in un’ottica di governo del paese. Infatti solo un governo formato e imposto dai comitati, dalle associazioni, dalla classe operaia e dal resto delle masse popolari potrà imporre uno stop ai traffici di armi e cacciare la Nato dalla nostra terra!
Avanti nel coordinamento delle organizzazioni! Fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato! Per una nuova Liberazione nazionale!
P.CARC, Federazione Toscana


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