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La lotta per la sanità pubblica in Toscana

Teresa Noce by Teresa Noce
Marzo 2, 2025
in Resistenza n. 3/2025
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Sono trascorsi dieci anni dall’approvazione della legge di riforma del servizio sanitario regionale toscano (legge n. 84 del 28 dicembre 2015), tanto avversata dai comitati a difesa della sanità pubblica presenti in tutta la Toscana. In meno di due mesi raccolsero ben 55 mila firme per abrogarla, ma, con un escamotage, il collegio di garanzia bocciò il referendum.
La riforma è quindi andata avanti e le previsioni dei promotori e sostenitori del referendum sono diventate realtà: “la riduzione di risorse ha prodotto il taglio del personale e un aumento delle liste di attesa, che associate ai ticket elevati hanno spinto masse di cittadini dal pubblico al privato”.
La situazione è decisamente peggiorata e per questo si è ricostituito il Comitato referendario sulla sanità toscana, questa volta per promuovere un referendum consultivo, il primo nella regione.
“Lunghi tempi di attesa, liste chiuse, difficoltà di accesso per motivi economici o di residenza. Circa 220 mila cittadini toscani rinunciano alle cure. Vogliamo che si riapra il dibattito sulla sanità, che si torni a parlare di territori, che i sindaci possano avere voce in capitolo e che i cittadini siano ascoltati sui loro bisogni. Quel 7% di toscani che rinuncia alle cure deve azzerarsi! Se dall’alto non arrivano risposte, è necessaria la mobilitazione e partecipazione dal basso”: questo è il contenuto dell’appello dei promotori del comitato referendario.
Molti sono gli organismi delle varie zone che hanno risposto alla chiamata e si stanno riattivando.
In tutti questi anni, in Toscana, la lotta per la difesa e il miglioramento della sanità pubblica si è attenuata proprio per la delusione provocata dallo “scippo del referendum abrogativo”. Alcune realtà, però, hanno avuto la spinta ad autorganizzarsi e a operare nei territori promuovendo sportelli sanitari popolari.
È questa l’esperienza dei Comitati salute pubblica di Massa e della Lunigiana che assieme alla Consulta popolare per la sanità Massa e al sindacato Usb hanno attivato uno sportello sanitario mobile che fornisce consulenze legali gratuite e assistenza su liste d’attesa, prenotazioni impossibili, ausili sanitari negati e altri disservizi.
Molteplici sono i ringraziamenti che i cittadini rivolgono per l’attività che viene svolta, mettendo in luce che è possibile ottenere risultati se ci si organizza nel trovare soluzioni, piuttosto che arrendersi e sottomettersi al fatto che “ormai funziona così” e “non c’è più niente da fare”.

Questo sportello si rivolge anche agli operatori sanitari dando informazioni e promuovendo azioni di solidarietà, ad esempio verso quei lavoratori che subiscono ingiusti procedimenti disciplinari in violazione delle leggi a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Altri sportelli, non solo informativi, ma che forniscono assistenza rispetto alle lunghe liste di attesa si stanno inoltre diffondendo in altre città a partire da Firenze.

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Tags: Movimenti
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