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Irruzione nella campagna elettorale? Alcuni esempi

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Maggio 23, 2024
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Da Fratelli d’Italia al PD, tutto il sistema delle Larghe Intese sta cercando di svincolarsi e di intossicare la campagna elettorale in corso. Comunisti e masse popolari si stanno però mobilitando da un capo all’altro del paese per impedirglielo, anzi per approfittare della campagna elettorale e renderla terreno di battaglia per iniziare a normare dal basso la vita delle masse popolari secondo i loro bisogni.

Tra assassini rimpatriati, accapigliamenti per strapparsi minuti di visibilità nei media dei regime, teatrini penosi e lotte tra bande tutta la cricca delle Larghe Intese si barcamena nella campagna elettorale. Lo fanno come meglio possono, nell’intento di nascondere sotto il tappeto quelle che per loro sono magagne: le misure di cui le masse popolari hanno urgenza e che pretendono. Meglio non se ne parli, se non riescono a cavalcarle ergendosi a paladini dei diritti di chi per vivere deve lavorare. E sempre meno ci riescono, cacciati e contestati nelle piazze, nelle università e nelle iniziative elettorali.

C’è però, da nord a sud del paese, chi irrompe nella loro campagna elettorale imponendo all’ordine del giorno l’agenda politica delle masse popolari. Chi battaglia per affermare punti di governo del paese di cui queste hanno bisogno. Nelle prossime settimane le iniziative elettorali e il fermento attorno a queste si moltiplicheranno. Con loro la possibilità di inchiodare alle proprie responsabilità i candidati delle larghe intese, così come di sfruttare la visibilità per portare le leggi che servono all’attenzione delle masse popolari e mobilitarle per imporle.

Quando parliamo di irruzioni nella campagna elettorale cosa intendiamo?

Riportiamo qui di seguito alcune iniziative di irruzione che abbiamo messo in campo come P.CARC, laddove si tengono elezioni amministrative, e altre promosse da organismi operai, studenteschi e popolari nel paese. Riportiamo un elenco che non vuole essere esaustivo, ma che è da esempio e stimolo per chiunque voglia mettere in campo azioni simili nelle prossime settimane.

“Ci sono diverse metafore utili a rappresentare il contenuto dell’irruzione nella campagna elettorale che stiamo promuovendo. La valanga che scende a valle trascinando tutto quello che incontra nasce da un piccolo smottamento in quota.” Leggi Irrompere nella campagna elettorale

L’irruzione del P.CARC nelle elezioni amministrative

A Firenze alcuni nostri compagni sono candidati come indipendenti nelle due liste anti Larghe Intese della città, Sinistra progetto comune e Firenze Rinasce. L’obiettivo è quello di alimentare l’azione delle due liste in un fronte comune contro i responsabili delle politiche criminali in città e per alimentare il protagonismo popolare nella lotta contro la guerra, in sostegno della resistenza palestinese e nella difesa di sanità, lavoro e ambiente.

L’11 maggio i candidati di entrambe le liste hanno organizzato ad esempio un presidio contro la russofobia, per la fratellanza dei popoli e contro l’economia di guerra e l’intossicazione che la contorna. I candidati hanno quindi rinominato una stazione della tramvia cittadina intitolandola ai martiri di Odessa. Un piccolo gesto che marca però il tipo di campagna elettorale e di amministrazione che serve. Non candidati che fanno promesse da “paese dei balocchi”, fingendo che il nostro paese non sia in guerra, ma candidati e amministrazioni che facciano tutto il possibile per boicottare i governi guerrafondai.

Su questa esperienza leggi anche Campagna elettorale a Firenze. Marciare uniti contro le larghe intese si può e Una campagna elettorale nel segno della solidarietà internazionale

Il 2 giugno i candidati organizzeranno inoltre la mobilitazione Ma quale festa della repubblica, collegandosi alle diverse iniziative contro la Nato che si terranno nel paese. Nell’iniziativa cittadina al centro sarà messa la promozione della lotta per impedire l’installazione del comando Nato nel quartiere di Rovezzano, sede del comitato No Comando Nato.

Il 16 maggio il P.CARC ha invece organizzato con i candidati delle due liste un presidio davanti all’ospedale Careggi per sostenere ed estendere la mobilitazione dei lavoratori dell’ospedale Meyer, che negli ultimi mesi hanno contestato Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer. Marco Carrai fa parte della cricca del PD che nella regione ha stretti legami con i sionisti e che da anni hanno messo le mani sugli affari che girano attorno alla privatizzazione della sanità. Una lotta quindi per la difesa della sanità e per cacciare padroni e speculatori che fanno affari sulla pelle delle masse popolari italiane e palestinesi.

Il 23 maggio poi sarà la sicurezza dei lavoratori a irrompere nella campagna elettorale fiorentina, dopo che già è stata portata con forza dal Collettivo di Fabbrica Gkn nella giornata del 18 maggio con i parenti delle vittime di omicidi sul lavoro in testa al corteo. Lo faremo il 23 con un presidio davanti a una delle principali fabbriche fiorentine, la Beker Hugs (ex Pignone). Saremo là con i candidati delle due liste, sindacati di base e lavoratori per promuovere, come ordinariamente facciamo, l’organizzazione di operai e lavoratori in collettivi sul modello del CdF della Gkn e dei vecchi Consigli di Fabbrica per imporre la sicurezza sui posti di lavoro.

A Colle val d’Elsa con la lista Colle Insorge – che racchiude compagni del P.CARC, di Rifondazione Comunista e singoli – stiamo intervenendo nella campagna elettorale per sostenere l’irruzione del comitato nato contro l’ennesima opera speculativa del territorio (Tubone) e per alimentare il protagonismo delle masse popolari colligiane nell’individuare lavori e azioni necessarie per la difesa di salute e ambiente. La lista è inoltre intervenuta il 25 aprile per inchiodare il PD alle proprie responsabilità rispetto a misure antipopolari, come il progetto del Tubone, e a politiche guerrafondaie, che niente hanno a che fare con l’antifascismo di facciata che professa.

Non solo da candidati alle elezioni abbiamo fatto irruzione nella campagna elettorale per cacciare PD e guerrafondai dalle manifestazioni del 25 aprile. A Castellammare, infatti, dove sono in corso le elezioni amministrative, la sezione locale del P.CARC ha organizzato un intervento in grande stile nella marcia che ogni anno l’Anpi organizza in città dietro lo striscione “Per una nuova liberazione | A Castellammare non c’è posto per persecutori dei partigiani e antifascismo padronale | Questa la nostra campagna elettorale”.

Gli esponenti locali del PD, che si erano presentati in forma sciolta (senza bandiere) hanno così preferito ritirarsi. L’iniziativa ha infuso coraggio anche agli altri compagni che hanno partecipato alla manifestazione. Tanto che a fine corteo anche le cariche istituzionali hanno dovuto fare i propri comizi vicino allo striscione, attorniati dalle bandiere rosse e parlando in un megafono recante i simboli comunisti.

L’irruzione nella campagna elettorale delle masse popolari organizzate

Come dicevamo, non occorre essere candidati per usare a favore delle masse popolari le elezioni e la campagna elettorale in corso. Lo dimostrano le iniziative che da nord a sud del paese sono in atto.

Il Collettivo di fabbrica Gkn il 18 maggio ha promosso la manifestazione Con tutta la dignità in corpo, finita con l’accampata davanti alla Regione Toscana, per spingere l’approvazione della sua legge regionale per i consorzi pubblici. Nell’operazione hanno coinvolto i lavoratori della Regione di Firenze, manifestando assieme alla loro RSU, e tutte le RSU, i singoli lavoratori e i sindacati del paese portando la legge al loro vaglio, con appello a firmarla e sostenerla. Hanno da poco annunciato inoltre che irromperanno nell’iniziativa di presentazione dei candidati a sindaco di Firenze, mettendo a nudo le responsabilità di comune, regione e governo nello smantellamento dell’apparato produttivo.

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Gli studenti, con le accampate ma più in generale con un movimento che è nato dal 7 ottobre, che prosegue costante e che si estende, sono diventati la spina nel fianco per tutte le autorità costituite. Lo sono per rettori, ministri, governo e anche per il presidente della Repubblica. Un movimento che nel pieno della campagna elettorale sta smascherando il sostegno di tutte le larghe intese allo stato sionista di Israele e i loro stretti legami.

A inchiodare istituzioni e esponenti delle Larghe Intese per le proprie politiche criminali non sono stati i soli. A esser contestati sono primi fra tutti gli esponenti del governo Meloni, che ormai faticano a presentarsi in occasioni pubbliche. Non solo alla Roccella è giustamente negato il diritto di parola da collettivi studenteschi e transfemministi, lo stesso accade ad esempio alla Bernini all’università di Pisa e a Nordio contestato a Treviso il 25 aprile.

A Genova il Collettivo autonomo Portuali assieme ai comitati e alle organizzazioni sindacali e politiche anti larghe intese che sabato 11 maggio hanno organizzato una manifestazione contro la gestione criminale della città di Toti, hanno impedito il tentativo di passerella elettorale provata dal M5S. I comitati hanno messo a nudo le loro responsabilità e il loro sostegno al sistema affaristico delle larghe intese.

Nemmeno il PD ha vita facile. Le manifestazioni del 25 aprile sono state occasioni in cui sinceri antifascisti scesi in piazza hanno contestato la presenza del PD e il suo tentativo di mettersi alla testa di un antifascismo che è solo padronale e di facciata. Oltre a Castellammare e a Colle val d’Elsa è avvenuto lo stesso a Catania e Palermo, a Trieste, e in altre città d’Italia.

Queste sono alcuni tra gli esempi più eclatanti tra una miriade di medie, piccole e anche piccolissime iniziative prese nel paese dalle masse popolari per smascherare le responsabilità dei criminali che governano le città e il paese. Sono in parte esempi della battaglia in corso per imporre nuove leggi, elaborate dalle masse popolari che si organizzano, e per applicarle dal basso.

Come P. CARC ci stiamo impegnando, come avevamo detto, a rendere queste elezioni ulteriore campo per promuovere il protagonismo delle masse popolari nella battaglia che devono condurre per prendere in mano il proprio futuro e quello del paese. Per costruire il loro nuovo ordine, necessario a mettere fine a caos e barbarie in cui le classi dominanti trascinano il paese, è innanzitutto necessario il protagonismo delle masse popolari. Le prossime settimane sono occasione per fargli fare un salto.

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